Alda Merini. Poesia, al di là del ponte

Inaugurato oggi il Ponte Alda Merini a Milano in Ripa Ticinese sul Naviglio

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Non è che dalle cuspidi amorose

crescano i mutamenti della carne,

Milano benedetta

Donna altera e sanguigna

con due mammelle amorose
pronte a sfamare i popoli del mondo,

Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,

sentire gli odori delle cose,

catturarne l’anima.

Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.

Perché lì c’è Verità,

lì c’è dolcezza,

lì c’è sensibilità,

lì c’è ancora Amore.

Milano dagli irti colli

che ha veduto qui

crescere il mio amore

che ora è defunto.

Milano dai vorticosi pensieri
dove le mille allegrie
muoiono piangenti sul Naviglio.

ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.

Gli amici veri, pochi, uno ?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.

Chi di parole da me ne ha avute tante
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio.

Ho immaginato Alda Merini questa mattina all’inaugurazione del “suo” ponte a Milano.

La pioggia cadeva incessante sui discorsi delle istituzioni.

E sembrava quasi di vederla lei, la Poetessa riconosciuta come di grande Valore quando era già una donna più che matura, guardare la Milano che le dedica un ponte, quello di fronte casa, in Ripa Ticinese, quell’angolo di mondo in cui passò gli ultimi anni della sua tormentata esistenza.

 

Mi è sembrato di vederla lì, in alto, attraversare il suo ponte, in mezzo a quelle persone di cui avrebbe percepito la vera anima, quella dei milanesi presenti.

Gli sconosciuti con i loro ombrelli colorati. Quelli i cui occhi sinceri, forse, sarebbero stati ancora una volta calorosamente dipinti dalla Verità della sua Poesia.

 

Valentina Ferrario

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