“La Sirenetta”, il racconto di Andersen che affascina il mondo da 181 anni

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«Ma un giorno anche io, se mai potrò, esplorerò la riva lassù, fuori dal mare. Come vorrei, vivere là»: così cantava Ariel, protagonista del film d’animazione La Sirenetta (1989), prodotto dalla Walt Disney e diretto da John Musker e Ron Clements. Molti conoscono la vicenda di questa fiaba, che nel 1990 valse la vincita di due premi Oscar, per la Migliore colonna sonora e per la Migliore canzone (In fondo al mar). Siamo però sicuri che il racconto di Hans Christian Andersen, dal quale il film è tratto, abbia gli stessi espedienti narrativi della versione cinematografica disneyana?

In realtà lo scrittore danese immaginò una vita diversa per la Sirenetta e non era previsto alcun lieto fine.

Nel racconto di Andersen, scritto nel 1836 e pubblicato il 7 aprile 1837 nella raccolta di fiabe Eventyr, fortalte for Børn III, le sirene sono esseri per metà umani e per metà pesci, la cui esistenza è separata da quella degli esseri umani. Prive di un’anima, la loro vita termina dopo 300 anni, quando sono destinate a trasformarsi in schiuma di mare. La Sirenetta, bionda, dalla carnagione chiara e dalle labbra rosse, vive sul fondo del mare con il padre, il re del mare, le sue sei sorelle e sua nonna. Quando compie 15 anni le è concesso di salire in superficie per esplorare il mondo terreno. Attratta da una caravella, la Sirenetta scorge dei marinai che festeggiano il compleanno di un giovane principe. Poco dopo, però, arriva una tempesta. La nave si spezza e i naviganti sono scaraventati nel mare. La Sirenetta soccorre il principe, trascinandolo su una spiaggia. Colta da un fulmineo amore nei suoi confronti, trascorre dei giorni infelici, finché non si rivolge alla strega del mare per essere trasformata in umana. Il desiderio viene espresso, ma con alcune conseguenze: non riavrà più la sua voce e ad ogni passo le sembrerà di camminare su dei coltelli aguzzi. Inoltre, se non sposerà il principe, morirà. L’epilogo è tragico: l’amore della Sirenetta non è ricambiato. Il principe la considera come un’amica con cui confidarsi e sposa quindi un’altra principessa, nella quale riconosce erroneamente la donna che l’ha salvato. Dalla nave dove è celebrato il matrimonio la Sirenetta sta osservando il mare, quando compaiono le sue sorelle che la intimano a uccidere il principe con un pugnale e di bagnarsi le gambe con il suo sangue: potrà così tornare ad essere una sirena. La proposta viene rifiutata. La consolazione riservatale è infine quella di unirsi alle Figlie dell’aria, creature eteree con il compito di distribuire buone azioni tra gli umani e di vivere 300 anni prima di ricevere un’anima per entrare in Paradiso.

Nel racconto originale si intravedono alcuni tratti legati alla cristianità dell’autore, in particolare nei concetti di anima, morte e Paradiso, e alla leggenda germanica dell’Ondina, creatura acquatica con la coda di pesce. Nella logica della Sirenetta c’è chi ha visto riflettersi un importante aspetto della vita di Andersen: la sua omosessualità. Infatti, attratto dall’amico Edvuard Collin, a cui scriveva lettere con ricorrenti dichiarazioni erotiche, rimase deluso quando l’amato sposò una donna. La personalità Andersen potrebbe quindi riflettersi nella vicenda della Sirenetta quando la protagonista perde il principe in un momento di dolore per un destino troppo crudele.

Splash – Una sirena a Manhattan

Oltre al classico del 1989, la Disney ha prodotto il sequel La Sirenetta II – Ritorno agli Abissi (2000) e il prequel La Sirenetta – quando tutto ebbe inizio (2008), che raccontano rispettivamente il rapporto della protagonista con la figlia Melody e la giovinezza di Ariel, ma anche altri film hanno presentato rimandi alla storia di Andersen, come la pellicola Splash – Una sirena a Manhattan (1984), che rese celebre a Hollywood Tom Hanks.
Ultimamente poi stanno avendo particolare successo le pellicole live action lanciate dalla Disney, dove le fiabe dei film d’animazione sono narrate con attori in carne ed ossa. Dopo La bella e la bestia, sembra che la prossima, in uscita prima del 2018, sarà proprio La Sirenetta. È stato affidata a Lin-Manuel Mirand e ad Alan Menken la composizione della colonna sonora, che sembra preannunciare una miscela di vecchi e nuovi titoli, in stile pop e rap. Non solo Disney però, sembra infatti che anche la MVP Studios voglia creare un live action ispirato alla fiaba, in arrivo quest’estate. Nel cast figurano Poppy Drayton e Shirley MacLaine.

La fiaba della Sirenetta ambientata nel mondo del mare, tanto vicino quanto misterioso, affascina ancora oggi il grande pubblico, trasportandolo in una dimensione surreale, ma capace di suscitare emozioni vere ed incisive.

Maddalena Baschirotto per MIfacciodiCultura

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