Ninni Ranalli e la squisita sensibilità Impressionista italiana

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Si chiama Ninni Ranalli, è nata a Palermo e risiede ad Albano Laziale. I suoi quadri richiamano immediatamente il gusto Impressionista.

I protagonisti (vedi galleria) sono sempre i medesimi: un cappello di paglia, una o più figure femminili di spalle e un mazzo di fiori. Spaziando dalla sua casa a Parigi all’abitazione-atelier a Castel Gandolfo, Ninni rivela una sensibilità del tutto peculiare. Nelle sue opere, per citarne una Casale di campagna, si respira un’aria tiepida, che richiama alla mente le memorie infantili assopite in quei pomeriggi tersi di un’estate addietro. La lavanda della Provenza e il cesto di vimini accolgono in silenzio l’ora calda, e spiano un orologio immaginario che ticchetta l’avanzare delle luci. Il verde smeraldino bagnato delle opere di Sargent, baciato dal solleone finisce per spegnersi in una metamorfosi di riflessi ombrati, che precipitano su un mare di piastrelle azzurrine. Nel frattempo, un cappello di paglia vivificato da un fiocco rosso è adagiato sulla sedia, di ricordo vangoghiano.

Vi è però, nei quadri di Ninni, un richiamo alle ombre, quelle note dolciastre che s’improvvisano su un tappeto quadrettato rosso e bianco di un picnic, portatrici di qualche presagio come nelle tele di Berthe Morisot. Ad esempio, in Mare di Normandia, di primo impatto si respira a pieni polmoni il sussurro del mare turchese e si scrutano le barche vicine. Qualcosa però, forse per via del terreno beige frastagliato di neri oppure per l’arrivo imminente degli uccelli, o magari sarà il rosso magenta che si para davanti all’occhio in un contrasto con i manti biancastri delle altre cabine, turba la scena. E il respiro ha un sussulto, la curiosità si desta: c’è di più, nel paesaggio, e la fantasia veleggia consumando storie che sforano i bordi della cornice.

L’opera è l’emanazione, la proiezione di noi stessi. I miei disegni e le mie tele sono parti di me (Henri Matisse)

Nelle tele di Ninni riecheggia anche Pablo Picasso con i suoi blu, come è evidente in Emozioni blu 1 e in Fruttiera blu, mentre i rossi purpurei siedono scomposti ai lati del tavolo in Sulla tavola rossa, omaggio a Matisse. Le donne sfilano eleganti in un ritratto parigino, e in un baleno ci si ritrova a sognare osservando i tetti elegantemente vestiti delle luci serali. Interessante è scoprire che Ninni è arrivata qui quasi per gioco, e ha impiegato del tempo per realizzare di avere una sensibilità rara, che nella pittura può trovare la sua sua forma d’espressione. Dapprima ha frequentato il laboratorio artistico di Anna Pucci e l’International Art Academy di Roma, poi ha esposto nella natìa Napoli, poi a Roma, a Castel Gandolfo (molte sue opere sono oggi negli appartamenti gestiti da Atlantis Inn) e anche a Parigi, per poi approdare nel New Jersey.

Il tocco di Ninni non è dunque passato inosservato ed è stato notato da importanti critici a livello internazionale, ma ci si ritrova a pensare semplicemente in quale quadro si nasconda di più. Si potrebbe azzardare che la si possa trovare, nella sua essenza prima di curiosità e stupore, dentro l’opera Fanciulla con fiori rossi, intenta a spiare il mondo dal suo atelier adorno di belle presenze, ardentemente desiderose di scompigliare il mondo.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

 

 

 

 

 

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