Guido Crepax: la poesia e l’erotismo innovatori del fumetto

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Guido Crepax,  pseudonimo di Guido Crepas, noto fumettista italiano, nasce a Milano il 15 luglio 1933.

Guido Crepax: la poesia e l'erotismo innovatori del fumetto

Nel 1957 inizia la sua attività nel settore pubblicitario grazie all’iniziativa di Luigi Morisetti che lo ingaggia per la campagna pubblicitaria della Shell: le sue immagini varranno all’azienda la Palma d’Oro della Pubblicità. Ranieri Carano e Giovanni Gandini lavorano nel frattempo al progetto di una rivista a fumetti, la cui uscita in edicola è prevista nell’aprile del 1965, intitolata Linus: si tratta di un omaggio ai Peanuts di Schultz, le cui strisce costituiranno negli anni successivi il pilastro portante del giornale.

Crepax aderisce all’iniziativa fin dal secondo numero e vi pubblica La curva di Lesmo, che ha come protagonista Philip Rembrandt, un critico d’arte dagli strani poteri noto anche col nome di Neutron. Valentina però già esisteva nella testa di Crepax, e a breve farà la sua comparsa sulle tavole di questo fumetto come fidanzata di Rembrandt. Nonostante il successo del personaggio, Crepax non rinuncia all’illustrazione pubblicitaria, tant’è che l’attività di copertinista si intensifica e si differenzia oltre che in LP, anche in libri e riviste varie. Per Corto Maltese pubblica sin dal primo numero una trasposizione abbastanza fedele del Conte Dracula di Bram Stoker, e con Dr Jekyll e Mr Hide nel 1987 adatta il famoso romanzo di Robert Louis Stevenson. Si cimenta anche con il romanzo di Henry James Giro di vite e nel 1999 ha adattato anche Il processo di Franz Kafka.

Nota è la tendenza di Guido Crepax a replicare i propri personaggi femminili: Valentina verrà clonata all’infinito nelle varie Belinda (1967), Bianca (1968) e Anita (1971), tutte accomunate dalla loro sostanza creativa.

Ma prendendo piede proprio dalla principale eroina del fumettista, Valentina, determiniamo i tratti fondamentali della poetica di Crepax. Sulla base di un leitmotiv erotico, entro cui si alternano elementi onirici, avventurosi, fantastici e fantascientifici, sono strutturate le vicende alla base delle storie di Valentina: lei è un’ambiziosa fotografa di moda e Philip Rembrandt, noto critico d’arte sotto cui si cela Neutron, un alter ego dotato di poteri medianici. Poche indicazioni e si possono dedurre alcune delle tematiche fondamentali della serie: l’emancipazione femminile, la rivoluzione sessuale simboleggiate da Valentina e le incursioni nella fantasia e nel soprannaturale suggerite dalla duplice figura di Rembrandt-Neutron.

Guido Crepax: la poesia e l'erotismo innovatori del fumettoTra le righe di un registro fondamentalmente erotico si insinua un’atmosfera onirica che ricopre ogni storia e determina a sua volta una narrazione oscillante tra realtà e finzione. Palesi sono i riferimenti al mondo dell’arte, della fotografia e della moda: infatti la figura stessa di Valentina, ricalca la fisionomia di Louise Brooks, celebre interprete della Lulu di Pabst.

Crepax, fumettista puro, non trova il segno della sua nascita artistica e stilistica nell’ambito del cinema, piuttosto in un campo propriamente grafico: basti considerare l’influsso esercitato dai fumetti e principalmente dai fumetti americani o le similitudini con le illustrazioni dei disegnatori erotici attivi in Francia agli inizi del Novecento, come Le Rallic o Renè Giffey, autori di un erotismo raffinato e cordiale. Essendo lui un autore colto, riporta nelle sue tavole note prese in prestito dalla grande pittura, come quella di Gustav Klimt.

Come Klimt anche Crepax si perde in una rappresentazione ricca e minuziosa, che nel suo caso cade tutta nel ricamo degli indumenti intimi: Crepax condivide con Klimt anche la propensione per l’anatomia femminile, passione che nel maestro viennese si può riconoscere da un rapido esame degli studi per i suoi nudi femminili. Ma l’aspetto che lega Crepax a Klimt sta nell’allungamento in direzione verticale a cui viene sottoposta la figura umana nelle rispettive opere: infatti il corpo sinuoso e longilineo di Valentina è posto, il più delle volte, a occupare gran parte della tavola, così come avviene in celebri quadri di Klimt (si guardi a Danae o Giuditta II).

L’originalità di Guido Crepax non sta nel tratto, quanto nell’organizzazione della tavole, reinventando la sintassi del fumetto.

Guido Crepax: la poesia e l'erotismo innovatori del fumettoCrepax è unico nel rielaborare da zero la struttura della tavola: l’uso delle inquadrature, la logica di unione tra una vignetta e l’altra, la disposizione dei balloons, ridefiniscono la lettura dell’intero fumetto, quadrature”, che non si ripetono mai esattamente uguali, sempre dispari o asimmetriche, ci ricorda qualcuno? Il grande Piet Mondrian.

L’anatomia umana domina la scena delle singole vignette, traducendosi nella segmentazione dei corpi in piccole porzioni: seni, glutei, cosce, piedi, occhi vengono presentati dall’autore in modo assoluto, che li definisce e li rende elementi a sé stanti. Il feticismo di Crepax non si allontana tanto da quello presentato dalla Body Art, che proprio negli anni in cui nasceva Valentina (fine anni ’60, primi ’70), intendeva promuovere la liberazione del corpo umano in termini di esperienza estetica. I continui richiami alla musica, alla pittura, alla letteratura, al cinema, rendono questo autore noto per quello spessore culturale che non sempre viene riconosciuto a chi lavora nel campo della nona arte, portandolo nello spazio di una genialità colta ed esclusiva.

Guido Crepax muore a Milano il 31 luglio 2003.

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

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