Manca poco: il 16 e 17 luglio, l’eclissi di luna sarà visibile in tutta Italia

Da Shakespeare a Leopardi fino a Friedrich, in tanti hanno parlato della luna e della sua presenza

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Inizierà alle 18:42 del 16 luglio, e tra le ore 22:00 e le 23:00 la Luna verrà poco alla volta oscurata dall’ombra della Terra. Entro le 23:30, il satellite sarà visibile da tutta Italia: dapprima assumerà una colorazione rossastra, per poi venire gradualmente ricoperta dalla sagoma terrestre. Alle 00:59 del giorno successivo, sarà possibile assistere all’ultima fase dell’eclissi. Ma cos’è che attrae tanto l’uomo, quale meccanismo più o meno consapevole attira l’attenzione verso la Luna, che tanto spesso è al centro dei pensieri, delle canzoni, oltre che di alcuni progetti concreti (uno tra tutti, quello ideato dalla Piscina Cozzi che allestì una luna dalle medesime fisionomie di quella reale)?

O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l’anno, sovra questo colle
Io venia pien d’angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, nè cangia stile,
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l’etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso,
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l’affanno duri! (Giacomo Leopardi, “Alla luna”, 1820)

Renè Magritte, “La pagina bianca”, 1967

Era il 1820, e Giacomo Leopardi scrisse una delle liriche più celeberrsime dei Canti. Probabilmente in quel di Recanati, lo scrittore si rivolge alla luna, in uno scenario ormai dedito alla notte e alle sue ombrose ricordanze. Il tempo cambia, scorre, si modifica eppure vi sono degli elementi costanti, che nella mente umana s’avvinghiano come punti focali di certezze ed affettive dichiarazioni, paragonabili a quegli archetipi stabilmente presenti e talvonta non consapevoli nell’inconscio collettivo teorizzato da Jung. La luna è uno di questi, e ricompare costantemente sia nella vita- e nella vista- delle singole persone, le quali come Leopardi si recano a farle visita in differenti momenti dell’esistenza.

Caspar David Friedrich, “Un uomo e una donna davanti alla luna”, 1820

Altri esempi sono i quadri d’epoca tipicamente romantica, in cui i paesaggi all’ombra lunare come quelli di Caspar David Friedrich– siano essi mari notturni o frondosi boschi in preda ai tuoni con lampi simili alle fisionomie di scheletri brillanti- rimangono una costante a cui l’uomo ricorre. La Luna è da sempre, e così sarà per sempre, la compagna cullatrice dei desideri di Giulietta e delle indicibili parole della notte precedente la battaglia, che l’animo umano necessita di confidare; è una presenza bella, elegantemente vestita di bianco, e quanto alle volte capita di osservarla adornata di vermiglio e di seguito di un nero pervasivo, non si può perdere l’occasione. 

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

 

 

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