Istinto o intelletto? Cosa ci guida la maggior parte del tempo?

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Ragione o sentimento? Quale delle due prevale? Sarebbe fin troppo semplice asserire di essere l’uno o l’altro, ma si giungerebbe a una definizione riduttiva e semplicistica del Sè. La risposta è che ogni situazione predispone la mente ad essere più o meno riflessiva.

Esiste un primo sistema, chiamato Sistema 1 o esperienziale, che è molto rapido e in pochissimi secondi orienta all’azione. Qui la razionalità ha un ruolo meramente marginale, perchè c’è un’attivazione al di sotto del livello di consapevolezza: le decisioni vengono cioè  prese senza una riflessione consapevole. Il sistema 1 è orientato al soddisfacimento del piacere scongiurando il dolore, e dipende in maniera inscindibile dlle esperienze vissute. Ad esempio, se in passato ci si è ritrovati a vivere una situazione in cui uno stimolo esterno (ad esempio un cane ringhiante in movimento verso di noi) è stato avvertito come pericoloso, in maniera inconsapevole si tenderà a mettere in atto un comportamento di attacco o fuga.

Una prossima volta, quando ricapiterà di udire l’eco di un ringhio acuto nelle vicinanze, si sarà predisposti a cambiare strada. Quando però non sovvengono in aiuto le esperienze del passato, che permettono di discernere tra il giusto e lo sbagliato, tra il sentore di sicurezza e il pericolo, interviene il Sistema 2. 

Chiamato anche sistema deliberativo, è descritto da Slovic come un attento scienziato che analizza la situazione nel dettaglio. Quando infatti si viene a interfacciarsi con una situazione che richiede dei processi mai messi in atto prima, per capire come agire occorre un pensiero attento oltre a una riflessione dettagliata per ideare un piano d’azione corretto. Il Sistema 2 opera riflessioni attente e direzionate, per comprendere una situazione o mettere in atto una situazione che risolva un problema.

Il vantaggio del sistema 1 è quello di non soffermarsi su ogni singolo processo mentale, permettendo una risposta immediata e automatica.. Ad esempio, la mattina capita sovente che ci si ritrovi dinanzi all’ascensore a domandarsi se l’azione del chiamarla sia già stata eseguita oppure no. Fortunatamente, non occorre che ogni volta si ragioni sulla sequenza di azioni da attuare per il quale per chiamare l’ascensore occorre avvicinarsi al dispositivo, schiacciare il pulsante e attenderne l’arrivo. Accade e basta.

Il sistema 2 è invece fondamentale in quando permette, in una situazione sconosciuta, di avvalersi delle informazioni immagazzinate in memoria ma allo stesso tempo di osservare la situazione e analizzarla nel dettaglio. Riflessione, disgregazione dei diversi elementi, il soppesare delle parti garantendo importanza a ognuna e pensandola come più o meno rilevante: tutto questo è garantito dal Sistema 2, che permette di focalizzare l’attenzione su situazioni inseplorate in cui le soluzioni fin’ora accumulate potrebbero non essere sufficienti.

Troppo spesso si considerano i due insiemi in antitesi tra loro, ma in realtà è innegabile che entrambi siano fondamentali e necessari per la sopravvivenza di chiunque. Non si può auspicare che la memoria dipenda da un’analisi che ogni volta riparte da zero, come non si può non osservare le cose criticamente talune altre volte. Entrambe le componenti occorrono, ciò che conta è trovare un bilancio che garantisca un’armonia generatrice di un benessere psicofisico.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

 

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