La gastronomia secondo Pellegrino Artusi

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La gastronomia secondo Pellegrino Artusi

Pellegrino ArtusiÈ Forlimpopoli, comune del forlivese, la patria natale di Pellegrino Artusi, autore del notissimo libro gastronomico La scienza in cucina e l’arte del mangiar bene. Qui l’Artusi nasce il 4 agosto 1820, in una famiglia molto numerosa (ben 12 fratelli) ma allo stesso tempo benestante.

La vita di Pellegrino Artusi procede tranquilla, suddivisa tra l’attività commerciale di famiglia (il padre aveva una drogheria ben avviata) e la sua grande passione per i libri, ma viene sconvolta fortemente nel 1851. Durante uno spettacolo a teatro, al quale erano presenti tutte le famiglie più in vista della città, fece irruzione la banda del Passatore, pericoloso e conosciuto brigante dell’epoca. Le famiglie furono prese in ostaggio, rapinate una a una e molte donne furono violentate, compresa una delle sorelle dell’Artusi.

Questo episodio scioccante, a seguito del quale Gertrude Artusi impazzita dovette essere ricoverata in manicomio, convinse la famiglia a lasciare Forlimpopoli e a trasferirsi entro i più sicuri confini del Granducato di Toscana, dapprima a Livorno e in seguito a Firenze.

Eccetto questa violenta e spiacevole esperienza, si può dire che la vita di Pellegrino Artusi procedette negli anni senza particolari problemi. Da un lato l’abilità e l’intuito nei commerci, dall’altro le rendite di famiglia, gli assicurarono una vita agiata, con ampio tempo per dedicarsi alla letteratura. Oltre alla lettura dei classici, Artusi si cimentò anche con la scrittura.

Prima scrisse una Vita di Ugo Foscolo (1878), poi Osservazioni in appendice a trenta lettere di G. Giusti (1880), ma nessuna delle due opere ebbe particolare risonanza, passando quasi sotto totale silenzio. Ben diversa la sorte del già ricordato La scienza in cucina e l’arte del mangiar bene, edito per la prima volta nel 1891.

Festa Artusiana a Forlimpopoli
Festa Artusiana a Forlimpopoli

Con le sue 790 ricette, questo manuale diventa in breve tempo una pietra miliare della gastronomia italiana, tradotto in molte lingue e curato in ben 15 edizioni dall’autore stesso. Un’opera singolare che vuole essere più di un semplice ricettario di cucina: è un libro sul piacere del mangiar bene, in cui ricette si alternano a ricche dissertazioni, facendone un vero capolavoro letterario. Il fatto che oggi tale libro sia noto semplicemente come L’Artusi, dimostra la fortuna letteraria avuta negli anni.
Mangiar bene e con piacere è forse la formula della longevità, infatti Pellegrino Artusi morirà a  Firenze il 30 marzo 1911 all’età di 90 anni.

In onore del famoso concittadino, Forlimpopoli a partire dal 1997 organizza ogni anno la Festa Artusiana: nove giorni alla fine di giugno dedicati alla scoperta del mondo culinario, ma ricchi anche di musica, teatro, danza, mostre e degustazioni. Sempre in questa occasione, la città attribuisce annualmente i Premi Artusi: uno a un personaggio internazionale che si sia distinto per il contributo dato alla riflessione sul rapporto fra uomo e cibo; l’altro a un grande cuoco di fama internazionale.

Un altro premio molto particolare è quello dedicato alla fedele Marietta, cuoca in casa Artusi e onesta donna a cui Pellegrino dedicò la famosa ricetta del panettone, dichiarando di averla imparata proprio da lei.

Alessia Sanzogni per MIfacciodiCultura

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