Lou Von Salomé, la femme fatale che incantò Nietzsche, Rilke e Freud

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Dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna, dicono. Tra fine Ottocento e inizio Novecento dietro ad un notevole numero di grandi scrittori, psicanalisti e filosofi sembra ci sia stata una sola grande donna, Lou Von Salomé (San Pietroburgo, 12 febbraio 1861 – Gottinga, 5 febbraio 1937).

Lou Von Salomé

Questa donna, di una bellezza pulita e semplice, eppure magnetica, ebbe la fortuna di avere sin dall’infanzia un’ottima istruzione, che le permise di raggiungere all’età di diciannove anni una perfetta conoscenza di filosofia, teologia e letteratura. Questo anche grazie al suo precettore, Hendrik Gillot, prima vittima nella lunga serie di cuori infranti dalla bella Lou, il quale arrivò a rompere il suo matrimonio pur di chiedere la sua mano, ma venne rifiutato.

Lou Von Salomé arriva a Roma dopo aver passato un paio di anni a Zurigo e qui conosce il filosofo tedesco Paul Rée, che si invaghisce di lei e le chiede di sposarlo. Ma la giovane Lou ricambia la sua attrazione solo a livello intellettuale e propone a Rée un sodalizio culturale. Intanto il filosofo parla di questa donna straordinaria in delle lettere indirizzate ad un suo carissimo amico, Friedrich Nietzsche, e lo invita a Roma a conoscerla.

Nietzsche è incuriosito dalla descrizione di quella donna e decide di accogliere l’invito. Va a Roma e i due si incontrano per la prima volta a San Pietro. Vedendo Lou, Nietzsche stupito non può far altro che chiederle: «Cadendo da quali stelle ci siamo venuti incontro fin quaggiù?».

Anche Nietzsche chiede a Lou di sposarlo e anche lui viene rifiutato e invitato a far parte della comune intellettuale già iniziata con Paul, che prende il nome di “trinità”. L’attrazione che Lou Von Salomé prova per i due filosofi tedeschi è meramente intellettuale e non fisica, ma il progetto è destinato a fallire e Nietzsche, deluso per il rifiuto di Lou, si ritira a Rapallo dove scrive la prima parte di Così parlò Zarathustra.

Lou e Friedrich Carl Andreas

La convivenza con Paul dura invece altri tre anni, periodo in cui Lou continua a conquistare senza volerlo il cuore di molti uomini. Prima il filosofo Hermann Ebbinghaus, poi il sociologo Ferdinand Tönnies e infine l’orientalista Friedrich Carl Andreas che, dopo aver tentato il suicidio perché era stato rifiutato, riesce a convincerla a sposarlo, anche se la donna non è minimamente attratta da lui e continuerà a vivere liberamente la sua vita sentimentale.

Qualche anno dopo Paul Rée viene trovato morto in un fiume: si è suicidato, probabilmente anche a causa della fine della relazione con Lou.

Tocca poi allo scrittore naturalista Gerhart Hauptmann, ennesimo spasimante, e due anni dopo a Friedreich Pineles, il primo a conquistare veramente il suo cuore e il primo al quale Lou Von Salomé, all’età di 36 anni, si concede fisicamente.

Ma durante la relazione con Pineles, Lou conosce anche il giovane poeta Rainer Maria Rilke e inizia con lui una tormentata relazione di quattro anni, scatenando nel poeta un’onda creativa che lo porterà a scrivere Quaderni di Malte Laurids BriggeElegie duinesi.

Proprio a causa della relazione con Rilke, Lou si avvicina alla psicoanalisi, sia per aiutare se stessa sia per aiutare il poeta, che aveva sempre dimostrato un animo fragile. È in questa occasione che conosce Freud e le sue teorie e, dopo averle studiate a fondo, riesce ad entrare nel gruppo di lavoro del maestro e  inizia a scrivere per la rivista Imago.

Nonostante l’adesione alle idee freudiane, Lou Von Salomé si definirà un’eretica rispetto alle idee del maestro e porterà avanti la sua idea di superiorità femminile all’interno della psicanalisi, collaborando sull’aspetto più difficile da indagare per Freud: la sessualità femminile.

Anche il grande Freud rimane colpito dalla personalità di Lou e crea con lei un forte legame intellettuale, che forse era qualcosa di più. Ma nel mentre lei ha una relazione anche con un altro psicanalista, Viktor Tausk, che arriverà a suicidarsi anche a causa della fine della loro storia.

Freud di Lou Von Salomé dice:

Chi le è stato maggiormente vicino traeva la più forte impressione dalla purezza e dall’armonia del suo essere, e rimaneva stupito di come ogni debolezza femminile, e forse anche la maggior parte delle debolezze umane, le rimanesse estranea, o fosse stata da lei superata nel corso della vita.

Che cosa abbia portato così tanti uomini dalle menti eccezionali a cadere ai piedi di Lou Von Salomé e ad arrivare al punto di struggersi d’amore, di morirne o di tirarne fuori le loro opere migliori, questo rimane un mistero.

Di certo sono troppi per trattarsi di mere coincidenze, quindi deve esserci stato in lei un qualcosa in grado di sedurre inconsapevolmente chiunque avesse il piacere di parlarle e quel qualcosa risiedeva nella sua mente, così brillante, avida di sapere, decisamente troppo avanti per quegli anni in cui pochissime donne hanno potuto permettersi una vita come la sua.

Jennifer Carretta per MIfacciodiCultura

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