Halloween e l’inquieto mondo dell’arte

0 1.287

Halloween e l’inquieto mondo dell’arte

Giardino delle Delizie
Giardino delle Delizie

Il gusto dissacrante del macabro ormai è una consuetudine della notte di Halloween: maschere minacciose rivivono tra zucche intagliate, dolcetti e scherzetti. Una festa popolare di origine celtica, che con il trascorrere del tempo si è trasformata in una celebrazione commerciale e irriverente. In un clima così misterioso, quale occasione migliore per stilare un elenco delle opere più inquietanti della storia dell’arte?

In questa speciale classifica, un posto rilevante è occupato dal Giardino delle Delizie di Hieronymus Bosch, un trittico a olio su tavola, databile tra il 1480 e il 1490 e custodito a Madrid presso il Museo del Prado. Nell’opera, la storia dell’uomo si fonde con la dottrina cristiana di stampo medievale. Le figure simboliche che impreziosiscono il dipinto, supportano il fine morale che lo sottende, mostrando pene e supplizi da cui non c’è fine. Solo la redenzione può salvare dell’inesorabile destino.

Trionfo della morte
Trionfo della morte

Altra rappresentazione invece conservata a Palermo, nella Galleria regionale di Palazzo Abatellis, è il Trionfo della morte. L’autore è sconosciuto anche se l’opera è datata intorno al 1446. Dagli studi condotti, si ipotizza che la committenza sia attribuibile a dinastie reali di origine spagnola. Lo stile è articolato, frutto di influenze che rimandano al tardo gotico – si pensi alla coeva pittura catalana o a quella francese. La tematica della morte vittoriosa, in epoca tardo medievale è ricorrente. In tale affresco, però, si sfocia volutamente sul grottesco, sul bizzarro, quasi ad enfatizzare la natura sovversiva della raffigurazione.

Tra le opere incluse, si annovera anche La fanciulla malata di Edvard Munch, che sicuramente per fama non è pari all’Urlo dello stesso artista norvegese, ma sicuramente provoca una riflessione sulla morte, con tutto il travaglio angoscioso che ne consegue. Realizzata tra il 1885 e il 1886 e custodita presso la Galleria nazionale di Oslo, l’opera raffigura una bambina malata, stesa su un letto, con il volto provato dalla sofferenza, mentre la madre disperata e rassegnata, le sta accanto. È un chiaro rimando alla tragedia familiare di Munch, che ha perso la sorella Sofie, in giovane età a causa della tubercolosi. Un’elaborazione del lutto che in parte esorcizza la morte e contemporaneamente la colloca nella sfera dei ricordi più indelebili.

La fanciulla malata
La fanciulla malata

Seguendo una successione cronologica, il Volto della guerra di Salvador Dalì (immagine di copertina), a distanza di tempo continua a far sobbalzare in quanto a turbamento. Un olio su tela del 1940, esposto al Museum Boijmans Van Beuningena di Rotterdam, forse tra le più angosciose dell’artista catalano, che rimanda al tema della guerra e della morte. Il particolare periodo storico del secondo conflitto mondiale ha di certo avuto un peso rilevante nella creazione del dipinto. La maschera mortifera, con i vermi e i rettili che fuoriescono dalla pelle in decadenza, oltre alle orbite e la bocca colmi di teschi, non lasciano nulla al caso. Una prospettiva carica di sofferenza che solo un conflitto bellico può generare.

Studio del ritratto di Innocenzo X
Studio del ritratto di Innocenzo X

Conclude la carrellata, lo Studio del ritratto di Innocenzo X di Francis Bacon. Un’immagine funerea, quasi spettrale è il soggetto del dipinto del 1953, custodito al Des Moines Art Center di Des Moines, in Iowa. Il rimando è ad un ritratto del 1650 ad opera di Diego Velázquez, che rappresenta il Pontefice Innocenzo X. Rispetto all’originale, la riflessione condotta da Bacon mira ad alterare l’immagine, quasi a renderla distorta. Il Successore di Pietro non è mostrato in atteggiamento fiero, rassicurante e di Pastore della Chiesa, al contrario è con la bocca spalancata mentre emette un urlo tetro e profondo. Il rimando alla morte è lancinante, tanto da procurare allo spettatore un terrificante senso di sgomento.

Dario Cataldo per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.