Cappuccilli:il baritono che ha portato la musica di Giuseppe Verdi nel mondo

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In questi giorni si fa un gran parlare della musica lirica grazie all’evento più importante dell’anno per Milano, ovvero l’inaugurazione della stagione teatrale de “La Scala” nel giorno di Sant’Ambrogio, patrono della città. Quest’anno è andata in scena la Tosca di Giacomo Puccini, tre ore di spettacolo suddivise in tre atti con protagonista la soprano Anna Netrebko, per la regia di Davide Livermore.

La lirica è un tipo di arte forse non abbastanza valorizzato dalla generazione contemporanea, che sembra essere più orientata verso generi come il rap, probabilmente perchè esprime meglio il senso di ribellione che caratterizza la società attuale. La lirica è però una forma di spettacolo che nasce per deliziare ed intrattenere il pubblico, offrendo una sorta di finestra su un mondo passato, lontano, “d’altri tempi” di cui forse più che mai oggi avremmo bisogno. L’appuntamento con La Scala è senza dubbio uno dei più attesi dell’anno, ma visto che apparteniamo alla patria di Puccini, Verdi, Rossini, e non in ultimo Katia Ricciarelli e Luciano Pavarotti, sarebbe opportuno in giornate come queste, dare uno sguardo al passato, ricordando ed omaggiando i grandi cantanti che ci hanno resi celebri nel mondo.

Il baritono Piero Cappuccilli in scena

Uno di questi è l’ indimenticato baritono Piero Cappuccilli. Triestino, classe 1926 -anche se lui soleva nelle interviste dichiarare che era nato nel ’29- si è avvicinato al mondo della musica grazie allo zio, che sentendolo cantare ha da subito intuito il grande potenziale del nipote, spingendolo ad abbandonare gli studi di architettura. Debutta nel 1956 al Teatro Nuovo di Milano nell’opera I Pagliacci di Ruggero Leoncavallo nel ruolo di Tonio, e da lì avvia una carriera quasi quarantennale che lo porterà ad essere uno dei più apprezzati baritoni nel mondo, tanto da essere definito insieme a Maria Callas,

il più grande cantante verdiano di tutti i tempi. 

Piero Cappuccilli con Maria Callas

In effetti lui è “specializzato” nelle musiche scritte dal compositore parmense, e porta la sua musica nei più importanti teatri del mondo, compreso il Metropolitan di New York, che a Cappuccilli aveva addirittura offerto un contratto stabile; da perfetto uomo d’altri tempi, il baritono ha declinato un’ occasione così importante, per stare vicino alla sua famiglia, la moglie Graziella ed i tre figli Patrizia, Giovanni e Pier Paolo, rimasti nel frattempo a Trieste.

Questa scelta, assolutamente coraggiosa, non incide però sulla sua carriera che anzi, diventa anno per anno sempre più brillante: calca i più importanti teatri del mondo portando in scena Macbeth, Rigoletto, La Traviata, Attila, Madama Butterfly, Aida, Otello e tanti altri spettacoli, senza dimenticare i duetti che ha inciso con i più grandi tenori a lui contemporanei: Luciano Pavarotti e Maria Callas. 

Piero Cappuccilli e Luciano Pavarotti

Piero Cappuccilli è senza dubbio uno dei nomi di cui noi italiani dobbiamo andare orgogliosi; una personalità eclettica, dal carattere schivo, ma dalla luce brillante quando si trattava di andare in scena; una voce potente che esprimeva perfettamente la sua indole di uomo tutto d’un pezzo e votato alla disciplina, come la sua grande passione per le immersioni subacquee gli ha insegnato.

Cappuccilli, dopo essersi ritirato dalle scene a causa di un incidente avvenuto nel 1992,  è scomparso nel 2005 all’età di 78 anni. Oggi, a portare alto il nome del padre, ci pensano i figli grazie ad una fondazione a lui dedicata fortemente voluta soprattutto da Patrizia e dalla figlia Greta, che organizza eventi per ricordare le imprese del baritono e supportare i giovani talenti lirici emergenti.

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Ilenia Carbonara per Mifacciodicultura

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