Le donne di Waterhouse, il Preraffaellita moderno

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Il signor Waterhouse è stato un pittore eclettico. Dipinse immagini preraffaellite in modo più moderno. Era, infatti, una sorta di accademico Burne-Jones, nei suoi soggetti e nei suoi stati d’animo. La sua arte era sempre gradevole, perché aveva il gusto e l’apprendimento, era uno di quei pittori le cui immagini suggerivano sempre che egli deve aver fatto meglio in qualche altro lavoro. Ciò significa che non è mai del tutto “venuto fuori”, che ha sollevato grandi aspettative della sua arte. Ha dipinto sempre come uno studioso e un gentiluomo, anche se mai come un grande artista.

John William Waterhouse - The soul of the Rose
John William Waterhouse, L’anima della rosa, 1908

Recitava così il necrologio del Times di Londra il 12 febbraio 1917, a due giorni dalla sua morte, ricordando il pittore inglese John William Waterhouse, nato a Roma il 6 aprile 1849 da una coppia di pittori. Dell’Italia conservò soltanto il soprannome, “Nino”, quando all’età di 5 anni si trasferì a Londra. Nella città vittoriana si avvicinò al neoclassicismo iscrivendosi alla Royal Academy, e ben presto venne influenzato dall’arte del Victoria and Albert Museum, il museo di arti applicate e minori che si trova proprio nel suo quartiere, nel cuore del South Kensington.

L’artista è chiamato il Preraffaellita Moderno perché in comune con il movimento preraffaellita ebbe le tematiche letterarie, la cura dei particolari e l’espressività dei personaggi storici, soggetti principali dei suoi quadri. Eppure Waterhouse non aderì mai al movimento, poiché questo venne fondato nell’anno della sua nascita, ma ne fu inconsapevolmente un assoluto discepolo. I primi quadri, che lo resero famoso a soli 25 anni, riproducevano storie allegoriche e mitologiche dai tratti malinconici e romantici, come il giovanetto Ila rapito dalle ninfe o Il Sonno e la sua sorellastra Morte riferita alla vita mai vissuta dei suoi due nascituri, morti in tenerissima età. La malinconia è il filo conduttore di storie di amori infelici e vite interrotte, rappresentati da Waterhouse con uno stile classico, e con minuzia nei dettagli.

Il sentimento struggente non abbandonerà mai la produzione dell’artista, ma verrà associato all’amore, nel cosiddetto periodo shakespeariano degli anni ’80, che più di tutti caratterizza il pittore. I soggetti dei suoi quadri diventano da questo momento in poi donne bellissime, vittoriane, dai mille volti. L’amore, come forza motrice di tutte le cose, gioia e dolore dell’uomo, è il tema che onnipresente attraversa tutta la sua produzione.

Protagoniste assolute immerse nella natura sono le donne fatali circondate dal mistero: Cleopatra, Ofelia, Circe, Danae, Pandora, Arianna, Medea. Donne che hanno sofferto tutte per amore, che hanno perso il loro ruolo egemone indebolite dalla passione. Vestite tutte di fiori e di veli bianchi e trasparenti, coperte misteriosamente da una lunga chioma. Ritratte il più delle volte di profilo, permettendo al pittore di disegnare così una perfetta ed elegante silhouette.

john william waterhouse - the lady of shalott
John William Waterhouse, Signora di Shalott, 1888

Regina assoluta del cuore di Waterhouse è la Signora di Shalott protagonista di una leggenda medievale che racconta l’amore di una donna condannata ad una maledizione, ma che supera i limiti imposti spinta dall’amore per Lancillotto, cavaliere di Camelot, nonostante questo la porterà alla morte.

Lancillotto rifletté per un attimo

Disse: «Costei ha un viso grazioso;

Dio nella sua misericordia le conceda la grazia,

La Dama di Shalott».

La donna è raffigurata in più versioni, intenta a filare, a guardarsi allo specchio, o in prossimità della morte tra le acque del lago. La modella probabilmente fu sempre la sua sorellastra. La critica ha parlato di un «tipo idealizzato, facilmente riconoscibile» per le protagoniste rosa di Waterhouse. Tutte sono accomunate dalla stessa dolcezza, eleganza e aurea di mistero che le avvolge. Le labbra rosse, le mani sottili, la bellezza senza tempo, in cui nessun particolare è fuori posto ma tutto è perfetto. Le storie delle protagoniste letterarie e mitologiche sono a noi note, ma sorprendente è la rielaborazione fantasiosa che ne fa Waterhouse. Quella delle sue donne è una bellezza sacrale, inventata dal suo pennello, ma che non appartiene a questa terra e ai nostri occhi genera un immaginario medievale lontano ma bellissimo.

L’artista si spegnerà nella capitale britannica il 10 febbraio 1917.

Alejandra Schettino per MifacciodiCultura

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