Hygge, la via danese alla felicità

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Hygge, la via danese alla felicità è un bestseller internazionale, che l’autore Meik Wiking racconta esordendo così:

Igghe? Hàigghe? Hùgghe? Non importa come pronunciamo o scriviamo “Hygge”. Per citare uno dei più grandi filosofi del nostro tempo- Winnie the Pooh- quando gli fu chiesto come si scrivesse una certa emozione: “Non si scrive, si prova”

Hygge è uno di quei termini che di primo acchito non si conosce, e in effetti fa parte di quelle parole intraducibili, proprio come iktsuarpok (inuit: il senso di attesa che ti fa guardare fuori per controllare se sta arrivando qualcuno) o hanyauku (rukwangali, Namibia: camminare a piedi nudi sulla sabbia calda). E dunque probabilmente è questo l’importante, non descrivere necessariamente a parole il piacere ma sperimentarlo e basta. Non si tratta di anelare, ed eventualmente possedere, uno più oggetti, bensì la hygge è fatta di sensazioni e di percezioni emozionali. Quando si parla di percezione, in psicologia si fa riferimento all’equilibrio tra la realtà fisica, ossia il mondo come è, e la realtà percepita, che consiste nella personale visione del mondo e dei suoi personaggi.

Quando le due realtà coincidono si parla di realismo ingenuo, che consiste nella completa armonia tra la realtà fisica e quella percettiva.
E’ probabilmente da una condizioni assai similare al realismo ingenuo che la hygge s’è fatta strada, dapprima in Danimarca e poi in tutto il mondo. Ma ecco alcuni capisaldi, raccontati da Wiking per la ricetta della hygge:
1. Hygge istantanea: candele
Qualsiasi ricetta per la hygge non è completa senza candele. Alla domanda sulla prima cosa che associano alla hygge, uno schiacciante 85 per cento dei danesi nomina le candele. Qualcuno sapeva che, in media, il 28% dei danesi accende ogni giorno una candela? E che contemporaneamente ne vengono accese anche cinque insieme? Insomma, solo un residuo 4% di danesi dichiara di non apprezzare la luce delle candele e preferisce non accenderle affatto.

Parrà alquanto bizzarro ma esiste anche la kalenderlys, ossia la calenda dell’avvento, con tutte le 24 tacche, che andranno spegnendosi un giorno dopo l’altro per lasciare spazio all’avvento del Natale. Se le candele non bastassero, la lista si allunga con:
2. cioccolato in quantità abbinato a una tazza di the
3. Il libro preferito.
4. Film o serie tv preferiti
5. Marmellata
6. Un buon paio di calzini di lana
7. Una selezione delle vostre lettere preferite
8. Un maglione caldo
9. Un taccuino
10. Una bella coperta
11. Carta e penna
12. Musica
13. Un album fotografico
Non sorprende che si desideri fare tutto ciò dinanzi a uno scoppiettante fuoco, magari con la pioggia che striscia sui cornicioni del mondo frizzantino, e non stupisce dunque che i danesi utilizzino i camini più del 65% rispetto agli inglesi. L’idea è quella che la hygge rievochi un sentore di calore primordiale, quello che dinanzi al richiamo del fuoco permette di avgheggiare e di fantasticare su se stessi, su ciò che si è e su quanto ci si possa volere bene, anche nei piccoli gesti che fanno sentire al riparo, a casa.
Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

 

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