Giuliana Mativi: quando la scultura dà forma all’anima

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L’arte è senza dubbio la forma d’espressione migliore per trasmettere le proprie emozioni, il proprio credo, o semplicemente il proprio punto di vista sul mondo. L’arte contempla diverse forme, come la pittura, la musica, la fotografia.. e la scultura. E proprio quest’ultima forma di espressione, ai giorni nostri forse messa un pò in secondo piano, consente all’artista di dare forma ai propri stati d’animo, alla propria interiorità: lo sa bene l’artista trentina Giuliana Mativi. 

L’artista sorridente, Giuliana Mativi

Giuliana è una donna esile, dal volto elegante e dai modi gentili. Ha accolto i visitatori che sono accorsi alla sua prima esposizione personale ad Andalo, mostrando -attraverso le sue sculture- la sua anima. Non si tira indietro quando qualche turista le chiede spiegazioni sul perchè le sue opere abbiano dei titoli così malinconici, come Donna fatta di solitudine o La rinascita, o ancora Districare, creando un parallelismo romantico tra l’atto vezzoso e femminile di districarsi i capelli, e quello ben più intimo e profondo di districare i nodi che tengono legata la nostra esistenza, denunciando l’esigenza di mettere ordine nella nostra mente e nel nostro cuore.

Il vissuto di Giuliana gioca un ruolo importante nel viaggio dentro a sè stessa che offre agli altri attraverso le sue opere: gli olii sono datati fine anni ’80, quando l’artista, come molte altre donne, si trova di fronte ad una situazione coniugale che la fa soffrire, la fa sentire sola. Da qui nasce l’idea di rappresentarsi sola nel deserto, come fosse fatta di solitudine. Nelle sue tele il senso di solitudine traspare non soltanto dai soggetti o dai titoli ai limiti del poetico, ma anche dai colori spenti e cupi.

La rinascita -spirituale, ma anche artistica- avviene con la riscoperta della disciplina della scultura, una forma d’arte che permette alla Mativi di dare forma ai suoi pensieri, di modellare la sua anima, di mostrare a tutto tondo la sua interiorità.

Rinascita,Giuliana Mativi

Così, su uno sfondo fatto con foglie d’argento colore dell’oro, viene concepita la Rinascita, che come una fenice rinasce dalle proprie ceneri trovando dentro di sè la forza per rialzarsi. Giuliana Mativi negli anni 2000, uscita dalla situazione famigliare che la opprimeva, decide allora di rielaborare attraverso i calchi in gesso, tutte le sue tele, trasformandole in sculture che hanno colori nuovi, più vivi ed allegri.

 

Il messaggio che traspare dalla mostra è estremamente positivo: arte, poesia, interiorità, semplicità (non dimentichiamo che le tele ad olio ed i gessi sono le materie prime dell’arte fin dalla sua antica nascita, ben lontani da effetti artefatti tipici dell’arte contemporanea). Chi volesse godere di un’esperienza artistica sui generis ma assolutamente autentica, lontana da finalità commerciali, può restare aggiornato sui prossimi eventi che coinvolgeranno l’artista: uno fra tutti, la prossima esposizione personale a Trento, presso Torre Mirana, dal 14 al 27 novembre. 

Ilenia Carbonara per Mifacciodicultura

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