L’orrore di Bibbiano, l’inchiesta Angeli e Demoni: la banalità del male ci invade ancora una volta

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Abbiamo letto un po’ di tutto, riguardo all’inchiesta Angeli e Demoni, avviata dalla Procura di Reggio Emilia, autoinfliggendoci una serie di sensazioni che vanno dall’orrore puro al disgusto. Quest’ultimo, causato sia dai fatti in sé, che dalle reazioni ed esternazioni di coloro i quali non hanno mancato di cogliere l’occasione per strumentalizzare i fatti in chiave razzista-omofoba o politica (quantunque le due cose, ormai, siano pressoché sovrapponibili).

L’Italia è una repubblica fondata sul benaltrismo, ossia nel linguaggio giornalistico, o meglio ancora nel linguaggio della sociologia della neolingua, l’atteggiamento di chi elude un problema sostenendo che ce ne sono altri, più gravi, da affrontare. Corollario di tale deprecabile fenomeno, la cecità selettiva: ossia, quella negazione della realtà per cui non si parla, abbastanza o affatto, delle questioni oggetto di benaltrismo. Con Angeli e Demoni abbiamo assistito a tutto questo dispiegamento di strumentalizzazioni, stratagemmi per ottenere ragione che scimmiottano Schopenhauer, il tutto ovviamente condito da fake news vere e proprie.

Per quanto sia pleonastico dirlo, non riusciamo a pensare a nulla di più squallido, cinico e crudele dei fatti contestati ai soggetti di Angeli e Demoni: bambini portati via alle famiglie sulla base di denunce di maltrattamenti fasulle, create ad arte, false testimonianze indotte da plagio e torture fisiche e psicologiche. Il tutto a fini di mero lucro, per incrementare il giro d’affari di una Onlus coinvolta, arrivando ad affidi illegali.

Anche di fronte alle tragedie c’è chi non si vergogna di strumentalizzare

Ciò premesso, in una situazione così aberrante non c’entra la politica, sebbene vi possano essere coinvolti attori dell’attuale scena politica: ma la Politica, nel senso più ampio e nobile del termine, in uno scenario del genere, non ha posto. Allo stesso modo, non hanno senso considerazioni, per lo più basata su notizie fasulle, circa complottismi LGBT e “gender” in generale”. E ad essere individui con anche solo un residuo minimo di senso della decenza, andrebbe rimossa ogni e qualsivoglia considerazione sul fatto che di questi bambini non si parla, innalzando strali colmi di indignazione su un presunto silenzio colpevole. Altrimenti detto, è vergognoso che si sfrutti questa ghiotta occasione ad alto impatto emotivo, appunto in una sorta di distorto benaltrismo, per lamentare con finalità squisitamente politiche e personalistiche che “non se ne parla”.

Perché semplicemente non è vero; basta voler vedere, e si scopre che se ne parla. Addirittura da tanto, troppo tempo; perché questa aberrazione oggetto dell’inchiesta Angeli e Demoni affonda le sue radici lontano nel tempo, e fatti simili sono già stati ampiamente portati alla luce, per esempio da Pablo Trincia nella sua inchiesta Veleno (libro e inchiesta radiofonica), che si occupa di situazioni analoghe  ma risalenti anche a oltre vent’anni or sono, e perché se ne parla nei tempi e nei modi consentiti. E forse addirittura troppo.

Perché, quando diciamo “consentiti”, non ci riferiamo a censure di alcuna sorta: parliamo altresì di doveroso segreto istruttorio ad un lato, e di diritto alla riservatezza dall’altro. A tutela dei soggetti deboli della vicenda, famiglie e bambini: che non potranno sottrarsi ad un trauma mostruoso ed indelebile, ma che proprio per questo vanno esposte alla pubblica morbosità il meno possibile.

Cari ipocriti, carissimi analfabeti funzionali e soggetti affetti da Dunning-Kruger, ben sappiano che vi è difficile non strumentalizzare ogni cosa da un lato, e distinguere la valenza intrinseca di fatti azioni persone dall’altro; ma quanto emerso finora dall’inchiesta Angeli e Demoni non ha assolutamente la stessa valenza delle relazioni sessuali di una soubrettina o dei tiramenti emozionali di un calciatore. E va, o meglio andrebbe, trattato con la massima severità giudiziaria possibile, ma anche con  la minima esposizione mediatica. E con tutto il rispetto prioritario per le vittime.

Possiamo immaginare la ratio con cui la Procura abbia scelto il nome da attribuire all’inchiesta. In effetti, “demoni” si avvicina con buona approssimazione alla natura di chi possa progettare e commettere fatti come quelli contestati. In realtà, quello che va rilevata è la totale mancanza di empatia: premettendo di non aver titolo psichiatrico, vediamo soggetti simili come degli psicopatici puri, senza alcun sentimento umano né riconoscimento di alcun altro-da-sé; è evidente che un’associazione che ordisca simili trame deve essere composta da soggetti che non vedono negli altri nulla più che oggetti, mezzi per soddisfare le proprie pulsioni o esigenze: degli Eichmann, agghiaccianti nella banalità del loro male.

A ben guardare, non c’è proprio niente di nuovo. Le favole ci insegnano che, forse, i mostri possono essere sconfitti, ma Angeli e Demoni (ed i suoi corollari) ci mostra che per il momento sono ancora saldamente tra noi. 

 

Vieri Peroncini per MIfacciodiCultura

2 Commenti
  1. Orietta Santamaria dice

    E perchè non parlarne?Forse per non rivelare le losche trame di chi ha commesso simili nefandezze nei confronti di bambini e genitori disperati? Non erano i bambini che interessavano, i bambini erano solo mezzi per fare soldi e non se ne dovrebbe parlare! La massima pubblicità possibile per far svegliare chi avrebbe dovuto controllare e non lo ha fatto, magari perchè aveva interessi pecuniari. Non parlarne? Vergogna!

  2. Orietta Santamaria dice

    E si vergogni pure lei a dire che il silenzio è necessario per proteggere i bambini. Infatti in questi anni sono stati proprio tutelati dal silenzio, Basti pensare ai fatti della bassa modenese. Agghiaccianti. Persone rovinate per sempre bambini, genitori e nonni. E ci sono stati anche suicidi dei parenti, lo sa? Bella l cortina fumogena del silenzio, che è proprio utile, soprattutto ai torturatori. Altro che Mengele qui.

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