The King of Pop: Michael Jackson non c’è più da dieci anni: oggi ne avrebbe compiuti 61

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Neverland

Dieci anni senza Michael Jackson. Era il 25 giugno 2009 quando i telegiornali di tutto il mondo trasmettevano le immagini della barella con il suo corpo, fuori dal cancello della sua casa di Holmby Hills, a Los Angeles, diretta all’UCLA Medical Center per l’ultimo tentativo di tenere in vita quello che rimane il Re del pop. Non ci sono riusciti: la somministrazione eccessiva di Propofol, un anestetico, gli ha causato la morte, e successivamente si è ritenuto colpevole di questo il medico di Jackson, il Dottot Murray.

Dopo una vita di successi, di luci come di ombre, l’artista continua a detenere i suoi primati, rimanendo ancora oggi uno dei cantanti più grandi della Storia. Intorno a lui, oltre a una marea di fan, un interesse mediatico a volte opprimente, che spesso ha dipinto un’immagine di lui distorta dalla realtà. Ancora nell’ultimo mese addirittura si è parlato delle accuse di molestie che Wade Robson aveva attribuito a Jackson, rigettate anche queste, come quelle del caso Arvizo. Anche a sei anni dalla morte il cantante deve fare i conti con le accuse e gli insulti.

Michael Jackson era sicuramente un personaggio complesso e misterioso: le accuse appunto, la malattia, la gigantesca casa/parco dei divertimenti che si era fatto costruire, Neverland Ranch, oggi in vendita alla modica cifra di 100 milioni di dollari, tutto ciò ha contribuito a fare di lui un personaggio carismatico e inquietante allo stesso tempo. Eppure dalle autobiografie, dalle interviste e dai documentari si vede un Michael quasi candido, che spiega con lucidità e fermezza ogni punto di crisi, ogni azione ambigua, facendola sembrare innocua. Chi non ricorda l’episodio in cui il cantante ha voluto mostrare il figlio Blanket alla folla acclamante sotto al suo balcone dell’Adlon Hotel di Berlino? Subito partirono richieste di accertamento sulle condizioni di benessere dei figli della star, uno scandalo per il quale non lo ritenevano idoneo a prendersi cura dei suoi bambini, eppure, quando gli si è chiesto un commento a quell’avvenimento lui ha semplicemente risposto che era emozionato, e per questo voleva mostrare il figlio ai suoi fan. Come un bambino con una nuova scoperta: non vede l’ora di mostrarla.

Un bambino cresciuto che ha sempre fatto del bene, al di la delle opere benefiche da lui finanziate, anche solo per il suo apporto alla musica moderna. I suoi pezzi sono di ispirazione per gran parte della musica di oggi, e per quanto commerciale possa essere, senza di lui non avremmo avuto MTV, né il culto dei video musicali.

Il suo nome rimarrà nella nostra cultura sempre.

Valentina Marasco per 9ArtCorsoComo9

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