L’ultimo respiro del corvo: il thriller che rivela l’assassinio di Caravaggio

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Uno dei libri più avvincenti di questa estate 2019 è senza dubbio L’ultimo respiro del corvo edito da Skira. Il romanzo, ha come protagonista un curioso curatore d’arte, Dante Hoffman, il cardinale Bargero, discendente di Scipione Borghese, potente -e sinistra- figura ecclesiastica coinvolta in loschi affari riguardanti il Papato durante il XVII secolo, e Baucher, mercante d’arte parigino anch’egli coinvolto in traffici poco chiari e trasparenti. Questi almeno sono i protagonisti “in carne ed ossa” dell’avvincente thriller, ma il protagonista vero ed indiscusso è lui: Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. O meglio il mistero che ruota attorno alla sua morte, avvenuta                    -storicamente- il 18 luglio 1610 sulle spiagge di Porto Ercole.

Il Thriller edito da Skira, L’ultimo respiro del corvo

Il libro vuole restituire una nuova verità riguardo alla fine di una delle figure più importanti e tormentate della storia dell’arte, unendo fatti storici realmente avvenuti, ad elementi tratti dalla libera fantasia degli autori, che però trae spunto da fatti di cronaca quotidiana (come il tema dei furti di opere e del traffico di falsi che caratterizza sempre di più il mercato dell’arte attuale).

Il ritratto del tormentato artista Caravaggio

La personalità del Caravaggio qui delineata è perfettamente in linea con il personaggio che abbiamo imparato a conoscere sui libri di storia dell’arte: irascibile, orgoglioso, frequentatore dei bassi fondi e dei soggetti più abbietti, indomabile e passionale amante. Non mancano, disseminati tra i capitoli, scene di eros ed episodi curiosi come quelli legati alla scoperta della disciplina alchemica, tipo di sapere occulto nato ufficialmente nel XIII secolo, di cui troveremo essere sorprendentemente appassionati esponenti di spicco del Vaticano, che (almeno in teoria) dovrebbero ritenere abominevole tutto ciò che ha a che fare con la magia (nera), la chimica, la cosmologia e la ritualità.

Caravaggio, (ed anche questa è una verità storica) aveva passato l’ultimo periodo della sua vita scappando da Roma, per sfuggire alla condanna a morte che lo aveva colpito nel 1606 per essere stato coinvolto in un omicidio; da quel momento, grazie alla sua bravura ed alla sua fama che lo aveva portato -nonostante tutto- ad essere protetto ed aiutato da potenti figure ecclesiastiche, primo fra tutti il Cardinal Del Monte, di cui l’artista è stato inizialmente amante, Caravaggio ha passato la sua vita in fuga, scappando prima a Napoli, poi a Malta, a Siracusa e Messina per poi giungere, dopo un breve ritorno a Napoli, sulle spiagge toscane dove è spirato.

Le cause della morte del genio milanese non sono mai state accertate, ma sono sempre state fatte ipotesi di origine naturale (come sifilide, influenza, febbre nera): per la prima volta, nel romanzo Il respiro del corvo, si parla di assassinio. E ci sarebbero anche le prove.

Le prove si nasconderebbero nella tela che l’artista ha dipinto per ultima,poco prima di morire: Il martirio di Sant’Orsola. I colori cupi e freddi, l’atmosfera lugubre, la quasi totale mancanza di quella luce che tanto ha contraddistinto lo stile del maestro, sembrerebbero davvero suggerire la volontà da parte del Caravaggio di sottolineare la natura sinistra dell’opera, come a voler trasmettere attraverso questi elementi stilistici un messaggio subliminale. Ed il fatto che l’opera sia stata rubata proprio la sera dell’inaugurazione della mostra curata da Hoffman, (qui realtà e finzione letteraria si mischiano) la dice lunga sulla sua possibile natura rivelatrice, in grado di far tremare qualcuno di (evidentemente) molto potente. Ma chi?

Opera di Caravaggio Ritratto di una cortigiana: la donna è Filiade, nobildonna senese, amante dell’artista

Il libro è veramente avvincente, si legge in modo molto scorrevole e soprattutto offre la possibilità di “acculturarsi” su pressochè tutte le opere di Caravaggio. Si consiglia di tenersi il telefono vicino durante la lettura, per poter andare a vedere ogni opera menzionata, e scorgerne dettagli o significati fino ad ora ignorati. Complimenti agli autori Silvia Brena e Lucio Salvini.

Ilenia Carbonara per MIfacciodicultura

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