Sommarøy, l’isola della Norvegia che eliminerà il tempo

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Quali sono le realtà che possono fare a meno del tempo? Forse l’Isola che non c’è, magari lì l’orologio non esiste o comunque se ne può tranquillamente fare a meno. Ma bando alle storie, perchè misurare il tempo necessariamente scandagliandolo in 24 unità, che vengono denominate “ore”? Probabilmente perchè, dai tempi della Rivoluzione Francese un cui si stabilì di utilizzare il sistema metrico decimale come unico per la misurazione del tempo, si è avviata una ricerca di ordine comune. Ma, come si domanda Donald Norman ne La caffettiera del masochista, perchè proprio mantenere 24 unità?

A Sommarøy, situata a Nord del Circolo Polare Artico, i 300 abitanti hanno fornito una risposta: non importa più di tanto in quante ora si suddividano le giornate, che importanza puà avere se si trascorrono  meno di 70 giorni sotto lo scoppio giallo del sole e i restanti mesi dell’anno sono avvolti interamente in una matassa di buio? Un orologio non andrebbe a misurare nulla che possa essere rilevante, non segnerebbe una linea di demarcazione tra il giorno e la notte, in quanto attualmente a qualsiasi “orario” la gente fa qualunque cosa.

Si ha voglia di andare a fare una corsa alle tre del mattino? Magari si vuole cenare alle quattro di pomeriggio oppure alletta l’idea di un bagno a metà nottata? Detto fatto, a qualunque ora.

  • Percezione psicologica del giallo: eccitante, stimolante, se presente in forma satura risulta irritante
  • Percezione psicologica del nero: astrattezza, estraneità, esagera di molto la percezione degli spazi, pienezza e pesantezza

Comprendendo dunque di ritrovarsi immersi in un contrasto alientantemente diviso tra eccitamento ed astrattezza, avendo la consapevolezza di ritrovarsi in uno scenario che manderebbe in tilt i ritmi circadiani di qualunque turista come nemmeno due giorni sulle montagne russe, i cittadini di Sommarøy si sono riuniti per discutere della loro situazione. Dopo aver formato una giunta coesa, la decisione è stata quella di avanzare una proposta di legge al Parlamento norvegese (Storting) con la richiesta di cancellare qualsiasi mezzo che fornisca indicazioni sul tempo.

Alper Dostal, rivisitazione de “La persistenza della memoria”

Orologi più o meno grandi sono stati posizionati sul ponte d’ingresso di Sommarøy, a dimostrare simbolicamente che per gli abitanti già ora non ha più senso parlare della misurazione del tempo. Sommarøy delegittima l’abitudine che scandaglia i primordiali innocenti mattini di luce, i verdeggianti pomeriggi estivi, le congetturate sere d’estate e i cupi inverni e, analogamente all’artista Alper Dostal, squalifica il tempo delle sue lancette e lo fa piombare infine entro i contorni impazziti di una chiazza corvina che s’abbandona ai bordi di una tela ex-precisa.

Lo Zeitgeist (spirito del tempo) è dunque sufficientemente inciso nei ritmi delle persone senza il bisogno di misurarne concretamente l’esistenza, oppure no? Qualcuno dissente, come i proprietari degli alberghi che devono necessariamente tener conto degli orari dei check-in e check-out, ma la maggior parte afferma di poterne fare a meno, e commenta così il futuro di Sommarøy:

Il nostro obiettivo è fornire la massima flessibilità, 24 ore al giorno, sette giorni su sette, se vuoi falciare il prato alle quattro del mattino, fallo. Quando vieni qui, dovresti essere in grado di buttare via l’orologio e vivere la tua vita. (…) Saremo una zona senza tempo in cui tutti potranno vivere la loro vita al massimo (Kjell Ove Hveding)

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

 

 

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