Salisburgo: cosa vedere nella perla d’Austria che ha dato i natali a Mozart

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Gli amanti dell’Austria definiscono Salisburgo la perla del piccolo Stato oltr’alpe e di sicuro, la città che ha dato i natali ad uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi, Wolfang Amadeus Mozart, è un piccolo angolo di paradiso. Certo, è una città a tutti gli effetti, quindi non aspettiamoci cascate incontaminate, laghi blu o distese di prati rigogliosi; ma per gli amanti della cucina stile “camionisti in trattoria”, dello shopping, e della cultura, è una meta ideale da raggiungere; e la cosa bella è che essendo piccola (per questo anche è soprannominata “perla d’Austria”), la si può comodamente visitare in un giorno senza aver timore di tralasciare qualcosa e di andarsene con il pensiero di dover a tutti costi tornare (solo) per vedere qualcosa che la prima volta ci è sfuggito.

Salisburgo (dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO) si divide in due parti, quella “dentro le mura”, che costituisce di fatto il centro politico e culturale della città, e quella fuori le mura, dove invece si concentrano uffici e palazzi moderni. La città, conquistata dai Romani durante l’impero di Augusto, deve il suo nome al fatto che in epoca imperiale fosse la fornitrice del sale più pregiato dell’Impero: se infatti abitualmente -proprio come oggi- siamo avvezzi ad acquistare sale di provenienza marina, quello fornito dalla città austriaca era invece sale estratto dalle rocce site nelle montagne che circondavano la città. Il sale ottenuto era molto più saporito di quello marino, e per questo considerato più pregiato (oltre che per il fatto che all’epoca fosse praticamente l’unico tipo di sale proveniente dalla terra e non dal mare). Gli abitanti della città hanno fatto del commercio salino il punto di maggior forza dell’economia fino a circa il I secolo dC, sfruttando il fiume Salzach, principale affluente del Danubio e ottimo alleato dei commercianti per l’esportazione del sale in tutta Europa.

Parlando di Salisburgo poi una citazione alla casa natale di Mozart è d’obbligo anche perchè di fatto è la maggior attrazione turistica della città. Nonostante alla Geburtshaus sia dedicato un intero edificio di colore giallo ocra, l’appartamento che ha ospitato il compositore e la sua famiglia era solo quello del terzo piano, dove si trovano poi effettivamente il maggior numero di cimeli. Un appunto però va fatto: tra le miriadi di testimonianze si trovano un numero assai elevato di copie e riproduzioni, specialmente per quanto riguarda gli strumenti musicali ed i dipinti che sono tutti postumi. Anche i pochi arredi che si trovano sono (spesso) delle riproposizioni dei salotti o delle cucine che caratterizzavano le abitazioni austriache del Settecento, come a dire che detto in modo un pò estremistico, di originale legato davvero a Mozart in quel museo, ci sono solo i muri ed i pavimenti (o quasi).

La delusione viene però accantonata quando si entra nell’ultima sala del museo, dove in una stanza stretta e dai muri chiaramente Settecenteschi, si trovano dei moderni computer dove -dopo aver schiacciato dei tasti a caso perchè le indicazioni non sono molte- si inizia ad ascoltare la musica immortale del maestro. Il fatto che ci si trovi in uno dei luoghi dove lui ha vissuto, respirato e composto, rende l’esperienza un’emozione che scaccia la semi-delusione per l’offerta “oggettistica” del museo. Se poi siete fortunati, ancora più emozionante è sentire gli allievi dell’università di musica (lì il termine conservatorio non esiste), riproporre live i più famosi successi di Mozart nella piazza principale della città, proprio sotto la statua che lo commemora: per chi ama la musica classica, quell’attimo può risultare addirittura commuovente, e specialmente se proprio in quel momento passa una carrozza trainata da cavalli, potrà quasi sembrare di scorgere lontano l’ombra di Mozart, vivendo una magia che abbatte ogni barriera logico-temporale.

Salzburger Nockerl

Il cibo: da buon confinante con la Germania, il cibo salisburghese non è adatto a chi fa diete o vuole stare leggero. In ogni angolo si trovano ristoranti che propongono il piatto tipico, la Wiener Schnitzel, ovvero una versione nordica della nostra cotoletta milanese, la Tennengauer Bierfleisch, ovvero la carne fritta nel burro e marinata nella birra, e -dulcis in fundo- la Salzburger Nockerl, una sorta di soufflè (ma molto più pesante del nostro) accompagnato da zucchero a velo e composta di frutti di bosco, che le guide turistiche consigliano di ordinare solo si è almeno in tre a mangiarlo. Altri elementi immancabili sono poi  Bretzel, birra e mele fritte.

Per quanto riguarda lo shopping, negozietti dove trovare souvenir di ogni tipo, vestiti tipici e oggettistica legata a Mozart, si sprecano. Alcuni oggetti sono di ottima fattura e valgono i prezzi (sicuramente esagerati) che si trovano in giro. Originale un negozio che si trova proprio all’ingresso della via principale, che offre la possibilità di vestirsi con i costumi e le parrucche del Settecento e scattare una foto con una macchina fotografica d’epoca.

Statua dedicata a Mozart nella piazza principale della città

Un’ultima raccomandazione: se desiderate acquistare le famigerate Palle di Mozart, cioccolatini con il cuore di marzapane, optate per quelli che hanno la carta blu: sono fatti a mano e si distinguono da quelli con carta rossa che sono invece di matrice industriale e che vengono esportate in tutta Europa durante il periodo natalizio.

Ilenia Carbonara per Mifacciodicultura

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