Call me by your name: in vendita la villa del film con la sua bellezza anti-tempo

0 484

Lo ha annunciato House & Loft Luxury Living: la villa di Moscazzano è in vendita, per il valore di 1 milione e 700 mila euro.

Oliver: E tu che fai qui?
Elio Perlman: Leggo libri, trascrivo musica, faccio il bagno al fiume, esco la sera…
Oliver: Divertente! Ok, a dopo!

L’abitazione pregna degli odori adolescenziali legati a quelli delle adulte epifanie che vagheggiano tra gli affreschi dell’allievo di Raffaello, Aurelio Busso, e contornata dagli alberi di pesco curati da Anchise e da sua moglie, può dunque essere acquistata. Al più presto, perchè «Dopo!» potrebbe essere troppo tardi. In bibicletta si può raggiungere Crema, e ricreare nella realtà ciò che i fotogrammi uniti tra loro hanno elicitato nello spettatore. Che è diventato più che una spia disattenta, amalgamandosi nei profumi di svolazzina all’alba e nel gracidio delle cicale sul finir del giorno, avvertendo il sudore appicicaticcio affiancato alle fantasie erotiche risvegliatesi nei paraggi del verde fiume di sempre.

La villa di Call me by your name è un autentico Mistery of love, colonna sonora realizzata dal magistrale Sufjan Stevens, che gli è quasi valsa l’Oscar (film candidato a 4 premi Oscar e vincitore della Miglior sceneggiatura non originale a James Ivory). Ciò che emerge in Call me by your name grazie alla penna di Andrè Aciman (per intervista in Italia: qui) è quanto la bellezza sia non solo utile ma necessaria affinchè una vita sia vissuta all’apice. La naturalezza delle prime volte, l’istinto della mancanza di controllo e il terrore puro di fallire e non essere accettati ma al contempo la necessità di osare sono il principio primo di Ovidio, che nella sua Ars Amatoria esplicita senza tentennamenti d’apparenza l’amore e il sesso.

Col pudore e il trasognante disvelamento della fisicità entro un luogo quale la villa che è una conferma alla nobiltà intellettuale dei protagonisti, la bellezza è in ogni vaso, quadro, libro antico, dimora in ogni sonata di Bach senza revisioni, nel pianoforte e si nasconde nella camicia rosa che s’aggira in un’antica dimora, che è un inimitabile cimelio di remote e conservate assonanze ritmiche. 

Quando meno te lo aspetti la natura ha astuti metodi per scovare il nostro punto debole. Ricordati che sono qui. Adesso magari non vuoi provare niente. Magari non vorrai mai provare niente. E sai, magari non è con me che vorrai parlare di queste cose, però… prova qualcosa, perché l’hai già provata. Senti, avete avuto una splendida amicizia. Forse più di un’amicizia. E io t’invidio. Al mio posto, un padre spererebbe che tutto questo svanisse, pregherebbe che il figlio cadesse in piedi. Ma io non sono quel tipo di padre. Strappiamo via così tanto di noi stessi per guarire in fretta dalle ferite, che finiamo in bancarotta a trent’anni e abbiamo meno da offrire ogni volta che troviamo una persona nuova. Ma forzarsi a non provare niente per non provare qualcosa, che spreco! Ho parlato a sproposito? Allora dico solo un’altra cosa per chiarire meglio. Forse ci sono andato vicino, ma non ho mai avuto una cosa così. Qualcosa mi ha sempre frenato prima. Si è messa di mezzo. Come vivrai saranno affari tuoi,però ricordati: il cuore e il corpo ci vengono dati soltanto una volta. E in men che non si dica, il tuo cuore è consumato, e -quanto al tuo corpo- a un certo punto nessuno più lo guarda, né ancora meno ci si avvicina. Tu, adesso, senti tristezza. Dolore. Non ucciderli, al pari della gioia che hai provato (Mr. Perlman, “Chiamami col tuo nome”)

Per chi avesse la possibilità di vivere nella villa, si auspica sia un autentico inventore e ricercatore di quelle sensibilità genuinamente sofisticate che Timothée Chalamet e Armie Hammer, diretti da Luca Guadagnino, hanno saputo rincorrere nelle mura sopravvissute risalenti a qualche nobiltà fa.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.