Björk, sperimentazione artistica universale e fascino eclettico

0 978

Björk, sperimentazione artistica universale e fascino eclettico

Björk, sperimentazione artistica universale e fascino eclettico21 novembre 1965: nasce a Reykjavík, affascinante capitale islandese, Björk, simbolo eclettico ed alternativo della musica mondiale. Vero e proprio personaggio stravagante ed intrigante, ha saputo scardinare le classiche regole dello spettacolo, portando avanti con geniale consapevolezza idee alternative talvolta anche non del tutto comprensibili, segnando però i tratti distintivi di uno stile unico e inimitabile. Le sue sono sonorità che abbracciano i più svariati generi musicali, creando avanguardie artistiche proiettate verso orizzonti inesplorati, combinati con suggestive sperimentazioni visuali, sensoriali e performative, definiscono una delle artiste più interessanti ed innovative sin dagli inizi degli anni ’90, quando lascia la sua madrepatria trovando il meritato successo prima nella capitale londinese e poi in tutto il mondo. Sempre attenta a ricercare nuove forme artistiche, chiaramente visibili ed ascoltabili sia nei propri lavori discografici sia nelle performance live, Björk riesce sempre a stupire ed attrarre a sé pubblico e critica, come solo i grandi personaggi, non del tutto compresi, sanno fare.

Possiamo dire che la cantautrice islandese è una predestinata, poiché sin da piccola diventa famosa in patria, quando a soli 12 anni pubblica il suo primo album di successo. Inizia così la sua folgorante carriera, intrapresa con un tortuoso percorso di sperimentazione in alcuni gruppi musicali, alla ricerca della sua peculiare vocalità e stile artistico. Dopo la separazione nel 1992 dei Sugarcubes, gruppo nel quale Björk raggiunge la sua prima notorietà, è pronta a buttarsi a capofitto nella carriera solista. Si trasferisce a Londra, dove produce il suo primo singolo internazionale, Human Behaviour, seguito dal disco Debut (1993) che riscuote notevole successo. Un anno dopo ai prestigiosi BRIT Award viene premiata come Miglior artista donna internazionale e Miglior proposta internazionale, suggellando una già preannunciata notorietà.

Björk, sperimentazione artistica universale e fascino ecletticoNel 1995, con l’album Post, Björk conferma una voglia sperimentativa quasi innata, che la porta spesso a stravolgere e rimescolare le carte in tavola. Dall’irresistibile disco ricco di sonorità elettroniche sono stati estratti alcuni dei singoli più noti di Björk quali It’s Oh So Quiet, Army of me Hyperballad. Con i due successivi lavori, Homogenic (1997) e Vespertine (2001), avviene l’ormai caratteristico cambio di rotta sonoro e stilistico dell’interprete nordica, in questi casi aggiungendo alle assodate sonorità electro quelle della musica classica, portando la propria arte ad un livello successivo. Videoclip come All is full of love, Bachelorette e Cocoon, dimostrano una chiara attenzione anche verso le arti visuali, che assumono importanza fondamentale nella creatività di Björk. Sperimentazioni vocali definiscono gli anni seguenti della sua carriera, attestando così una vocalità unica e particolare nel suo genere, dando però maggior risalto anche al contesto testuale e tematico delle proprie opere, con una particolare attenzione alla scena naturale,  in un affascinante connubio tra musica, natura e ambiente.

Tracciando le fila del discorso artistico portato avanti dalla cantautrice islandese, manca solo un tassello a marcare una ricerca così ampia e non totalmente definibile: quello del rapporto tra tecnologia, musica e arte. Il progetto è nato e si è sviluppato dal 2011 con l’album Biophilia, e si è concluso con nel 2015 Vulnicura, a cui è seguita una mostra retrospettiva al MoMA di New York, che ha celebrato e raccontato la strabiliante carriera di un vero portento della musica e non solo, capace di rivoluzionare qualsiasi ambito artistico.

Twist your head around
It’s all around you
All is full of love
All around you.. 

Ivano Segheloni per MifacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.