I grandi saggi – Veleno, una storia vera a della Bassa Modenese, tra orrore presunto e orrore vero

0 197

In Veleno – Una storia vera il Principio di  Indeterminazione di Heisenberg non viene citato. Eppure, molti dei fatti presentati da Pablo Trincia nel suo libro-inchiesta risente proprio della constatazione che  la memoria può essere facilmente influenzata dall’immaginazione, dall’emotività e soprattutto dal metodo d’indagine utilizzato da chi interroga; che anche un semplice verbo può alterare la percezione della memoria dell’intervistato, portando a una risposta diversa. Insomma, che la stessa indagine influenza l’oggetto dell’indagine, e che, soprattutto a distanza di tempo, una apparente bugia può rivelarsi un “semplice” falso ricordo.

Veleno è angosciante. Sia il libro, che il podcast, un’audio-serie in otto puntate pubblicata sul web. Perché Veleno è, appunto, una storia vera, «niente di quello che è stato scritto in questo libro è stato in qualche modo romanzato dall’autore». E i fatti, dunque, raccontano di una vicenda giudiziaria che ha distrutto intere famiglie, una discesa agli inferi per molti dei numerosi protagonisti: prima di tutti, i sedici bambini che alla fine degli anni Novanta furono tolti alle famiglie e trasferiti in località protette, per venire col tempo assegnati ad altri nuclei familiari.  Motivo, il sospetto che genitori, familiari e qualche altra figura avessero fondato una setta di pedofili satanisti. Effetto farfalla, effetto domino, bugie, premesse sbagliate, deduzioni non sequitur; il tutto, fittamente intrecciato in una rete di sociologi, psicologi, perizie mediche, assistenti sociali, famiglie affidatarie. E processi: in tutti i gradi di giudizio, con sentenze ribaltate e contraddittorie.

A Pablo Trincia vanno attribuiti enormi meriti: la chiarezza espositiva, l’onestà intellettuale di mantenere rigorosamente separati i fatti da opinioni e dubbi, la tenacia nella ricostruzione di una vicenda intricata e, come dicevamo, angosciante. Per il lettore, ma anche per l’autore, perché la storia di Veleno è di quelle che non si possono gestire senza venirne coinvolti: un racconto dell’orrore popolato da mostri, che costringe a guardare nell’abisso e, conseguentemente, anche dentro noi stessi. «Quella storia era come un buco nero. Più ci guardavo dentro e meno i suoi meccanismi sembravano rispondere alle norme di comportamento sociali e umane e ai rapporti di causa ed effetto che fino a quel momento avevo dato per scontati. Sembrava un universo parallelo, in cui tutto era deformato. Mi atterriva anche se allo stesso tempo ne subivo il fascino. Mi stava ossessionando».

Il podcast Veleno è stato pubblicato da Trincia, dopo anni di ricerche condotte assieme alla collega giornalista Alessia Rafanelli, nel 2017; ed è tornato di stretta attualità nelle settimane di questa estate, perché i luoghi del caso dei “Diavoli della Bassa Modenese” sono sostanzialmente gli stessi del caso di Bibbiano. E Veleno è stato difatti subito evocato, non senza ragione. Ma la vicenda narrata da Trincia mostra, nello scorrere delle pagine, come sia possibile ampliare a dismisura il concetto di strumentalizzazione; riguardo ai fatti di Veleno, semplificando ed interpretando a dismisura e piacimento il racconto dei bambini protagonisti, partendo peraltro da un presupposto errato: ossia che i bambini non mentono, e quindi che le loro testimonianza siano sempre affidabili. Riguardo a quelli di Bibbiano, la strumentalizzazione si allarga fino a comprendere l’uso politico della vicenda.

Alessia Rafanelli e Pablo Trincia

In valore assoluto o in riferimento ai fatti di Bibbiano che si decida di leggere Veleno, ciò va fatto con la massima attenzione: si rischia infatti di imparare il valore ed il rischio dell’avverbio. Le deduzioni investigative e processuali che Pablo Trincia ha indagato, infatti, sono zeppe di avverbi: e i numerosi probabilmente diventano facilmente altrettanti certamente, sicuramente, evidentemente che, ad avere onestà intellettuale, non sarebbero stati scontati. E poche righe più sopra noi stessi abbiamo usato un sostanzialmente: ma in ultima analisi ciò non vuol dire che luoghi, fatti e persone di Veleno e di Bibbiano siano perfettamente sovrapponibili.

Don Govoni, uno degli indiziati del caso dei Diavoli poi risultato completamente innocente

Veleno mostra il livello abnorme di psicopatia pura a cui può giungere l’essere umano nella strumentalizzazione delle intere esistenze di famiglie e bambini a puri fini personalistici e di interesse carrieristico ed economico? Ma a livello di puro interesse didattico è anche più interessante quello che ci viene mostrato a proposito del falso ricordo. Quella che in Inception viene chiamata semplicemente idea non è un luogo letterario. Dalla metà degli anni Settanta la psicologia indaga sulle dinamiche della memoria: «i testimoni che puntano il dito contro un imputato innocente non sono dei bugiardi, perché credono davvero nella veridicità della propria testimonianza. È questo l’aspetto più spaventoso – la tremenda idea che quello che riteniamo di sapere con tutto il nostro cuore non sia necessariamente la verità».

Ecco, in ultima analisi Veleno ha una valenza didattica anche sotto questo aspetto, ammesso che si sia predisposti a recepire l’insegnamento: mostra come affrontare, pur senza sottacere nulla, argomenti di fortissimo impatto emotivo come i fatti dei Diavoli della Bassa Modenese, che tutto sono fuorché gossip o querelle politica. I fatti di Veleno si riverberano ancor oggi sui protagonisti di allora, che ne sono stati segnati, seppur in modi anche estremamente diversi, in modo indelebile: Trincia ha il grande merito di parlarne tenendo sempre in conto la possibilità di causare, seppur involontariamente, ulteriori danni, e comunque partendo dal presupposto che anche in vicende simili vi è un diritto alla riservatezza, quella delle vittime, che deve essere inviolabile.

Un semplice verbo era in grado di alterare la percezione delle memoria dell’intervistato, portando ad una risposta diversa. Che in un’aula di tribunale avrebbe potuto determinare esiti diversi

Vieri Peroncini per MifacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.