Louisa May Alcott, poliedrica autrice di “Piccole donne”

0 1.063

Louisa May Alcott, poliedrica autrice di Piccole donne

img13-14
Piccole donne (1949)

Louisa May Alcott (Germantown, 29 novembre 1832 – Boston, 6 marzo 1888) è stata una scrittrice americana, progenitrice del romanzo di formazione al femminile, nota principalmente per la tetralogia Piccole donne, serie di romanzi dall’accento fortemente autobiografico. Tanti sono, infatti, gli elementi in comune tra la vita di Louisa May Alcott e i protagonisti delle sue storie: primo fra tutti va citata Jo March, alter ego della scrittrice, vera protagonista e prima testimone delle vicende di Orchard House. Entrambe sono piene di contraddizioni e ricche di ardita consapevolezza: aspiranti scrittrici, sorelle generose e instancabili lavoratrici, queste sono solo alcune delle qualità che accomunano la più intraprendente tra le sorelle March e la penna che l’ha creata.

Con uno stile autobiografico, semplice, dalle tinte ironiche e soprattutto autoironiche Louisa May Alcott descrive con incredibile realismo episodi della sua infanzia vissuti a Concord. Scopriamo quindi che comuni a Jo e Louisa sono anche le difficoltà economiche in cui versano le rispettive famiglie, tanto da spingere le sorelle Alcott quanto quelle March a svolgere i lavori più disparati per risollevare le finanze familiari. Per la scrittrice il lavoro assume un plusvalore, come crescita formativa e vero trampolino di lancio per l’autoaffermazione femminile: Alcott possiede una fede istintiva nel lavoro come elemento in grado di plasmare la personalità ed elevare la persona.

img14-14
Piccole donne (1994)

La scrittrice rifiuta il moralismo e perbenismo della cittadina di Concord, ripudia la sottomissione femminile voluta dal maschilismo dilagante in quegli anni, sviluppato soprattutto nei ristretti centri urbani, e tenta di annullare le differenze e le catalogazioni delle figure professionali divise per genere e delle relative sfere di competenze. La Alcott vuole dare maggior dignità e ampliare la figura della donna scrittrice, non solo circoscritta e dedita alla letteratura pedagogica, perché ritenuta una delle sue limitate conoscenze. L’autrice ha infatti una vera e propria passione per i thriller e i gothic novel. Se Jo March è un’intelligente ed indipendente donna che per aiutare la famiglia fa propri atteggiamenti prettamente maschili, le protagoniste dei gothic novel della Alcott sono donne astute e infernali, donne pericolose e lussuriose disposte a commettere un delitto pur di ottenere ciò che desiderano, donne a cui gli uomini sono destinati a soccombere.

Sotto lo pseudonimo di A. M. Bernard, Alcott sembra trovarsi a proprio agio all’infuori di crinolina e merletti dimostrando straordinarie capacità poliedriche. La scrittura diventa per lei valvola di sfogo di creatività e frustrazioni probabilmente, molte delle quali, legate alla mentalità maschilista in cui viveva. La Alcott morirà celibe nel 1888 a causa di un avvelenamento da mercurio, scrittrice di professione non limitata alla sola letteratura pedagogica.

Penna abile e ironica, Louisa May Alcott rappresenta un vero punto di rottura con la letteratura al femminile statunitense e d’oltreoceano a lei contemporanea e precedente. Se anche l’eroina più indipendente di Jane Austen, Emma, alla fine del romanzo, dopo molte resistenze cede all’affascinante Mr Knight non per amore (infatti mai in tutto il romanzo ha dichiarato di provare tale sentimento), la giovanissima Jo March, alter ego su carta della Alcott, alla fine di Piccole donne si sposa con il suo professore tedesco per amore, ma solo dopo aver ottenuto il giusto riconoscimento come professionista. Le protagoniste della scrittrice americana, sviluppano un tema e un’evoluzione interiore totalmente indipendente dalle loro controparti maschili. La bellissima e ribelle Catherine Earnshaw di Cime Tempestose, per quanto libera e indipendente, nella sua Wuthering Heights rimane comunque legata, e a tratti vittima, del volere degli uomini che la circondano. È pur vero che si tratta di generi letterari diversi e di differente fruizione, ma credo sia doveroso sottolineare lo spacco che la Alcott ha contribuito a creare nella letteratura al femminile. Negli Stati Uniti della seconda metà dell’800 abbandona quelli che saranno gli stereotipi Disney, utilizzati quaranta anni più tardi per creare eroine che si sorreggono da sole, con trame accattivanti e vivaci con tanto amore quanta ironia. Le sue protagoniste sono talmente bene caratterizzate e a “tutto tondo” che hanno il lusso di permettersi piena autonomia e crescita prima dell’ultimo verso anche senza arrivare per forza “all’agognato” matrimonio. 

In Louisa May Alcott sembra vivere in un perenne dualismo: da un lato troviamo i grandi ideali americani fondati sul lavoro e l’eguaglianza (fu un abolizionista e una femminista accanita), dall’altra parte un grande spirito di pragmatismo e guadagno, si pensi solo ai numerosi seguiti di Piccole donne che portarono alla Alcott ingenti guadagni. Insomma la Alcott parve proprio essere una vera imprenditrice di se stessa di fine ‘800, scrittrice di professione che ha dato nuovo forma e immagine al romanzo di formazione al femminile, fonte di ispirazione per le generazioni di scrittori future.

Camilla Ghellere per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.