I grandi saggi – L’ egoismo è inutile. Elogio della gentilezza – da George Saunders un pamphlet sulla stupidità umana

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A vedere il volumetto, a vederne il titolo cioè, prima di tutti si pensa ad un libro di fantascienza fuori posto (di solito lo si trova vicino alla cassa). Poi si guarda meglio, acclarando così che trattasi di un saggio (veramente, una raccoltina di tre), così che il secondo pensiero riguarda lo stupore per il fatto che un’opera con un titolo simile non sia già nell’indice dei libri proscritti e le sue copie non siano state date tutte alle fiamme. Infine, ricordando che per ora un decreto sull’incenerimento dei libri scomodi non è ancora attivo, di solito lo si acquista: per intuito, o perché già si conosce l’autore George Saunders, un po’ perché la casa editrice Minimum Fax è una garanzia, ma soprattutto perché L’egoismo è inutile – elogio della gentilezza, è un gran bel titolo.

George Saunders

Ammettiamolo: noi, che in tempi di esaltazione della violenza, pensiamo che la gentilezza sia rivoluzionaria quanto la verità in tempi di menzogna, siamo mossi anche da una qual certa curiosità. Ossia, apparendo lapalissiano che l’egoismo sia inutile, dal desiderio di vedere come riuscirà l’autore ad argomentare in tal senso per settantadue pagine senza risultare ripetitivo. Ma Saunders, autore di racconti e romanzi, nonché saggista, argomenta benissimo in L’egoismo è inutile. Del resto, questi sono anche tempi in cui è necessario spiegare l’ovvio, no?

L’egoismo è inutile, quindi, è costituito da tre parti: un’intervista all’autore, un discorso tenuto ai laureandi della Syracuse University, ed un saggio che è un estratto dall’opera più nota di Saunders, ossia Il megafono spento. Cronache da un mondo troppo rumoroso: va da sé, i testi sono riferiti alla realtà statunitense, dal 2009 al 2013 circa. Ma proprio per questo le similitudini con la nostra realtà sono sorprendenti; o, se vogliamo, agghiaccianti.

In special modo, nella parte centrale, ossia quella tratta da L’uomo col megafono, che è una delle metafore più potenti degli ultimi decenni: che è una sorta di super-influencer (ugh!), portatore di un’influenza che non deriva dalla sua intelligenza, dall’esperienza o dalla capacità previsionale, e men che meno, non sia mai detto, dalla sua competenza linguistica o eloquenza. No, l’uomo col megafono è, semplicemente, onnipresente e urlante, con la conseguenza che la sua voce sovrasta tutte le altre, e la sua retorica diventa la retorica di riferimento. Il suo è un vero e proprio predominio. «Noi consideriamo il linguaggio un prodotto del pensiero, ma il pensiero è a sua volta un prodotto del linguaggio. E questa specie di logorroico, imponendo a viva forza il suo lessico rispetto agli ospiti, ha inciso sulla quantità e la qualità dei loro pensieri. In sostanza, ha imposto un tetto massimo di intelligenza».

È evidente, L’egoismo è inutile non parla soltanto di egoismo e gentilezza. Saunders tocca una quantità di aspetti della realtà sociale e politica di strettissima attualità: a suo onore, va detto che lo fa con uno stile piano, quasi colloquiale, diretto, ricco di esempi e scevro da fusarismi, con un lessico quasi quotidiana che non sminuisce assolutamente la profondità del pensiero. Certo, la semplicità è solo apparente, e comunque finalizzata ad una comunicazione ad ampio spettro.

Il macroriferimento politico che adotta Saunders in L’egoismo è inutile è la guerra in Afghanistan: ma il risultato è una riflessione generalizzata sulla comunicazione di massa, la propaganda, la ridondanza dell’informazione, le fake news, il condizionamento psicologico, il timore indotto ed il depauperamento delle facoltà mentali, individuali e collettive. Col risultato, ovvio, del rischio costante di una “impennata autoritaria”, come la definisce l’autore.

Nell’ora del pericolo, chi suona di continuo l’allarme della paranoia finirà per avere ragione. La voce che dà ragione a noi su tutta la linea e torno ai nostri nemici, la voce che allarga costantemente la nozione di “nemico”, ci libera dal peso di convivere con l’ambiguità». Parole di George Saunders, USA; 2003. Sembra di ravvisare qualche possibile parallelo con l’attualità italica, 2019; anche perché numerosissime sono le notazioni riferite al mondo dell’informazione: «In altre parole, l’informazione deficiente ha un costo, anche quando l’informazione deficiente viene data senza secondi fini».

Ma ogni altra considerazione rimossa, rimane anche un quadro sulla natura umana, da L’egoismo è inutile: un quadro che è tutt’altro che confortante, perché dipinge un panorama desolato. George Saunders, come si evince dalla parte più propriamente incentrata sui benefici della gentilezza e sull’intervista a tutto campo è fondamentalmente un ottimista. Dal canto nostro, complice il salto temporale di circa tre lustri, non riusciamo a non vedere con quieta disperazione una delle sue frasi più significative, con la quale concordiamo in toto, anche perché la vediamo in atto ogni giorno ed in aumento secondo curva esponenziale.

La natura umana non è tale che, date certe condizioni, la stupidità finisce per prevalere,

contagiando gli intelletti più brillanti, abbassando il livello di tutti?

 

Vieri Peroncini per MIfacciodiCultura

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