Jorge Luis Borges e il labirinto del mondo

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Jorge Luis Borges e il labirinto del mondo

Jorge Luis Borges 1951, by Grete SternJorge Luis Borges, scrittore e poeta argentino, nacque il 24 agosto 1899 a Buenos Aires, dove trascorse l’infanzia con la famiglia.

Mostrando fin da bambino i primi segni della sua eccezionalità, lasciata la terra natale visse gli anni della Prima guerra mondiale a Ginevra, per poi trasferirsi in Spagna, dove promosse insieme ad altri giovani poeti e scrittori il movimento d’avanguardia dell’Ultraísmo. Tornato in Argentina nel 1921, fondò le riviste letterarie Prisma e Proa e, conducendo una esistenza estremamente appartata (nonostante la notorietà presto raggiunta in patria), svolse un’intensa attività critica ed erudita, che si riflette nella progressiva elaborazione del suo stile letterario così originale e ricco di riferimenti culturali.

Nel 1938 a causa di un incidente peggiorò la grave malattia agli occhi da cui era affetto, trasmessa per via ereditaria dalla famiglia del padre: la malattia porta a una quasi completa cecità, cosa che provocò in Borges il terrore di una perdita totale di creatività, ma in realtà questi furono tra i suoi anni più fecondi, in cui lo scrittore concepì alcuni tra i suoi capolavori, che vennero raccolti e pubblicati nel ’44 col titolo di Ficciones. Borges divenne in quel momento uno dei maggiori scrittori argentini di tutti i tempi.

Con l’ascesa al potere di Perón, lo scrittore venne destituito nel 1946 dal suo ufficio di assistente bibliotecario (da lui ricoperto dal 1937) per aver firmato un manifesto critico contro il Presidente, ma alla caduta di quest’ultimo nel 1955 fu nominato conservatore della Biblioteca centrale di Buenos Aires, incarico da cui si dimise, dopo il ritorno di Perón nel 1974. Morì a Ginevra, dove da tempo si curava, il 14 giugno 1986.

Labirinto di Fontanellato
Labirinto di Fontanellato

La sua produzione letteraria è caratterizzata da commistione di vero e falso, falsi piani, sentieri che si biforcano e si riuniscono: da lui traggono ispirazione i nostri Calvino ed Eco.

Alla base della sua opera troviamo una ricchissima cultura letteraria e filosofica, unita alla riflessione sui paradossi. Altra tematica che gli è molto cara è quella del labirinto: Borges costituisce un’allegoria della complessità del mondo, la cui intelligibilità non è afferrabile attraverso la sola ragione. La tortuosità dei suoi percorsi rinvia simbolicamente alla insufficienza di uno sguardo meramente razionale sul reale, la cui consistenza ontologica cela, sotto un’apparente regolarità, significati più complessi e profondi.

Sono queste parole, o molto simili, quelle che devono aver ispirato Franco Maria Ricci, editore emiliano, a costruire un labirinto:

Sognai per la prima volta di costruire un Labirinto circa venti anni fa, nel periodo in cui, a più riprese, ebbi ospite, nella mia casa di campagna vicino a Parma, un amico, oltre che collaboratore importantissimo della casa editrice che avevo fondato (Borges infatti aveva creato con lui la famosa collana la Biblioteca di Babele): lo scrittore argentino Jorge Luis Borges.

Borges

Ricci ha fatto costruire il suo labirinto a Fontanellato, in provincia di Parma, inaugurato nel maggio del 2015. È realizzato con piante di bambù di specie diverse e in uno spazio di 7 ettari, la struttura ospita dei plessi culturali per un’estensione di oltre 5mila metri quadrati: un museo (con una collezione di oltre 500 opere), una biblioteca (dedicata a opere grafiche e tipografiche che ospita i 1.200 libri stampati da Giambattista Bodoni, oltre a 15mila volumi di storia dell’arte), una sala delle feste e dei balli, la piazza di un borgo con la sua chiesa, una torre belvedere.

Insomma un labirinto fisico che è metafora di quello borgesiano e insieme allegoria del nostro mondo, così complesso e imprevedibile: forse è per questo motivo che tanto ci attrae e tanti si perderanno volentieri nei suoi meandri alberati.

Chiara Buratti per MIfacciodiCultura

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