Diari immaginari – Emilie Flöge, musa e amante di Gustav Klimt

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Questa rubrica tenterà di dare delle risposte al silenzio che la storia per tanto tempo ha gettato sulle muse, mogli, amanti di grandi personalità. Tuttavia, per prendere le distanze dalla “Storia dei Manuali”, cercheremo di far rivivere la “Storia delle donne” attraverso la voce delle protagoniste, immaginando e facendo nostra la loro vicenda umana. Ora, aprite il diario, e tra le righe dei pensieri entrate nell’animo di chi ha fatto la storia in silenzio. Oggi tocca ad Emilie Flöge.

Emilie Flöge e Klimt in barca sull’Attersee in una foto d’epoca

Che bella giornata, Zio Gustav. Quando stamattina sei venuto a casa proponendo questa gita in barca all’Attersee, ho avuto molta difficoltà a contenere il mio immenso entusiasmo. Ogni volta che veniamo al lago, mi viene da sorridere: prima che ti ci portassi io, non ne immaginavi nemmeno l’esistenza… ora le sue sfumature ondose, i giardini fioriti e i filari arborei sulle sponde sono, insieme al corpo femminile, i tuoi soggetti preferiti. Fiori, corpi e geometrie. Come nei miei abiti, d’altronde. Ho sempre immaginato il corpo umano avvolto da forme che avevano in sé qualcosa di naturale e primitivo, ma al contempo regale e raffinato. Senza il tuo sostegno non penso che avrei mai osato proporre all’alta società viennese le mie idee stravaganti: abiti femminili senza corpetto, forme a campana, tessuti leggeri… e pensare che ora le nobildonne affollano il mio atelier richiedendo capi sempre più particolari. Zio… lo senti il vento? Come entra nei nostri abiti larghi e ci accarezza la pelle, mentre il lago abbraccia la barca con le sue braccia ondose. Ed io vorrei abbracciare te in questo momento, vorrei che fossimo avvinghiati come nel tuo bel quadro… tra tutto l’oro come sempre spicca la mia chioma rossa, sei proprio ossessionato dai miei capelli, anzi oserei dire che sei ossessionato da tutte le chiome femminili. Adori la loro morbidezza e la loro sensualità, ma sappiamo entrambi che i miei sono speciali e ti piacciono più di tutti.

Il Bacio, 1907-1908

«Rossi e indomabili come il fuoco» mi hai sussurrato una volta nell’orecchio, mentre li facevi scivolare tra le tue mani. Sono la tua Madonna rossa, la tua ispirazione raffaellita. Sono la tua pace e il tuo desiderio. Sono la tua normalità e la tua arte. Per questo mi hai rappresentata come un’icona ingioiellata, un mosaico blu e bidimensionale da cui emerge il mio viso voglioso e la sua corona fulva. Quel quadro è troppo rivoluzionario, alla mamma non è piaciuto sai? Di solito lo tiene nascosto in soffitta, lo appende in salotto solo quando ci vieni a trovare per farti piacere. Per lei sei pur sempre il fratello di suo cognato, lo zio acquisito. Se sapesse… se tutti sapessero. E se tu volessi riconoscere la tua malattia, la tua paura d’amare. So bene come fingi a te stesso di essere un giocoliere in amore, di quante donne seduci per convincerti di ciò, ma sappiamo entrambi che è solo un modo per nasconderti, per fuggire dall’Amore vero ed eterno. Odi le cornici per i tuoi quadri, odi incorniciare l’Amore in un’unica forma. Eppure eccoci qui, come in un quadro, due figure su una barca nell’azzurro. Chi osserva la nostra tela cosa potrebbe pensare? Sono parenti? Sono amici? Sono amanti?

Ritratto di Emilie Flöge, 1902

Nei dipinti ognuno è colpito da quei dettagli che suscitano nell’animo un’emozione improvvisa. Io, in questo nostro quadro vivente, mi soffermo ad osservare le radici acquatiche dei Salici ripariali, creature che racchiudono l’equilibrio dell’Universo: penetrano nelle acque del lago, afferrano il terreno, s’innalzano verso il cielo. Come il salice che con i suoi rami lega gli elementi naturali, così l’Albero della Vita porterà noi, fragili estremità dei suoi rami intrecciati, a ricongiungerci in un unico punto.

Emilie Louise Flöge (1874-1952) fu una stilista austriaca, ideatrice del Rational dress style promosso dal movimento femminista e caratterizzato da forme morbide e tessuti confortevoli. Nel 1891 sua sorella Helene sposò Ernst, il fratello di Gustav Klimt. Da quel momento Gustav divenne un frequente ospite della famiglia Flöge ed instaurò un rapporto di grande affetto con la giovane ed aggraziata Emilie. Presto la ragazza ne divenne la musa e amante. A lei Klimt dedicò un celebre ritratto, e nel famosissimo Bacio le due figure sarebbero proprio Gustav ed Emilie.  Nonostante il forte legame di amore e stima che li legò per tutta la vita, non si sposarono mai, soprattutto per la volontà del pittore di non instaurare alcun legame sentimentale forte. Dopo la morte di Klimt, Emilie creò nella propria abitazione una Stanza di Klimt in cui conservò il cavalletto, alcuni abiti e innumerevoli disegni del suo amato.

L’articolo è liberamente ispirato alla vita della protagonista.

Chiara Di Giambattista per MIfacciodiCultura

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