Brynjar Karl: quando l’autismo realizza il Titanic più grande al mondo

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Si chiama Brynjar Karl, è islandese e ha 16 anni, ma è da quando ne aveva 5 che ha coltivato un unico grande sogno: realizzare una copia autentica del Titanic. Ha utilizzato 65 000 Lego e oggi può dirsi soddisfatto, in quanto con 8 metri di grandezza e 1.5 di altezza, l’impresa è stata portata a termine e l’obiettivo raggiunto.

Oggi seguo la mia nave ovunque vada e racconto alle persone come l’ho costruita, incoraggiando i bambini a seguire i loro ambiziosi obiettivi, perché se l’ho fatto io, chiunque può farlo!

Nel mondo sono diverse le associazioni che si battono quotidianamente in maniera assidua per assicurare una realtà più che normale, piena di momenti positivi ed educativi, ricchi di stimoli e piccoli grandi passi avanti, alle persone con autismo. In Italia, un contributo ineccepibile è fornito da AbaMI, centro per l’ apprendimento e il potenziamento delle competenze sociali e scolastiche. Un’altra iniziativa in Italia è quella di PizzAut, che ha avviato una campagna fondi per aprire una pizzeria interamente gestita da persone con autismo, le quali sono in grado, se accompagnate, di svolgere quelle attività che vengono considerate come “normali”. La verità è che ancora troppo spesso i pregiudizi e la mancanza concreta di conoscenze induce a delle semplificazioni e agevola convinzioni erronee circa l’autismo, mentre quello che servirebbe realmente sono più iniziative come queste per decostruire alcuni stereotipi ancora troppo diffusi.

Un soggetto normale è essenzialmente uno che si mette nella posizione di non prendere sul serio la maggior parte del proprio discorso interiore (Jacques Lacan)

I ragazzi di PizzAut a Milano

Ciò che conta è approcciarsi all’altro e comprendere, con o senza l’autismo, ognuno ha i propri sogni, i desideri che insegue assiduamente oltre alle skills che ogni giorno si devono affrontare e possono tramutarsi in piccoli o grandi successi. Perchè come Karl, ormai denominato “LEGOboy”, afferma sul suo sito: «Sono stato fortunato ad avere l’aiuto e l’opportunità di costruire e raggiungere il mio sogno, con l’aiuto di centinaia di persone. Ora vorrei usare la mia rete per aiutare altri bambini con l’autismo a raggiungere i propri sogni».

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

 

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