Ernest Hemingway e quel vecchio solitario che sempre ce la farà

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Ernest Hemingway e quel vecchio solitario che sempre ce la farà

Ernest-Hemingway-bn (1)«Quando una persona cara ci dà un libro da leggere, la prima cosa che facciamo è cercarla tra le righe».

Una persona che regala il romanzo dello statunitense Ernest Hemingway Il vecchio e il mare è una persona che affida la propria solitudine a qualcuno, altrettanto solitario, e il proprio amore per la solitudine. Se qualcuno che ci ama ci regala un libro come questo, invita probabilmente al voler stare soli, insieme. Al non aver paura della solitudine, chi dice che non si può essere soli in due? Un invito a voler essere non una compagnia, ma la compagnia adatta. Ma soprattutto un invito a non arrendersi.

Si tratta di un romanzo breve, caratteristica tipica dello scrittore, da molti considerato l’ultimo capolavoro di Hemingway: Il vecchio e il mare è una storia di solitudine.

Il vecchio Santiago è il protagonista, uno di quegli uomini che non si arrendono mai, nemmeno dopo 85 giorni durante i quali non è riuscito a pescare nulla. Un uomo che si ripete «Sì ce la farai, disse a se stesso. Ce la farai sempre», di quelli che non usciranno mai sconfitti dalle avversità della vita, perché sempre capaci di tirar fuori il coraggio. Santiago è un vecchio di quelli in cui «tutto in lui era vecchio tranne gli occhi che avevano lo stesso colore del mare ed erano allegri e indomiti». Un uomo che comprende i silenzi e che parla attraverso i silenzi.

Non lo disse ad alta voce perché sapeva che a dirle, le cose belle non succedono. 

frase (1)Uno di quelli che conosce il mare, che ha nel mare la propria casa. Un vecchio assolutamente umano, reale, niente di troppo complicato, niente di eroico: anche Santiago teme di fallire, di perdere le forze, di non farcela. Potrebbe uscirne sconfitto ma è il suo non arrendersi a trasformare la sua sconfitta in vittoria, la sua tenacia, la sua determinazione, il suo essere disposto a squarciarsi le mani con la lenza.  Un combattente. Un qualsiasi vecchio con la barba bianca, occhi color mare e tante rughe sulla nuca che passeggia su una riva, su un lido, probabilmente ci ricorderebbe Santiago. Un uomo che con la sua semplice vita, trascorsa su una barca dedicandosi alla pesca, non ha paura di restare solo. Eppure «nessuno dovrebbe mai restar solo, da vecchio, pensò»: il problema è che spesso è inevitabile.

Vecchio (1)Nella breve storia de Il vecchio e il mare Santiago riesce ad affezionarsi ad un ragazzo, che continua a riservare in lui tutta la fiducia e l’ammirazione che ha a disposizione. Ne diventa il maestro, l’esempio da seguire, che con la sua umiltà, con i suoi modi semplici, il suo non voler perdere lucidità, continua a designare lezioni di vita. «Ora non è il momento di pensare a quello che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai». Non è mai il momento di pensare a ciò che non si ha, specie quando si è in lotta con la vecchiaia e la natura. Non bisogna fermarsi al primo ostacolo, alle prime difficoltà, al primo pesce “troppo grosso”, agli ottantaquattro giorni senza fortuna. Santiago insegna che dentro ognuno di noi c’è la forza di poter ricominciare sempre da zero.

La scrittura asciutta e semplice di Hemingway rispecchia pienamente il personaggio e l’intera storia. Come in ogni racconto, l’autore cerca di definire quanti più dettagli possibili per rendere concrete le immagini, dimostrandosi un vero appassionato di pesca: molte sono le righe arricchite da minuscoli particolari.

Una persona che regala questa breve storia a qualcuno, è una persona che invita a bastarsi. Nonostante tutto.

Giusy Esposito per MIfacciodiCultura

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