Ernő Rubik: buon compleanno all’inventore del cubo magico

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Ernő Rubik: buon compleanno all’inventore del cubo magico

Erno Rubik: buon compleanno all'inventore del cubo magicoI rompicapi sono stati il filo conduttore di una vita, ovvero quella di Ernő Rubik: nato il 13 luglio 1944, architetto ungherese, Rubik è conosciuto principalmente per il suo “cubo magico“. L’idea del cubo, la cui prima apparizione risale al 1974, è nata da una semplice necessità: Erno, in quanto professore, cercava un modello per spiegare ai propri alunni la geometria tridimensionale. Lo stesso inventore ci impiega un mese per risolvere il cubo, senza avere la minima idea che quello sforzo sarebbe stato ripetuto in seguito da milioni di persone.

Lo scopo del cubo è stato definito da Rubik: sforzare, allenare, sfidare la mente umana; metterle un ostacolo che sembra invalicabile e incalzarla sino alla soluzione. La forma classica del cubo è quella 3 x 3 x 3, con 54 quadratini in sei diversi colori, affiancata in seguito da altri formati, ad esempio il 5 x 5 x 5 e il 2 x 2 x 2.

La prima enorme diffusione del cubo si è avuta negli anni Ottanta. Con il boom del digitale, negli anni Duemila, il cubo è tornato tra i giochi solitari in assoluto più praticati: il web ha permesso la connessione tra giocatori di diverse parti del mondo, con scambi di nuove teorie e tecniche di risoluzione. Oggi si possono trovare numerosi tutorial su Youtube, che guidano il giocatore mossa per mossa verso la soluzione. La Word Cube Association organizza gare di speedcubing (risoluzione del cubo nel minor tempo possibile) in tutto il mondo, con variabili che prevedono l’uso dei piedi, la risoluzione da bendati, l’uso di cubi in formati diversi. Attualmente il record per la risoluzione del cubo 3 x 3 x 3 è di 5,5 secondi. Il numero minimo di mosse, dopo studi matematici portati avanti da ricercatori, ingegneri e docenti universitari, è stato fissato a 20.

Erno Rubik: buon compleanno all'inventore del cubo magicoEsiste un’arte intrinseca al cubo: oltre alla soluzione, sono state individuate altre combinazioni frequentemente ricercate. Esse prevedono simmetrie particolari o figure geometriche definite; le più intuitive sono la composizione “a scacchiera” o lo scambio dei centri. Altro risvolto artistico, il meccanismo del cubo è stato di ispirazione a coloro che si riconoscono nel Rubik Cubism. Le opere di tali artisti si ottengono dall’affiancamento di più cubi, le cui combinazioni di colori portano a riproduzioni sorprendenti di opere d’arte.

Un gioco matematico che trova, nella mente del suo inventore, implicazioni filosofiche e addirittura esistenziali:

Al principio pensi che l’unica maniera per ricomporre il cubo sia tornare sui passi compiuti, ma non è così: il traguardo è uno solo, ma le vie per arrivarci sono infinite, e questo è il fascino della vita: avere il coraggio di esplorare l’ignoto.

Tra le 43 252 003 274 489 856 000 combinazioni possibili, il cubo 3 x 3 x 3 ne prevede soltanto una corretta: Rubik vuole mostrare che è sempre possibile trovare una soluzione, anche nel bel mezzo di situazioni che sono apparentemente irrisolvibili.

Se sei curioso, troverai le sfide intorno a te. Se sei determinato, riuscirai a risolverle.

Chiara Vitali per MIfacciodiCultura

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