i nuovi connotati dell’amore moderno: Monogamia, Poligamia o Poliamore

estinto l’amore duraturo del passato, la società moderna è sempre più proiettata verso nuove forme di relazione

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In alcuni paesi esiste la poligamia, la poliandria e alcuni praticano anche il poliamore. Nella società moderna l’amore inteso come patto di fedeltà ed esclusività è sempre più sfumato e lontano. Quelle promesse, che davano senso e stabilità sul piano individuale e sociale, oggi sembrano solo un ricordo in bianco e nero.

La coppia, luogo per eccellenza del rapporto d’amore, porta dentro di sé anche il lato più controverso di dipendenza ed esclusività. Il sentimento amoroso è il desiderio dell’unico, ma quando l’esclusività viene messa in discussione porta sofferenza. Tradimenti, gelosia e vendette, fino all’omicidio cosiddetto passionale. Ancora oggi la media di questo movente oscilla tra il 20% ed il 35% degli omicidi perpetrati in Italia, delitti figli del senso di possesso e onore, della cultura patriarcale (Il Giornale, Camera dei Deputati).

Chi ci crede più alla monogamia?

Era solo sesso, un po’ come il comunismo

Una cosa che funziona in teoria

Ora che hai scoperto che è venuta qui con me

Scoppierà, ringhia come un Dobermann

Mi augura la morte, ma

Moriva per me fino a una notte fa (Elodie, Marracash)

Alcuni studiosi sostengono che fisiologicamente e biologicamente l’essere umano non nasca per essere fedele. Si tratterebbe di una forzatura, un artificio culturale e sociale (Il diritto di tradire K.Bonatti). L’essere umano avrebbe esigenza di una crescita emotiva e fisica, e sarebbe impossibile nell’arco di una vita riuscire a trarre tutti gli stimoli da un’unica persona.

Per il sociologo americano Eric Anderson, gli uomini tendono a tradire “perché ingabbiati dalle costrizioni sociali sulla sessualità, non possono fare nulla contro la propria natura. E’ un istinto primordiale” (The Monogamy Gap: Men, Love, and the Reality of Cheating).

Nel passato era ammesso avere più relazioni amorose anche in contemporanea; solo più recentemente la costruzione sociale ha portato verso la monogamia.

Norme e consuetudini che variano a seconda dei paesi e della cultura. La poligamia è attualmente consentita in oltre 50 stati. Buona parte di questi è a maggioranza musulmana, in Asia (21 paesi) e Africa (26 paesi), eccezione per Turchia e Tunisia dove è illegale. Tuttavia, non mancano nazioni a maggioranza cristiana (Repubblica Democratica del Congo, Zambia, Uganda) o buddista (Birmania). India, Filippine, Singapore, Malesia e Sri Lanka la consentono solo ai cittadini musulmani. Ammessa anche in alcuni stati americani per la comunità mormone.

Nel luglio 2019 il re di Thailandia Maha Vajiralangkorn (Rama X) prende come consorte reale l’amante Sineenat Wongvajirapakdi, dopo essersi sposato tre mesi prima con la regina Suthida, riportando in modo ufficiale la poligamia anche in epoca contemporanea.

Curioso come la poliginia (un uomo con più mogli) sia concessa, mentre la poliandria (donna con due o più mariti) risulti molto più difficile da accettare. Attualmente sembra che quest’ultima si pratichi in Tibet ed in Gabon, Africa, Oceania, Sud America e Canada.

L’uomo contemporaneo continua ad aspirare idealmente all’esclusività dell’amore e al suo per sempre, ma non  è più in grado di coltivarlo o lo vive come una costrizione. L’amore si sta trasformando e porta le inevitabili contraddizioni di questa modernità (Vincenzo Matera, Antropologia contemporanea 2017).

Monogamia rima troppo spesso con monotonia, gelosia e pro forma di sola cortesia (Emis Killa ed anche Perturbazione).

Mi uccideresti per un tradimento

Io che non credo alla monogamia

La prima volta penso sia per sempre

Dalla seconda è già monotonia (Emis Killa)

 

La continua novità è stata elevata tra i più alti gradi della gerarchia dei valori e considerata la chiave della felicità, incluso nei rapporti interpersonali. 

Combattuti tra il desiderio di emozioni e la paura del legame, siamo la società liquida. 

Nell’inesauribile ricerca di qualcosa che sia sempre meglio, tendiamo a non tollerare la routine, abituati all’usa e getta, da rimpiazzare velocemente. In un mondo che consuma tutto, i legami umani sono un intralcio: richiedono tempo ed impegno. “L’amore è una fabbrica che lavora senza sosta, ventiquattro ore al giorno e sette giorni alla settimana”. A dircelo era l’uomo Bauman, lui che aveva fatto la proposta di matrimonio nove giorni dopo il primo incontro con Janina, sua compagna per 62 anni. Una fiaba d’altri tempi. 

Estintosi l’amore duraturo del passato, ci si proietterà dunque verso il poliamore?

Emily Witt in Future Sex (2017) si è interrogata su quali forme di amore il futuro ci possa riservare. Le nostre relazioni sono cambiate, ma il nostro modo di definirle no: sperimenta quindi in molteplici direzioni, guardando anche alle relazioni aperte, in opposizione alla coppia tradizionale.

Un recente studio della Swansea University, a sorpresa, parla di relazione a lungo termine, la cui  premessa principale che si cerca nel partner sarebbe la gentilezza. Attrazione fisica o prospettive finanziarie hanno il loro peso, ma la priorità massima sarebbe data alle buone maniere e all’essere in sintonia (Journal of Personality, 2019).

Che strano, il mondo moderno. Nelle toilette si sentono ragazze che dicono: “Sì, mi ha scopata e poi se n’è andato. Non mi amava. Era completamente incapace di amare. Era troppo incasinato per sapermi amare”. Ora, com’è accaduto? Che cosa, in questo secolo così poco amabile, ci ha convinti che malgrado tutto siamo da amare come persone, come specie? Chi ci ha portato a pensare che chiunque non ci ami sia in qualche modo danneggiato, mancante di qualcosa, malfunzionante? I cartoncini per le varie festività continuano a ripeterci che tutti meritano amore. No. Tutti meritano aria fritta. Non tutti meritano amore in ogni occasione. (Zadie Smith)

Fuck Pirlott, let’s rock

Lara Farinon per MIfacciodiCultura

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