Andrea Palladio, il Serenissimo Architetto degli Dei

0 1.164

Andrea Palladio, il Serenissimo Architetto degli Dei

Andrea Palladio508 anni or sono nasceva uno dei maggiori architetti del manierismo italiano: Andrea di Pietro della Gondola, ovvero Andrea Palladio (Padova, 30 novembre 1508 – Maser, 19 agosto 1580). “Proto” della repubblica Di Venezia, architetto ufficiale della Serenissima, a lui si deve la riscoperta del canone antico in materia di costruzioni, a cui non manca però l’innovazione.

Si tocca con mano l’importanza che oggi l’architettura ha ritrovato. In concomitanza con la recente chiusura della Biennale di Architettura di Venezia, curata per l’edizione 2016 da Alejandro Aravena, l’interesse verso l’edifico come soluzione al vivere civile si mostra un tema attuale a cui donare attenzione costate, oggi come nel passato, come dimostra la recentemente aperta mostra alle Gallerie d’Italia in piazza della Scala su Bellotto, vedutista Veneziano che sopra gli edifici cittadini fonda e costruisce un’arte. perché un edificio non è solo un insieme di materiali, ma assume e veicola cultura.
Espressione della cultura del tempo è infatti l’opera di Andrea di Pietro della Gondola, vero nome dell’architetto, poi ribattezzato per il suo stile, sacro agli dei, fortemente legato alla città lagunare e alla sua area circostante che ancora oggi è per l’architettura centro di focalizzazione.

image1Umanista di eccellenza, recupera quei testi di Vitruvio che erano stati i capisaldi della scienza delle costruzioni. Da questi egli elabora le regole in materia, che vedranno la loro realizzazione, tanto nelle opere dell’artista, quanto nella pubblicazione del suo trattato: I quattro libri dell’architettura.
Qui i moduli e canoni da seguire per la buona realizzazione di un edificio vengono definiti: la colonna come denominatore delle misure, gli equilibri del tempio greco come struttura, forme geometriche regolari, il bianco puro del marmo come decorazione. Il tutto per dare all’occhio un’idea di perfezione. Niente eccessi, tutto secondo misura; la misura dell’uomo.
Perché è proprio la percezione finale di regolarità ed equilibrio che deve restare negli occhi di chi, non solo guarda, ma vive gli edifici. Una caratteristica che nasce dallo studio dei volumi e delle proporzioni secondo i dettami antichi, senza però dimenticare una componente di modernità.

Non solo timpani regolari montati su fregi classici e architravi, ma sovrapposizione di questi, dentellati, di cui abbiamo esempio nella Chiesa del Redentore a Venezia.
Nuove percezioni che possono nascere dal connubio di antico e nuovi studi di cui uno tra i massimi esempi è il Teatro Olimpico di Vicenza. In esso la maggiore innovazione della lectio vitruviana viene sovvertita nella creazione delle prospettive plastiche. Non più solo un punto di vista frontale, ma una percezione che sprofonda nell’architettura stessa, per permetterne l’immissione totale dello spettatore, sulla scena, come nell’edificio.

image3Anticipatore, nella sua influenza antica, di quella che è la concezione architettonica moderna: non solo funzionalità, ma stretto legame con la componente umana che diventa centrale. Un centro che viene espresso dell’edificio stesso. Tutto nasce da un nucleo, un quadrato, un rettangolo, una croce. Una unità di base da cui aggiungere portici, loggiati ed altre stanze. Questo il metodo che sta a monte alla progettazione delle ville che popolano il Veneto. Villa Barbaro-Moser a Treviso, Villa Almerico-Capra a Vicenza, sono solo due degli esempi delle tante residenze che prevedono questo modello.

Il punto di vista, che influenza scelte formali, quali gli accomodamenti fatti per il loggiato del Palazzo della Regione di Venezia, espressione della volontà regolatrice ed ordinatrice di un architetto che ha fatto della sua scienza bellezza.

Sara Cusaro per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.