48 DONNE che hanno cambiato il mondo, dizionaria narrativa al femminile

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48 DONNE che hanno cambiato il mondo, di Antonello Chichiricco, si presenta al lettore non come una classica antologia di storie al femminile, neppure vuole essere il ricordo di donne, ma come afferma l’autore «una “dizionaria” narrativa della femminilità tutta sentimento pulsivo ad essere, ontologicamente inteso.»

Janis Joplin, (Port Arthur, 19 gennaio 1943 – Los Angeles, 4 ottobre 1970)

Le quarantotto protagoniste di questo scritto sono accomunate da un veemente sentimento come vulcano di passione. Passione indomita contro i soprusi millenari di una società fallocratica, passione impetuosa per i diritti civili, passione tenace per l’arte, la divulgazione culturale e scientifica, passione folle prodigata per la persona amata, passione delirante per una causa demoniaco-religiosa, passione consacrata all’educazione dei figli, esempio di lealtà devozione e altruismo. Quarantotto appassionate e appassionanti donne, dall’antichità ai giorni nostri, nate in sedici Paesi diversi, cittadine del mondo che rappresentano un modello di paragone per alcuni, un riferimento per altri, che hanno ispirato profonde riflessioni critiche, portando a rivedere convinzioni e preconcetti (solo per citarne alcune: Janis Joplin, Billie Holiday, Anna Magnani, Alfonsina Storni,Beatrice Cenci, Alice Del Ferry Dunks, Ottavia e Agrippina, Jeanne Hébuterne, Rita Hayworth). Di certo in maniera fra loro diversa, queste donne, come molte altre, hanno apportato e stanno apportando un sofferto, progressivo miglioramento qualitativo nella società umana. «È lunga la strada per raggiungere non la parità, che è un assurdo, ma la sicurezza di sé. Trovo che noi donne non siamo poi tanto certe del nostro punto di vista. Quello che manca ancora sono le autrici, in tutti i campi, nel cinema, nella letteratura. Esiste ancora una grande disparità perché il mondo è pensato sul maschile, che è un po’ un ossimoro perché gli uomini non è che pensino tanto. Eppure, non appena una donna raggiunge una posizione di potere, la si accusa di adeguarsi ai modelli maschili. Perché quelli sono gli unici modelli disponibili. Finché non saremo noi a proporre un altro modo di raccontare il mondo e quindi di riderne non ce la faremo.» Lella Costa, attrice, scrittrice e doppiatrice italiana.

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Anna Magnani (Roma, 7 marzo 1908 – Roma, 26 settembre 1973)

48 DONNE che hanno cambiato il mondo, è il racconto di cuori, di amori non tanto romanzati e smielati quanto messaggi di una capacità, tutta e solo al femminile, di amare il mondo nella sua complessità, demolendone la maschera dell’ipocrisia. I cuori di donna narrati nel libro non intendono riportare alla mente le gesta eroiche di chi si è immolato per amore o per una passione, ma l’essere amore in ogni respiro, in ogni gesto, in ogni suono di cielo e in ogni goccia di sangue. Sono cuori rabbuiati, accoglienti, gioiosi, arrabbiati, luminosi, cuori ribelli, cuori che hanno smarrito la via, cuori che l’hanno ritrovata, cuori vincenti, cuori perdenti ma…cuori. Quarantotto donne normali, non eroine o sante laiche. Nessuna è donna come figura; è l’insieme delle sfumature che si determinano dalla capacità di accostare anima e cuore alla pelle del mondo. Molte di queste donne hanno avuto una vita difficile, fatta di rinunce, di povertà. Questo non vuol dire che solo soffrendo da bambine si possa nella vita adulta maturare dei grandi cuori e meno ancora che le bambine nate e cresciute in condizioni più fortunate si siano poi rivelate gusci vuoti incapaci di comprendere il dolore o di provarlo, o anche di arrendersi a questo mutando la sostanza dei propri sentimenti. Non è per dire, ma le donne dispongono di una percezione dell’essere e una intelligenza emotiva superiore all’uomo, lo dimostra il fatto che nella storia, come nel nostro presente il tempo sia delle donne. In una società dove l’uomo è ancora l’essere primo, ci sono donne che hanno risposto alla schiavitù di un amore insano con l’abbandono ricevendo in cambio la morte.

Jeanne Hebuterne (Meaux, 6 aprile 1898 – Parigi, 26 gennaio 1920

Nella vita reale le donne vittime di molestie sessuali o di stupri molto spesso vivono l’esperienza con vergogna, come se la colpa fosse loro. Spesso sono le stesse donne che partecipano attivamente al dominio che subiscono, costruendo scuse: «Non lo farà più!», «Era arrabbiato…», «…però mi ama…», un uomo che PRATICA violenza fisica o psicologica non ama e mai amerà quella donna, ha solo la necessità di rivendicare in qualche maniera il suo essere, in fondo misero e deprimente. E queste relazioni di dipendenza reciproca rendono la denuncia del potere maschile estremamente complicata. Il conflitto uomo donna è sentito come sfida eterna, un gioco dove la forza bruta e l’imporre la propria voce rappresentano le sole regole, dove non c’è spazio per l’affettività sana, l’accettazione e l’adeguamento maschile. Si potrebbero intendere queste parole come un fare femminismo spicciolo, ma a disfare l’idea è il libro stesso: scritto da un uomo, che ha percepito il tamburo del cuore femminile non come assordante rumore, ma soave suono. 48 DONNE che hanno cambiato il mondo offre la possibilità di viaggiare tra le pieghe della nostra contemporaneità, attraverso il discorso sensibile di vita delle protagoniste, biografie di pura emozione.

«Per i grandi cuori che muoiono nel corpo ma che continuano a battere nel respiro della notte, non ci sono canoni o bellezze regolari, armonie esteriori, ma tuoni e temporali devastanti che portano ad illuminare un fiore, nascosto, di struggente bellezza.» Frida Khalo

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

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