Louisa May Alcott e la sua Jo: eroina moderna

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Louisa May Alcott (Germantown, 29 novembre 1832 – Boston, 6 marzo 1888) è stata una tra le più note scrittrici americane del XIX secolo, entrata nell’immaginario comune e nelle case di tutti attraverso la saga della famiglia March, semi-autobiografica, inaugurata dal romanzo Piccole donne (Little Women or, Meg, Jo, Beth, and Amy, 1869) che l’ha resa celebre in tutto il mondo.

Louisa May Alcott

Eternamente “bloccata” nel suo ruolo di educatrice morale e sociale, legato al romanzo di formazione Piccole donne, la poliedrica e affascinante personalità di Louisa May Alcott merita un approfondimento maggiore, soprattutto per il carattere, per alcuni versi rivoluzionario, del suo pensiero.

Figlia del noto filosofo trascendentalista Amos Bronson Alcott e della suffragetta e attivista Abby May, Louisa May Alcott crebbe all’interno di un contesto familiare decisamente stimolante e anticonvenzionale. Secondogenita di quattro figlie (oltre a lei Anna, Elizabeth e May) è costretta ad iniziare a lavorare sin da giovanissima come insegnante, sarta, governante per contribuire alla difficile situazione economica  familiare. Le idee educative decisamente progressiste del padre e la libertà di pensiero materna ne determinarono un certo isolamento sociale all’interno della comunità, fatta eccezione per le frequentazioni intellettuali sempre vive. Louisa May Alcott poté infatti godere di un’educazione privata notevole, grazie anche all’apporto di intellettuali del calibro di Nathaniel Hawthorne e Henry David Thoreau, amici e colleghi del padre. Ancora giovanissima manifestò il suo amore per la scrittura, sempre incentivato dai genitori, e ben presto iniziò ad interessarsi ad importanti questioni di ordine sociale come quelle legate alle lotte per i diritti delle donne. Alla fine degli anni Quaranta dell’Ottocento, infatti, la Alcott si interessò soprattutto al problema legato all’estensione del diritto di voto, diventando la prima donna a iscriversi negli elenchi per l’elezione di un consiglio d’istituto scolastico a Concord.

Ma l’interesse sociale di Louisa May Alcott non si limitò al solo, nascente, contesto della protesta femminista, estendendosi anche alla lotta per i diritti degli afro-americani, in particolar modo a favore dell’abolizione della schiavitù, in nome della quale si espose apertamente con una serie di brillanti articoli, acuti e sagaci. La giovane scrittrice americana ebbe sempre il coraggio di manifestare il proprio pensiero, per quanto “scomodo” potesse apparire. La sua determinazione ci ricorda, non a caso, il personaggio di Jo in Piccole donne, alter ego della scrittrice. Con il suo carattere ribelle, fiero e controcorrente, con la sua schiettezza, l’irrequietezza, l’ostinazione e il coraggio, Jo incarna l’immagine di un’eroina moderna, lontana dalle convenzioni sociali, dal ricamo e dalle buone maniere che sembravano costituire, all’epoca, l’unica arma per una donna, per esistere e acquisire consistenza nel mondo.

Jo Marh

Amante della letteratura, aspirante scrittrice e persino “drammaturga”, Jo è ricca di passione e creatività. La sua è un’eterna lotta contro le false apparenze e il perbenismo borghese, percepita con una tragicità più profonda data dalla sua condizione femminile che Jo sente come una “gabbia” che le impedisce di esprimersi liberamente. Questa sua sofferenza ci ricorda l’eco di alcune altre grandi scrittrici anche a lei posteriori come Virginia Woolf.

Louisa May Alcott, attraverso il personaggio di Jo, rompe la tradizionale fisionomia femminile nella letteratura, introducendo un personaggio complesso e sfaccettato, visto nel suo percorso di crescita e maturazione, dalle crisi adolescenziali alle responsabilità della vita adulta, ma sempre guidato da un impulso di indipendenza fisica e spirituale che contraddistingue qualsiasi sua scelta di vita. Descritta come il “maschiaccio” della famiglia March, Jo è la vera erede dell’educazione libera e trascendentalista della famiglia Alcott.

Con la sua caparbietà nel rincorrere i sogni e la consapevolezza delle proprie capacità e del proprio valore sociale e intellettuale, la sua figura costituisce, probabilmente, l’insegnamento e il monito più grande che Louisa May Alcott abbia lasciato in eredità alle donne di ieri come a quelle di oggi.

Sara Fiore per MIfacciodiCultura

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