Bertolt Brecht: il teatro in direzione contraria

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hqdefault«Mi sorge ein dubbien: che mi abbiano fregaten?»: così, in modo tristissimo, con l’acquisizione della consapevolezza che perdere braccia, gambe, occhi, orecchie e lingua saltando su una mina non è poi così dolce, finisce la mini-saga del soldato 18enne Sigfried Von Nibelunghen, malinconico appartenente alle Sturmtruppen del mai abbastanza compianto Bonvi. Per fortuna nostra, la stessa consapevolezza colpì Bertolt Brecht, nato il 10 febbraio del 1898 (anno diverso ma stesso giorno di mio figlio: ah, i migliori si riconoscono subito, immodestamente) ad Augusta, senza la necessità di zompare su una mina antiuomo. E lo colpì presto e bene, visto che la sua agiografia riporta che nel 1916 scrisse in un tema scolastico ispirato ad uno degli aforismi più stolti della letteratura latina, il dulce est pro patria mori di Orazio, tanto amato dai fascisti di tutte le latitudini e colori (ma soprattutto dai nostri):

Il detto che dolce e onorevole è morire per la patria può essere considerato solo come propaganda con determinati fini solo degli stupidi possono essere così vanitosi da desiderare la morte, tanto più che pronunciano simili affermazioni quando si ritengono ancora ben lontani dall’ultima ora.

Porträt des Schriftstellers Bertolt Brecht von 1956. International bekannt wurde Brecht durch die mit dem Komponisten Kurt Weill verfasste "Dreigroschenoper", die 1929 in Berlin mehr als 250mal aufgeführt wurde. 1933 flüchtete Brecht vor den Nationalsozialisten ins Ausland. 1949 erfolgte die Rückkehr nach Ost-Berlin, wo er mit seiner Frau Helene Weigel das "Berliner Ensemble" gründete. Zu seinen bekanntesten Stücken zählt u.a. "Mutter Courage und ihre Kinder", "Der gute Mensch von Sezuan" und "Der kaukasische Kreidekreis". Bert Brecht starb am 14. August 1956 in Ost-Berlin an den Folgen eines Herzinfarkts. Mit mehr als 100 Veranstaltungen von der Ausstellung bis zum Kabarettabend ehrte die Stadt Berlin 1998 zum 100. Geburtstag ihren großen Sohn. Nach zweijähriger Umbauzeit wurde dort auch das Brechthaus wiedereröffnet. [ Rechtehinweis: Verwendung weltweit, usage worldwide ]
Bertolt Brecht

Da un tanto, si capisce che fin da giovanissimo Brecht era dotato di un notevole carattere: non avendo avuto la necessità di immolarsi per la patria, Brecht ha potuto anche dimostrare un enorme talento di scrittore e drammaturgo. Trascuriamo il fatto che gli inizi come poeta si potrebbero datare fin dal 1913 (15 anni di età, quindi), e trascuriamo pure il fatto che, come molti geni, ebbe un rapporto altalenante e conflittuale con le istituzioni scolastiche, allora diciamo che Brecht è fin dall’inizio un rielaboratone di ogni e qualsivoglia stimolo in modo personale e innovativo, ma comunque “in direzione ostinata e contraria”, attratto da posizioni anarchiche, dai maudits, dall’espressionismo, dal Dada, dal Futurismo.

Nel suo essere costantemente dalla parte anarchica, attratto dalla fame, dal degrado, dalla miseria, Brecht assume posizioni paragonabili alle Steinbeck di Furore, ma per quanto abbia una naturale e senza dubbio empatica comunanza spirituale con poveri ed emarginati non lascia speranza di riscatto:

Lo ammetto, io non ho speranza / … / quando tutti gli errori si sono esauriti, l’ultimo compagno che ci sta di fronte è il Nulla.

Scrive in una lirica: per cui sono sovvertite, ad esempio, anche le posizioni dell’Espressionismo tedesco che quantomeno credeva in una destabilizzazione dello status quo per perseguire pace e umanesimo/umanitarismo.

Frigerio_Opera_da_tre_soldi_13aaNella lista nera di Hitler fin dal 1923 a causa del componimento La leggenda del soldato morto, nel 1933 deve prendere la via dell’esilio lasciando Berlino dove risiedeva. Agiografia vuole che negli anni dell’esilio Brecht produca il meglio della sua opera ed effettivamente scrive moltissimo, dal Romanzo da tre soldi a Terrore e miseria del Terzo Reich, da La resistibile ascesa di Arturo Ui a Schweyk nella seconda guerra mondiale. Sta di fatto, che Brecht era entrato nella storia della letteratura e del teatro  fin dal 1928 grazie all’Opera da tre soldi.

L’Opera si svolge nell’ambiente della malavita londinese e dei mendicanti, ma mette in scena, in realtà, il cinismo del mondo aristocratico con i suoi affari, i suoi interessi, i suoi intrighi. Infatti il lavoro secondo Brecht era idealmente indirizzato al proletariato (infatti il titolo indica il prezzo del biglietto d’entrata, provocatoriamente inteso), stante un’adesione aperta al marxismo: ironia della sorte, il proletariato non rispose alla chiamata, mentre la borghesia accorse a vedere la propria messa alla berlina, decretando il successo dell’Opera e il fastidio di Bertolt Brecht. Ci permettiamo a questo punto di stabilire un piccolo e reverente parallelo tematico con La Cattivisima epopea di Toni Sartana di Natalino Balasso, da noi già recensita, se non altro perché i schei sono al centro di entrambi i lavori: posto che pecunia non olet, i soldi rendono tutti uguali, cioè corrotti.

Ma oltre che tematicamente, Brecht è dirompente anche dal punto di vista tecnico teorizzando/applicando un teatro in cui lo spettatore non deve immedesimarsi durante la rappresentazione, ma mantenere una distanza critica, infatti Brecht non ebbe successo nel mondo del cinema, a cui tentò l’accesso nel periodo statunitense dal 1941 per 5 anni risiedendo a Santa Monica, a causa del suo violare il principio aureo della sospensione dell’incredulità che la settima arte ha come fondamento sin dai fratelli Lumière. Ma l’interesse a stimolare un pensiero critico, ha per Brecht lo scopo di far riflettere su quello che si vede in scena: per contro, l’autore deve perseguire l’effetto di straniamento e di distacco con canzoni, elementi parodistici e una sceneggiatura molto ben studiata.

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Bertolt Brecht

A questo punto, una trattazione esaustiva di Bertolt Brecht non è neppure iniziata: un imprescindibile del Secolo Breve, la cui conoscenza è fondamentale per capire il pensiero e mutamenti iniziati nella prima metà del XX secolo. Noi concludiamo in due tempi: innanzitutto chiedendoci se Brecht, morto il 14 agosto 1956 per attacco cardiaco, si sarebbe irritato maggiormente per il fatto che sovente il suo nome viene storpiato in Bertold, o per il fatto di essere diventato un fenomeno da citazione-social spesso apocrifa (molto apocrifa). D’altronde, Brecht fu in effetti un aforista, per cui oggidì tale utilizzo è inevitabile e amando noi le contraddizioni, concludiamo definitivamente proprio con una citazione brechtiana che, va detto, inquadra uomo e autore (col massimo rispetto):

Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

Vieri Peroncini per MIfacciodiCultura

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