Lezioni d’Arte – All’origine della grazia: la Pietà Rondanini

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Lezioni d’Arte – All’origine della grazia: la Pietà Rondanini

Cos’è sostanzialmente la grazia? Non è altro che l’insieme di tanti elementi che una volta uniti fra loro generano qualcosa di ultraterreno.

Dal lungo percorso dei secoli, sono giunte a noi testimonianze in merito a questo elemento: ne sono un esempio la rime dei poeti del dolce stil novo, dedicate alle irraggiungibili e celestiali donne angelo, oppure la precisione delle Tre Grazie del Canova o delle sculture del Michelangelo. Ma il più delle volte questa esplicita volontà giunge a noi nella piena forma, dunque noi non ci chiediamo l’origine, non proviamo ad immaginare l’inizio di tutto.

C’è proprio un’opera di Michelangelo Buonarroti (Caprese, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564) che sembra fare al caso nostro: si tratta della Pietà Rondanini, scultura realizzata in un arco di tempo che va dal 1552 al 1564; l’opera è in marmo ed è alta 195 cm, oggi conservata presso il Castello Sforzesco di Milano.

Michelangelo ci racconta il dramma della morte di Cristo, come aveva già fatto con la celebre Pietà di Roma: ponendo in paragone le due opere, noteremo che in quella di Milano la posa è totalmente differente. La Vergine è in piedi e sorregge il corpo del figlio, Maria è posta in posizione più elevata rispetto al corpo del figlio e questa particolarità risalta l’assenza di vita nel corpo di Gesù: nel movimento riscontrato è come se la Vergine lo stesse mostrando, come a mettere in evidenza il sacrificio compiuto, infatti Maria, anche se ha la testa un po’ abbassata, esplicitamente si rivolge all’osservatore.

Alla vitalità della Madre di Dio, Michelangelo affianca l’assenza di vita del Messia: il capo è chinato in avanti, gli arti risentono della mancanza delle forze, tutto è oramai compiuto. Ma nonostante la pesantezza di un corpo privo di vita, Michelangelo riesce a rendere il senso della delicatezza, inoltre adagia la composizione in una piccola base sulla cui crea due piani, dunque è riscontrabile il senso ascensionale.

Ma la particolarità maggiore è l’incompiutezza, si racconta infatti che Michelangelo lavorò a quest’opera fino al suo ultimo giorno di vita; questo tesoro giunge a noi e ci narra della metamorfosi della materia, ovvero il marmo che si trasforma in opera e sono visibili i segni dello scalpello del maestro, le varie fasi di lavorazione, quindi è trasmessa a noi la testimonianza tecnica.

Le opere di Michelangelo hanno tutte un valore dal punto di vista singolare, perché testimoniano il continuo evolversi dello stile del maestro, ma la Pietà Rondanini ha un qualcosa in più, ci racconta del genio e della grazia che ancora oggi contraddistinguono questo insuperabile maestro.

Domenico Ble per MIfacciodiCultura

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