Spazi urbani che non ti aspetti: l’invasione di carta di Plegados Itinerantes

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Plegados Itinerantes è il progetto dell’artista e designer Claudio Acuna J, che si sviluppa in diversi spazi urbani del Cile così da generare una riflessione sull’impatto dell’uomo in determinati luoghi di uso quotidiano. Circa 350 sculture in forma umana, create da un singolo pezzo di carta a forma quadrata utilizzando la tecnica dell’origami e con un rapporto 1:1, affollano i parchi, le biblioteche e le chiese di diverse città cilene. Con l’obiettivo di generare un impatto e una riflessione visiva, le sculture sono state installate come specchio degli abitanti delle città, senza tagli, ma tramite pieghe, in un intricato processo di scultura su carta. L’installazione cerca di generare una riflessione sul comportamento che ognuno di noi ha negli spazi di uso pubblico e sistematico, che contribuiscono a definire la nostra identità come città, riflettendo attraverso l’arte sui ruoli che assumiamo e che insieme portano alla nascita di un’identità personale e di gruppo.

Plegados Itinerantes – teatro –

È importante generare istanze di incontro sociale e comunitario intorno all’arte così da porre l’attenzione sia su discipline innovative come appunto l’origami e il lavoro cartaceo sia sul ruolo che ognuno di noi svolge nel posto in cui vive e su che relazione ha con l’ambiente che lo circonda.
Infatti lo spazio urbano, e non solo, è la scenografia in cui la società rappresenta se stessa. La città è un’opera complessa, capace di stabilire legami diretti con l’individuo il quale sembra sempre più vittima dei ritmi frenetici, causa del rapido mutare delle città. C’è anche da sottolineare come i centri urbani siano il riflesso di un presente segnato da un consumo sproporzionato di messaggi, da una spettacolarizzazione a tutti i costi e da uno sfruttamento spregiudicato di ogni mezzo e settore. Il potenziale espositivo delle città viene sfruttato ampiamente nel XIX secolo: il dinamismo che aveva animato le avanguardie, proprio dalla città aveva tratto ispirazione, integrandolo con azioni ideologiche in una relazione sempre più stretta con il contesto urbano e la reazione del pubblico.
La dimensione spaziale e relazionale dell’arte, avvenuta con la conquista degli spazi urbani, ha finalmente rotto il silenzio provocato dalla stasi museale. Abbattendo le barriere architettoniche delle strutture museali e inserendosi in un contesto urbano vivente, l’arte e le opere degli artisti che hanno scelto di privilegiare questa dimensione, si sono imposte all’attenzione di un pubblico inedito, coinvolgendo in modo diretto un insieme di persone sempre nuovo e in movimento.
Questo processo d’inserimento dell’opera all’interno degli spazi urbani e il carattere delle relazioni che essa stabilisce con chi ne fruisce, comporta una serie di riflessioni, tra cui la necessità di un dialogo con il luogo scelto e la sua complessità, e la reazione/azione degli spettatori con il suo consequenziale impatto sociale.

Plegados Itinerantes

Lo spazio urbano è un display sofisticato, uno spazio di relazione dove le architetture possono fare da quinta scenografica a molte rappresentazioni, diventando così un amplificatore di eventi e nuove tendenze. Bisogna iniziare a pensare che il paesaggio urbano non può essere qualcosa di statico, semplicemente legato alla memoria, perchè così non è mai stato. La memoria e la storia vanno certamente salvaguardate, ma le installazioni hanno il compito di ribadire come lo spazio urbano sia in fin dei conti effimero per natura. È anche vero che il pubblico spesso subisce il messaggio inconsapevolmente ed è proprio per questo che è necessario che lo spettatore si faccia più accorto, acquisendo una sua struttura di giudizio e una maggior consapevolezza del suo ruolo attivo e non passivo.

Plegados Itinerantes – scuola –

Installazioni come Plegados Itinerantes forniscono una nuova concezione dell‘arte contemporanea, vista come segnale di rinnovamento, di aggiornamento degli spazi cittadini, un tramite essenziale per comunicare col pubblico, destare l’attenzione dello spettatore e uno strumento per incoraggiare la smarrita partecipazione della cittadinanza.

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

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