Ezra Pound, un concentrato di vita e di immagini poetiche

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Ezra Pound, un concentrato di vita e di immagini poetiche

ezra-poundNon si può riflettere sulla figura di Ezra Pound senza citare il modernismo letterario americano, che si sviluppò tra il 1914 e il 1945. Fu un movimento reazionario principalmente alla precedente epoca vittoriana, in cui gli artisti e gli intellettuali che vi parteciparono presero ispirazione dalle maggiori avanguardie artistiche del nuovo secolo, ovvero cubismo, surrealismo e dadaismo. Il loro obiettivo consisteva nel conferire una nuova ricerca espressiva all’interno delle opere poetiche, affinché esse non fossero semplice espressione dell’io scrivente, bensì una creazione in forma oggettivata e perfetta, che potesse spingersi anche oltre i tabù imposti dalla società.

A questo autore eclettico dobbiamo i cosiddetti principi dellImagism in poesia. Ezra Pound non ha mezzi termini: le cose devono essere trattati in maniera diretta, non servono parole fluide e superflue per presentare un oggetto, bisogna andare dritti all’essenziale. Ecco perché è fondamentale l’utilizzo di una metrica sciolta, rispetto ad una scansione rigorosa alla pari di un metronomo. Grazie a queste coordinate, l’immagine viene definita come ciò che presenta un contenuto intellettuale ed emozionale in un istante di tempo.

Ezra Pound nacque il 30 ottobre 1885 nello stato dell’Idaho, e presto la famiglia profondamente religiosa si stabilì pressi di Philadelphia. Ma in un certo senso, possiamo considerare l’Italia, il nostro Bel Paese, come la seconda patria di Pound, dal momento in cui sin da giovane ne rimase affascinato, e vi ritornò spessissime volte a soggiornare o a studiare. Durante gli anni dell’Università della Pennsylvania si dedicò alle lingue romanze e ai poeti provenzali e nel 1906 gli fu promessa una borsa di studio che in seguito non gli fu rinnovata, causando così la sua interruzione presso l’Università dell’Indiana, dove aveva ottenuto una cattedra di letteratura francese e spagnola.

ezra_poundMa probabilmente questo apparente colpo di sfortuna creò all’autore proprio la possibilità di rinnovare la sua vita, di prendere una svolta. In questi termini, sì imbarcò nuovamente per l’Europa e incominciò a visitare le città più vivaci e attive culturalmente, quali Londra, Parigi e Venezia, che gli permisero di entrare in contatto con le più grandi personalità geniali contemporanee, e che gli fecero assimilare quanto di più buono ci fosse per la vita e per la letteratura.

Tutta la sua vitalità lo portò a comporre la sua opera poetica più famosa, ovvero i Cantos, la cui stesura durò una ventina d’anni, dal 1925 al 1945, periodo che Pound trascorse stabilmente a Rapallo, nella nostra Liguria. L’opera, ispirata principalmente all’Odissea e alla Divina Commedia, è composta da centoventi sezioni, in cui la Storia, la mitologia, l’arte classica, l’economia e la politica si fondono, così da rendere Pound un grande interprete e pensatore completo del suo tempo.

Inoltre, si fece conoscere anche a Milano, quando tenne una conferenza di economia presso l’Università Bocconi, ampliando così anche le sue aree d’interesse. Peccato che la sua retorica non piaceva a tutti, come c’è da aspettarsi. Infatti, Ezra fu condotto forzatamente a Pisa dalla polizia militare, il 3 maggio 1945. Anche in un’occasione così tremenda come questa, fu la scrittura ad alleviare il suo dolore, dal momento in cui lo obbligarono a stare fermo sotto il sole in una gabbia di ferro ed esposto a orribili riflettori di notte. Una volta portato negli States, venne additato come traditore con conseguente condanna a morte. Ma, a causa della sua presunta infermità mentale, il processo fu sventato, e così Pound trascorse ben dodici anni rinchiuso in un manicomio. E contro tale punizione la voce del mondo letterario e intellettuale a lui tanto caro si fece sentire, cercando di dimostrargli il più appoggio possibile.

Il 1° novembre 1972 Ezra Pound si spense a Venezia, città che amò moltissimo tanto da decidere di farsi seppellire lì.

Insomma, non è sbagliato affermare che la vita del poeta modernista sia imprescindibile dalla sua opera. Anzi, Pound mostra come, proprio grazie al fatto di aver vissuto molto più che una semplice esistenza, ma una vita fatta di complicazioni e di emozioni e di azioni intense, vita e poesia si fondano spontaneamente, quasi senza che ce ne si accorga. In maniera provocatoria, dichiarava che «il pensare divide, il sentire unisce». Perché questa era l’essenza della sua stessa poesia. È più importante sentirla che comprenderla o spiegarla.

Parlo della bellezza. Non ci si mette a discutere su un vento d’aprile. Quando lo si incontra ci si sente rianimati. Ci si sente rianimati quando si incontra in Platone un pensiero che corre veloce, o un bel profilo di una statua.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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