Alla Fabbrica del Vapore l’esercito di terracotta del primo imperatore

0 525

 

Alla Fabbrica del Vapore (Millano, via Procaccini 4) fino al 9 febbraio 2020 sarà in mostra il più grande esercito di terracotta del mondo, rinvenuto casualmente 45 anni fa e dichiarato dall’UNESCO “Ottava meraviglia del mondo”.

Cina, villaggio di Xiyang, 1974: un contadino di nome Yang Zhifa trova casualmente, lavorando la terra nelle zone limitrofe a un pozzo, delle statue a grandezza naturale, in terracotta e bronzo. Non comprendendo l’importanza del tesoro nelle sue mani, Zhifa lo rivende per pochi yuan, per poi scoprire poco tempo dopo che quello che aveva tenuto tra le mani altro non era che un pezzo dell’esercito composto da migliaia di soldati, realizzato per accompagnare il primo imperatore della Cina Qin Shi Huang 秦始皇帝 (259-210 a.C) nel suo viaggio per l’aldilà. E da questa scoperta casuale, verrà alla luce il mausoleo Shi Huangdi, dichiarato dall’UNESCO “Ottava meraviglia del mondo”.

Ci sono sette meraviglie al mondo, ma con la scoperta dell’Esercito di Terracotta, possiamo dire di aver trovato l’ottava. Nessuno che non abbia visto le piramidi può affermare di aver visitato l’Egitto, e adesso io posso dire con fermezza che nessuno che abbia visto l’Esercito di Terracotta può affermare di aver visitato la Cina (Jacques Chirac, ex presidente UNESCO)

In verità, le quattro fosse rinvenute (solo tre aperte al pubblico) sembrano essere soltanto il proemio di quello che sarebbe sepolto ancora più sotto, perchè secondo gli studiosi dovrebbero attraversare ancora tre livelli di falde acquifere e mura in bronzo e solfuro di mercurio per trovare quella che era la camera sepolcrale dell’imperatore. Gli 8000 soldati, 630 cavalli e 130 carri- nessuno identico tra loro!- realizzati nel 246 a.C. da 7000 prigionieri su volere di Qin Shi Huang, sarebbero quindi solamente la parte più esterna, quella che appunto farebbe da guardia a qualcosa che è ancora nascosto, impilato per la sua importanza sempre più al centro della terra e nascosto ad occhi indiscreti.

«Io ho distrutto nell’Impero i libri inutili. Io ho favorito le scienze occulte, affinche si cercasse per me, nel paese, la droga d’immortalità» (Qin Shi in “Naissance de Lucifer”, 1992, p. 9, di Roger Caillois).

Ad oggi, però, è già un gran successo poter osservare l’enorme esercito alla Fabbrica del Vapore, nell’attesa del resto che è ancora addormentato da qualche parte da più di duemiladuecento anni.

Isabela Garanzini per MIfacciodiCultura

 

 

 

 

 

 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.