Samuel Taylor Coleridge e il Romanticismo soprannaturale

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La prima generazione romantica inglese è legata ai nomi di William Wordsworth e Samuel Taylor Coleridge (Ottery St Mary, 21 ottobre 1772 – Highgate, 25 luglio 1834), entrambi propugnatori di un’estetica letteraria antitetica.
Samuel Taylor Coleridge by_washington_allston_retouched-1Nella prefazione alle Lyrical Ballads (Ballate liriche, 1798), il programma del Romanticismo inglese è ben delineato: William Wordsworth avrebbe descritto “episodi ed eventi assolutamente normali, utilizzando un linguaggio veramente usato dall’uomo (corsivo mio)”, ma Coleridge si pone in modo diverso: oggetto dell’opera del poeta del Devon è il soprannaturale e, coerentemente, il linguaggio da utilizzare deve essere arcano e arcaico. Nel suo macrotesto si respira una lingua volutamente difficile, complicata, oscura e medievaleggiante, in ragione del fatto che essa deve rispecchiare il ricorso a un mondo misterioso: l’autore è il primo a utilizzare in modo coerente la categoria del medievalismo, la ricostruzione del Medioevo da parte di culture post-medioevali (cfr. D’Arcens 2016, Matthews 2015). È proprio la vena arcaicizzante e medioevale che contraddistingue il magnum opus di Coleridge, The Rime of the Ancient Mariner (La ballata del vecchio marinaio, 1798). Il poeta recupera, come tutte le sistematizzazioni coeve romantiche, il genere della ballata, della origine medioevale, aggiungendo una vena morale.

Coleridge recupera dunque il tema dell’Ebreo errante, nella figura del Marinaio, il quale è condannato a raccontare per l’eternità la sua esperienza per espiare il suo peccato faustiano: l’uccisione dell’Albatros, il simbolo di una natura panteista e spinoziana. Il Vecchio Marinaio uscirà dall’incubo nel momento in cui riuscirà ad accogliere gli elementi positivi e negativi della Natura. La figura dell’invitato al matrimonio, l’uditore del Vecchio Marinaio, è il protagonista di un vero e proprio poema di formazione: il giorno dopo il Wedding Guest:

A sadder but wiser man he woke up the morrow morn.

L’indomani si svegliò un uomo più triste, ma più saggio. (corsivo e traduzione miei)

2fac84dbcc6d57df3fa4980148ca4be2-1Coleridge, come già rilevato, è un Romantico e, come tutti i Romantici, è un appassionato del Medioevo, in quanto Arcadia ormai inattingibile, ma che è sempre possibile ricostruire. Ed è ciò che succede in Christabel (scritta tra il 1797 e il 1800 e pubblicato, come frammento, nel 1816) e The Three Graves (Le tre tombe). Come ben sintetizza Fulford (2002: 47-48), nel poema si assommano considerazioni di vario ordine: Coleridge sfrutta la superstizione e le credenze del mondo rurale nel descrivere una fabula in cui si intrecciano desideri incestuosi e soprannaturali. Il protagonista, Edward, è innamorato di Mary e cerca l’approvazione della madre di lei. Ma anche la madre si innamora di Edward, maledicendo la coppia. Come si può vedere, forte è l’interesse del poeta per eventi inspiegabili, misteriosi e inquietanti, che contraddistinguono i Romanticismi dell’Europa settentrionale.

La vicenda testuale ed editoriale di Christabel è ancora più affascinante: a giudizio di Friedrich Schlegel il frammento è il frutto del genio romantico, ma la vicenda frammentaria del poemetto di ispirazione medioevale dà adito a diverse considerazioni. Christabel, angosciosa per l’assenza del nobile fidanzato, è stregata e sedotta dalla misteriosa Geraldine. Chi è Geraldine? Il diavolo? Oppure è quel represso che dimostra che Christabel è in realtà attratta da persone del suo stesso sesso, al contrario di ciò che vuole il padre, l’austero e rigoroso sir Leoline, simbolo della Legge e della rispettabilità (Fulford 2002: 56-57). Mi preme evidenziare questo punto: Coleridge, ante litteram, si pone come un sostenitore delle minoranze LGBT, schiacciate (ieri come oggi) da un sistema oppressivo e soffocante. Il Medioevo del poeta inglese è sì un Medioevo soprannaturale, ma mostra anche inaspettati risvolti etici per l’epoca. Anche la musica rock si è interessata al poeta inglese: il celebre gruppo Iron Maiden ha prodotto un disco direttamente ispirato alla Rime coleridgiana.

Andrea Di Carlo per MIfacciodiCultura

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