L’eterna e sfrenata fantasia di J. R. R. Tolkien

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L’eterna e sfrenata fantasia di J. R. R. Tolkien

J. R. R. Tolkien: da una sfrenata fantasia all'immortalitàJohn Ronald Reuel Tolkien (Bloemfontein, 3 gennaio 1892 – Bournemouth, 2 settembre 1973) è considerato il padre della narrativa fantasy moderna.

Fin da piccolo coltivò un amore profondo per le lingue – ereditato dalla madre -, per i racconti fantastici, i miti e le leggende della mitologia nordica e greco – latina. Proprio per questo scelse la strada della letteratura e dello studio delle lingue, e nel 1925 divenne professore di Filologia Germanica al Pembroke College di Oxford e dal 1945 fino al 1959, data che segna la fine della sua attività di docente, insegnò Lingua Inglese e Letteratura Medievale al Merton College.
Sempre in ambito linguistico, contribuì alla creazione del New Oxford English Dictionary e insieme all’amico C.S. Lewis (creatore della saga di Narnia) fondò un gruppo letterario, l’Inklings. Inoltre, fu membro della Royal Society of Literature e nel 1972 ricevette l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico.

Sono stati molti i contributi di Tolkien allo studio delle lingue e alla letteratura: con i suoi capolavori Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion ha gettato le basi di un nuovo genere fantastico reinventado lo stile fantasy, è riuscito a rendere il Medioevo moderno e senza tempo.

Con le sue opere Tolkien ha creato un vero e proprio mondo, ha mescolato leggende e miti e, con impegno certosino, ha dato vita a un intero e complesso universo fatto di personaggi di tantissime etnie ed ha creato una cosmogonia, cioè ha narrato, in chiave fantasy, l’inizio del mondo fino alla nostra era e, seguendo la sua passione per le lingue, soprattutto quelle antiche e i dialetti medievali, ha creato linguaggi interi chiamati da lui stesso le Lingue di Arda.

silmarillionbook_lrMa dietro a tutto ciò non c’è solo l’immensa fantasia di uno scrittore, c’è il messaggio e lo scopo finale che egli vuole trasmettere: Tolkien è innamorato della sua patria, la Gran Bretagna, un paese pieno di meraviglie ma senza un passato unitario, insomma l’intento di Tolkien è quello di dare un mito alla nazione, ai giovani in particolare, così che tutti possano riconoscersi e sentirsi uniti sotto un’unica mitologia.

Le opere di Tolkien sono pregne di temi costanti, come la natura incontaminata, il potere corrotto, la lotta suprema tra Bene e Male: tutto questo negli anni Sessanta venne frainteso e interpretato come manifesto della controcultura, ma ovviamente l’intento di Tolkien è un altro. Egli invita con i suoi libri a tornare alle radici, alle tradizioni, al mondo rurale che la modernità stava e sta pian piano distruggendo, vuole riportare l’uomo allo stato di grazia primordiale che si ottiene soltanto con il contatto diretto con la natura.

Altro messaggio cardine è “l’importanza delle piccole cose“.

Anche la persona più piccola può cambiare il corso del futuro.

Un personaggio curioso presente in tutte le opere tolkeniane è lo hobbit, un essere dalle sembianze umane ma molto più basso di un uomo, con i piedi lunghi e pelosi e orecchie a punta. Lo hobbit è quindi una figura piccola, è ordinario, inadatto a qualsiasi avventura, eppure, nonostante la “piccolezza”, Tolkien per ben due volte ha dato a un hobbit il ruolo di protagonista e il compito più arduo.

lord_of_the_ringsEcco la poetica del piccolo e, forse, il messaggio più bello che ha lasciato l’autore: anche la cosa più piccola e insignificante può lasciare il segno, può contribuire a cambiare il mondo.

Galadriel: Mithrandir, perché il mezzuomo?

Gandalf: Non lo so, Saruman ritiene che soltanto un grande potere riesca a tenere il male sotto scacco. Ma non è ciò che ho scoperto io. Ho scoperto che sono le piccole cose, le azioni quotidiane della gente comune che tengono a bada l’oscurità. Semplici atti di gentilezza e amore. Perché Bilbo Baggins? Forse perché io ho paura e lui mi da coraggio.

Tolkien ha dato un contributo immenso alla letteratura mondiale, al genere fantasy e soprattutto alla fantasia di tutti, dal più piccolo al più grande, e noi non possiamo fare altro che ringraziarlo per tutto ciò che ci ha donato.

Carolina D’Alessandro Feola per MIfacciodiCultura

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