“I medici” di Matteo Strukul: un capolavoro che fa bene ai ricordi

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1011 pagine, un viaggio che prende avvio nel febbraio 1429 e serra i battenti nel maggio 1640: è in questi numeri che Matteo Strukul racconta le vicende dei Medici. Con il loro stemma con un tempo al vertice un lampo azzurro e tre fiordalisi, I Medici narra le peripezie di una delle famiglie italiane di maggior rango e prestigio sotto molti punti di vista.

Nell’intervista a Patrizia Debicke, Strukul racconta di aver impiegato due anni di tempo per ricercare informazioni nei meandri letterari e nei cimeli della storia, e altri sedici mesi per redigere il suo romanzo I Medici. «Si è trattato di una sfida pazzesca, almeno per me. Ho coltivato coraggio e incoscienza, l’unico modo per uscirne vivo», afferma, ma il risultato è palbabilmente riuscito. Le storie raccontate sono quattro: si parte da Una dinasta al potere, in cui il sipario si apre sulla morte di Giovanni di Bicci Medici e prosegue con le vicende di Cosimo e Lorenzo, due fratelli dal carisma assai diverso eppur entrambi devotamente attratti alla vita in quella Firenze di Filippo Brunelleschi, baciata dal solleone d’invenzioni quattrocentesche.

Riguardo al secondo libro della dinastia, Un uomo al potere, Strukul risponde così a Patrizia Debicke:

«Chi tra i tanti esponenti della famiglia ti ha maggiormente coinvolto e perché?»
«Credo Lorenzo per via del suo essere diviso fra amore proibito e seduzione del potere. Da una parte Lucrezia Donati, la donna più bella di Firenze, la donna che ama disperatamente; dall’altra la moglie scelta per lui, Clarice Orsini, in omaggio alla ragion di Stato».

Particolare di “Venere e Marte” del Botticelli, 1483

Per chi fosse rimasto ipnotizzato dalle trame e dalla scenografia della fiction di Rai1 I Medici, riscoprirà il piacere d’incontrare Lorenzo il Magnifico e suo fratello Giovanni, tra le peripezie continue di un mondo in continua evoluzione, in un moto perpetuo in cui solo le grandi menti lasciano un segno profondo. Una tra queste fu Sandro Botticelli, autore di celeberrimi dipinti quali La primavera e Venere e Marte, un’allegoria riassuntiva (in cui i protagonisti del quadro sono Simonetta Vespucci e Giuliano) della storia tra bellezza e intriganti congiure dei Medici.

Si prosegue poi con Caterina de Medici in Una regina al potere, che dalla Francia esercitò un ruolo non indifferente, dimostrando un carisma degno dei grandi politici dell’epoca m a venne anche acerrimamente contestata (come per la notte di San Bartolomeo, tra il 23 e il 24 agosto 1572 in cui morirono più di 3000 ugonotti di cui lei fu ritenuta responsabile). Ma non fu solo questo, cos’altro si cela dietro l’enigmatica figura di stampo machiavellico? Matteo Strukul lo racconta con entusiasmo, andando oltre le leggende circospette che aleggiano attorno alla signora di Francia. Riguardo anche all’ultima storia, che in Decadenza di una famiglia vede il nome di un’altra grande regina italiana nel regno della dinastia Valois, Strukul commenta così:

«I Medici sono stati capaci di sedurre la loro amata città: non l’hanno solo dominata, l’hanno corteggiata a lungo con committenze e opere magnifiche, radunando attorno a sé una straordinaria scena d’artisti e lasciando a tutti noi un’incredibile eredità d’arte, bellezza e cultura».

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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