L’artista che ha trovato il colore dell’amore: Marc Chagall

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Marc Chagall (Vitebsk, 7 luglio 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 28 marzo 1985) è sicuramente uno dei pittori più amati del Novecento per il suo stile fantastico, surreale e fiabesco.

Marc Chagall (1965)

Una vita segnata da disgrazie e disavventure la sua, sin dal giorno della sua nascita, quando il suo villaggio, compresa la sinagoga, fu attaccato dai cosacchi. Inoltre la sua famiglia, ebrea, aveva già progettato per lui un futuro da buon contabile, ma il piccolo Chagall scoprì presto la sua indole artistica che gli avrebbe fatto prendere un altro percorso.

I primi insegnamenti di pittura li ricevette a Vitebsk nel 1906, ma ben presto si trasferì a San Pietroburgo, dove frequentò l’Accademia Russa di Belle Arti e conobbe artisti di varie scuole. Qui viveva in povertà, alla ricerca di cibo e condividendo il letto con un operaio, tanto che spesso dipingeva su tovaglie, lenzuola o pezzi di camicie da notte. Trovò una soluzione ai suoi problemi quando venne arrestato per poche settimane perché sprovvisto di documenti che gli dessero il permesso di soggiornare a San Pietroburgo: l’alloggio e il vitto sicuro della galera diedero all’artista il modo di potersi dedicare a disegnare in pace.

Marc Chagall, Il compleanno, 1915

La fervente Parigi, capitale dell’arte del XX secolo, richiamava tuttavia l’interesse di Chagall, che decise di entrare a far parte dell’affascinante comunità artistica di Montparnasse, dove conobbe Guillaume Apollinaire, Robert Delaunay e Fernand Léger. Egli tornava spesso a Vitebbsk, dove, all’età di 23 anni, conobbe la quindicenne Bella Rosenfeld, figlia di ricchi orefici ebrei e che sposò nel 1915.

L’artista visse durante i momenti più salienti della storia europea del Novecento: dalla rivoluzione russa, alla Prima guerra mondiale, al nazismo. Questo comportò anche numerosi e spesso dolorosi viaggi: l’addio alla Russia ed il trasferimento in Europa, poi la fuga dal nazismo verso gli Stati Uniti ed infine il ritorno nel Sud della Francia… Quella di Chagall è stata una vita lunga, piena e ricca di cambiamenti.

La produzione artistica del pittore bielorusso è stata certamente influenzata dalle esperienze vissute nella città d’origine, dall’amore profondo per Bella e dalle vicende terribili, come quella della guerra.

Forse vi chiederete perché ho dipinto capre e pesci che volano, violinisti con la faccia verde appollaiati sui tetti, case che galleggiano nel cielo a testa in giù, innamorati che volano sopra la città… Ho dipinto il mio mondo, la mia vita, quello che ho visto e quello che ho sognato: ho dipinto la mia Russia, la mia Vitebsk dove sono nato, il quartiere degli ebrei poveri dove sono cresciuto, così come lo vedevo quando ero ancora bambino, quando ancora mi chiamavo Moshe Sega. 

Marc Chagall

Marc Chagall, La passeggiata, 1917

La capacità che ha reso Marc Chagall un artista unico è stata quella di decodificare l’amore attraverso il colore, steso con pennellate in grado di trasmettere la passione, la tenerezza e la semplicità di questo sentimento. Osservando l’opera Il compleanno del 1915, si è rapiti dall’amore poetico espresso dal pittore: un ambiente domestico, sereno e lontano da ogni minaccia, in cui l’artista si solleva in aria e bacia Bella, che tra le mani tiene un mazzo di fiori. Una situazione che oscilla tra la quotidianità e la fantasia di un visionario: da un lato l’attenzione per i particolari dell’arredamento della camera, dall’altro l’assoluta assenza di forza di gravità, che rende leggeri i corpi degli amanti. Ma il dipinto che manifesta ancor di più la gioiosa tematica dell’amore, è La passeggiata del 1917, in cui, sullo sfondo del paesaggio di Vitebsk, la coppia di innamorati si tiene per mano e Bella si innalza magicamente verso l’alto come un angelo.

Questo mondo sottosopra  di Chagall  che  infonde serenità e leggerezza, lo ritroviamo nel famosissimo dipinto Sulla città del 1918 (immagine di copertina), in cui lui e la moglie, abbracciati sorvolano la città natia del pittore, lasciando il loro messaggio di libertà:

Scappiamo, sfuggiamo dagli affanni, dai pregiudizi, dalle fatiche che si nascondono tra un tetto e un altro, tra comignolo e finestre. Prendiamo il volo, io e te in questo cielo che ci ospiterà, noi sopra la città. Basta rimanere nel flusso sempre eterno e sempre lo stesso di convenzioni, di convinzioni, classiche interpretazioni della vita quotidiana, allontaniamoci, voliamo via da questa città se ci sta stretta, se è cambiata così tanto, tu fai un cenno, salutala, ti porto lontano, non pensare ad altro.

Marc Chagall

Marta Previti per MIfacciodiCultura

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