Jean Frédéric Bazille: il pittore gentiluomo

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Claude Monet, Le Déjeuner sur l’herbe
Claude Monet, Le Déjeuner sur l’herbe

Jean Frédéric Bazille è stato un pittore impressionista, la cui fama non è sicuramente pari al contributo che diede alla storia dell’arte. Amico dei principali esponenti del movimento artistico più famoso di fine Ottocento, trovò in Parigi l’ispirazione per diventare un artista.

Nato a Montpellier il 6 dicembre 1841, Bazille nel 1862, a soli 21 anni, non approda infatti nella Capitale francese con lo scopo di divenire pittore, ma con l’intento principale di intraprendere gli studi in medicina. È però Parigi, la città degli artisti per antonomasia, che fa scattare in lui qualcosa indicandogli la sua vera strada: la pittura. Non si può certo dire però che Bazille fosse nuovo all’arte, provenendo da una famiglia piuttosto facoltosa e grazie all’amicizia di suo padre con Alfred Bruyas, ricco banchiere e collezionista, ebbe la fortuna sin in tenera età di entrare in contatto ed ammirare alcune tra le tele dei più importanti pittori del XIX secolo.

Della pittura non può proprio farne a meno, così pur continuando i suoi studi in medicina dipinge come passatempo durante il tempo libero. La passione per l’arte però è talmente forte che in breve tempo Bazille, senza l’appoggio della famiglia, decide di abbandonare l’università per dedicarsi interamente alla pittura.

August Renoir, Frédéric Bazille peignant à son chevalet
August Renoir, Frédéric Bazille peignant à son chevalet

Nonostante la sua giovane età ha in mente fin da subito qual è il suo obiettivo: entra in contatto con gli ambienti giusti e grazie alle sue frequentazioni nell’atelier del pittore svizzero e suo maestro Charles Gleyre, fa la conoscenza di artisti illustri come Sisley, Renoir e Monet. Proprio con questi ultimi due stringe una forte amicizia fatta di aiuti e collaborazioni reciproche. Bazille infatti aiuterà economicamente sia Monet che Renoir, acquistando alcune delle loro tele ed ospitandoli nella sua bottega di Rue de La Condamine che in quel periodo diventa un punto d’incontro per numerosi artisti francesi. Monet, per conto suo, ritrae Bazille in alcune delle sue opere: nel 1865 inizia la realizzazione di una vasta tela dal titolo Dejeuner sur l’herbe, tela che non verrà mai terminata ma in cui Bazille farà da modello per la figura maschile. In uno schizzo conservato al museo Puškin di Mosca si può infatti notare come nel dipinto la sua figura slanciata, era alto 188 e piuttosto magro, viene ripresa più volte. Anche Renoir nel 1867 ritrae Bazille nell’atto di dipingere: Frédéric Bazille peignant à son chevalet è esposto in suo ricordo al Musée Fabre di Montpellier, sua città natale.

Influenzato dalla pittura impressionista ed in particolare dalle tele en plein air, Bazille dipinge con un’originalità e uno stile realista che lo contraddistinguono, soffermandosi particolarmente sullo studio della luce, delle ombre e dei colori. Nel quadro Riunione di Famiglia in cui ritrae la sua famiglia e lui stesso nella loro residenza estiva di Méric, sembra quasi che i protagonisti, guardando dalla parte dello spettatore, aspettino che egli scatti una fotografia. Proprio grazie a questa sua caratteristica innovativa convince la giuria ad esporlo al Salon di Parigi nel 1868, a differenza delle opere di Monet che ritenute troppo audaci vengono rifiutate. A tal proposito Bazille con estrema modestia dichiarò stupito che la giuria diede il proprio consenso «non so come, probabilmente si sarà sbagliata».

Frédéric Bazille, Riunione di Famiglia
Frédéric Bazille, Riunione di Famiglia

A differenza dei suoi colleghi impressionisti contemporanei però, Bazille non ha la stessa fortuna. Nonostante il suo straordinario talento che in poco tempo lo rende uno dei pittori più famosi sulla scena francese di quel periodo, il 28 novembre 1870, a 29 anni non ancora compiuti, muore combattendo la guerra franco-prussiana colpito da due pallottole.
La morte prematura di Bazille, ricordato come un giovane appassionato, altruista e dai modi gentili, colpisce particolarmente il mondo artistico lasciando tutti senza parole.

Alcune tra le 60 tele che ha realizzato nella sua breve carriera, sono esposte al Musée d’Orsay a Parigi.

Maria Cristina Merlo per MIfacciodiCultura

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