Il mito di quei Blues Brothers in missione per conto di Dio

John Belushi e Dan Aykroyd

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Succede che certe frasi tratte da un film entrino giocoforza nella storia del Cinema, a volte persino nel nostro parlare quotidiano; e se facciamo riferimento ad  affermazioni come «Siamo in missione per conto di Dio» o «Io li odio i nazisti dell’Illinois».allora stiamo citando  due frasi tratte da una stessa pellicola: The Blues Brothers, 1980, regia di John Landis.

Aykroyd e Belushi in uno sketch per il “Saturday Night Live”

Eppure questo cult è solo la manifestazione più evidente  di una carriera iniziata già due anni addietro, il 22 aprile 1978.

Il Saturday Night Live è un noto programma comico trasmesso dall’emittente statunitense NBC. Dalla metà degli anni ’70 ha lanciato diversi attori, comici e presentatori, e il suo palco vide nascere la profonda amicizia tra il compianto John Belushi e Day Aykroyd. I due attori erano soliti intrattenere amici e colleghi all’Holland Tunnel Blues Bar dopo la registrazione di  ogni puntata, suonando, cantando e ridendo.

Il canadese Aykryod, classe 1952, aveva già maturato esperienza nel mondo della musica militando nella band di Toronto dei Downchild Blues Band. Fondatori del complesso erano i fratelli Donnie e Richard “Hock” Walsh, i quali ispirarono proprio i personaggi di Jake ed Elwood Blues. Belushi invece era nato a Chicago nel 1949, ma la passione che nutriva nei confronti della musica era la stessa del suo amico Dan. Giovanissimo prese lezioni di batteria e si lasciò conquistare dal blues, dopo che il rock lo aveva stancato.

In realtà i Blues Brothers nacquero molto prima della loro “ufficializzazione”: il 17 gennaio 1976 John e Dan accompagnarono musicalmente uno sketch di Howard Shore per il SNL. E fu proprio Shore, direttore musicale del programma, a proporre mesi più tardi il nome della celebre band che gira ancora il mondo in tour.

Due anni dopo, con Jake (Belushi) ed Elwood (Aykryod) vestiti di tutto punto con gli immancabili cappello e occhiali neri, il gruppo era pronto a debuttare come ospite della trasmissione sulle note di Hey bartender.

La fama, immediata e crescente, spinse la band a cavalcare l’onda: presto arrivò il primo disco, Briefcase full of Blues, certificato platino per due volte. Le note di copertina dell’album inquadrano più da vicino la storia di quei due bizzarri fratelli. Jake ed Elwood erano cresciuti in un orfanotrofio cattolico dell’Illinois; avevano imparato le basi del blues grazie al bidello Curtis; e avevano suggellato il loro patto di sangue tagliandosi il dito medio con una corda che si diceva venisse dalla chitarra del grande bluesman Elmore James. Il mito prendeva forma.

La band nella sua formazione originale

I Blues Brothers ebbero il merito di unire musicalmente due anime molto diverse tra loro: da una parte il jazz di New York; dall’altro il blues e il soul di Chicago e Memphis. Il risultato era strabiliante, una musica orecchiabilissima e “viva”, in netto contrasto con le tendenze tutte synth del periodo. Diversi i brani di successo, come Rubber biscuit e Soul man, ma ancora più famose le coverEverybody needs somebody to love, per esempio, eseguita in una delle scene più famose del film.

Le riprese del lungometraggio non furono sempre facilissime e le previsioni di successo non erano positive. Infatti il suo debutto  negli Stati Uniti fu eclissato dal quinto episodio della saga di Star Wars, e solo a poco a poco venne rivalutato diventando una delle pellicole più apprezzate dal grande pubblico in tutto il mondo. Il motivo è semplice: si tratta di un film divertente, spensierato e geniale con grandi numeri musicali e tanti interpreti d’eccezione: Carrie Fisher, James Brown, Aretha Franklin, Ray Charles, Chaka Khan e persino un giovane Steven Spielberg… solo per citarne alcuni!

John e Dan erano l’anima del gruppo e la prematura scomparsa di Belushi nel 1982 fu un duro un colpo per tutti i componenti, che tuttavia riuscirono a portare il progetto avanti negli anni. Seguirono allora altri due album, nuovi tour e un secondo lungometraggio a cui presero parte John Goodman e James Belushi, fratello di John. Nel 1998 Blues Brothers: Il mito continua fu presentato fuori concorso al 51° Festival di Cannes, ma non sollevò lo stesso clamore del capitolo precedente e venne amaramente dimenticato.

Da sinistra Aykroyd (Elwood), Ray Charles e Belushi (Jake)

Negli anni 2000 la band partecipò al Festival di Sanremo insieme ad Andrea Mingardi, con la canzone È la musica. Non è la prima volta che i Blues Brothers intervengono sulla scena musicale italiana, infatti  avevano già collaborato con il cantante Zucchero per la registrazione del videoclip del brano Per colpa di chi.

Sfortunatamente i Blues Brothers di oggi non sono più quelli degli inizi. La formazione attuale sembra vivere unicamente grazie ai fasti del passato e conta solo due dei membri originali, la chitarra Steve Cropper e il sassofono Lou Marini.

La leggenda di quelle serate folli e di quei «Crazy people rockin’» adesso sarà anche sfiorita, è vero. Ma è certo che non verrà mai dimenticata.

Anna Maugeri per MIfacciodiCultura

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