L’eroe e l’uomo: la poetica e il pensiero di Ernest Hemingway

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Premio Nobel per la letteratura (1954) con il romanzo Il vecchio e il mare, Ernest Hemingway (Oak Park, 21 luglio 1899 – Ketchum, 2 luglio 1961) ha rappresentato e tuttora rappresenta una pietra miliare per la letteratura contemporanea mondiale. Protagonista di una vita intensa caratterizzata da due guerre vissute in prima persona come corrispondente, numerosi viaggi e sport estremi, l’autore americano vanta una produzione letteraria di racconti, poesie e romanzi ampia e di grande successo i cui soggetti continuano a ispirare diversi registi nella produzione cinematografica.

Ernest Hemingway
Ernest Hemingway

La movimentata vita di Ernest Hemingway si rispecchia appieno nei suoi testi nei quali emergono sentimenti come l’insoddisfazione, l’intento di andare oltre i propri limiti, di affrontare sfide sempre più grandi, ma anche rapporti sentimentali e legami familiari labili, precari e caratterizzati spesso dalla solitudine.

Hemingway fa parte degli autori della cosiddetta Lost Generation (generazione perduta), appellativo che sta ad indicare quella cerchia di scrittori americani rifugiatisi a Parigi negli anni Venti che raggiunse la maggiore età durante la Grande Guerra. Stanchi e delusi da false promesse non realizzate, persone come Hemingway, Scott Fitzgerald, John Steinbeck, Henry Miller, Ezra Pound si rifugiano a Parigi, polo di attrazione per giovani artisti e culla di idee e stili di vita rivoluzionari e libertini. Qui i giovani americani, e non solo, frequentano Rue de Fleurus 27, residenza della famosa Gertrude Stein che per prima li aveva appellati come perduti. Nella fervente atmosfera culturale parigina, idee, pensieri, stili di vita si fondono, si confondono, si contaminano per diventare le eccezionali opere che la letteratura ha ereditato e che ancora oggi appassionano e raccontano dell’uomo.

Addio alle armi (1929), Verdi colline d’Africa (1935), Per chi suona la campana (1940), Di là dal fiume e tra gli alberi (1950) e Il vecchio e il mare (1952) sono solo alcuni dei più noti titoli dei romanzi di Hemingway in cui gli aspetti peculiari dell’animo dello scrittore si confondono con i tratti specifici dei vari protagonisti. La presa di consapevolezza dell’autore della vita come continua sfida contro se stessi in un mondo senza senso, a seguito del suicidio del padre nel 1928, si estrinseca nella figura dell’eroe stoico in lotta tra il bene e il male, tra il coraggio e la codardia, e in lotta contro la natura nei confronti della quale risulta spesso impotente.

L'eroe e l'uomo: la poetica e il pensiero di Ernest Hemingway

Un esempio per eccellenza è Santiago, il protagonista de Il vecchio e il mare: il vecchio pescatore ostinatamente ogni giorno decide di affrontare il mare pur non riuscendo a pescare nulla da ormai 84 giorni. Ciò nonostante, l’indomani  Santiago si inoltra nelle acque da solo e finalmente riesce ad agganciare un pesce, di dimensioni paragonabili alla barca, che lo trascina alla deriva per tre giorni e tre notti. Alla fine il pescatore riesce a uccidere la sua preda che, nel trasporto verso il porto, viene divorata dagli squali; ne resterà solo la grande carcassa.

È la storia di un uomo e dei propri sogni e, come tutte le storie che parlano di sogni, anche questa racconta di conseguenza dei limiti degli esseri umani. Santiago è solo e in difficoltà, ma ha fatto della solitudine il suo punto di forza: vecchio e ormai stanco si avventura in mare. Non è un eroe giovane e nel pieno delle forze pronto a sfidare gli ostacoli, bensì  un eroe con le rughe il cui successo non sta nell’aver pescato una grande preda (della quale, appunto, non rimane che una carcassa), bensì nell’aver superato i propri limiti e accettato la sconfitta, la resa nei confronti della natura.

Santiago combatte contro un grande avversario di cui non conosce l’aspetto: sa bene che è grande, forte e potente, ma non lo vede. Si tratta di un’immagine molto eloquente che incarna l’idea, attualissima, di lotta contro quei “mali invisibili” di cui non si conoscono le forme, ma di cui si percepiscono gli effetti e nei quali è racchiusa gran parte del malessere e della voglia di ricerca tipica dell’uomo moderno.

L'eroe e l'uomo: la poetica e il pensiero di Ernest Hemingway

Leggere Hemingway oggi porta il lettore a riflettere proprio su questo concetto: nell’era dell’apparenza dove tutto è successo, dove la debolezza è bandita e conta solo sembrare forti e sicuri di sé, confrontarsi con esperienze apparentemente di fallimento, ma in realtà ricche di umanità aiuterebbe di sicuro a rivalutare la scala di valori e la vera importanza delle cose. Perché si teme il fallimento? Che ruolo diamo alla sconfitta, qual è la sua parte positiva  e cosa significano effettivamente i limiti?

Ernest Hemingway offre degli ottimi suggerimenti e spunti di riflessione per la mente aperta che saprà coglierli.

L’uomo non è fatto per la sconfitta. Un uomo può essere distrutto, ma non può essere sconfitto.

Lisa di Iasio per MIfacciodiCultura

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