I poteri delle tenebre, un manoscritto “retrouvé” che viene dal nord riscrivendo Dracula

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Una nuova frontiera del concetto di lost in translation: così, tra il serio ed il faceto, potremmo iniziare a parlare di un clamoroso caso letterario, che coincide anche e addirittura con una nuova versione di uno dei romanzi, gotici e tout court, più universalmente noti di tutti i tempi. Il capolavoro in questione è Dracula, di Bram Stoker; il secondo capolavoro invece è I poteri delle tenebre, di – in un certo senso – Valdimar Asmundsson. Quest’ultimo, ormai riconosciuto come uno dei più grandi talenti letterari d’Islanda, tradusse nel 1900 il lavoro di Stoker, ovviamente in lingua islandese: la difficoltà intrinseca della lingua, nonché la sua scarsa diffusione al di fuori dell’Islanda stessa, ha fatto sì che per oltre un secolo nessuno si accorgesse del fatto che la “traduzione” di Asmundsson era in realtà una vera e propria riscrittura del lavoro di Stoker.

Quindi, non qualcosa che va smarrito nella traduzione, ma un vero e proprio romanzo a sé stante. Il valore intrinseco, se non altro residente nel senso metaforico legato al personaggio di Dracula, richiedeva una particolare cura e riflessione preliminare rispetto alla pubblicazione, ci sembra evidente. Ben lo ha capito Carbonio Editore, che ha messo in piedi un’operazione editoriale dall’indubbio valore letterario, oltretutto fuori dall’ordinario: I poteri delle tenebre esce per mano della casa editrice milanese con la prefazione di Drace Stoker, pronipote di Bram, con una postfazione importantissima di John Edgar Browning e con un’introduzione di Hans Corneel de Roos. Quest’ultimo, essendo il ricercatore indipendente che si è accorto della discrasia tra il testo di Stoker e quello di Asmundsson, è anche l’autore delle note al testo, numerosissime: oltre 400, a dare un valore di testo di studio a quello che comunque è uno straordinario romanzo gotico, che va assolutamente letto. Ma anche studiato: l’ideale sarebbe una prima lettura libera, ed una seconda preceduta da tutte le note, ivi comprese per- e post- fazioni: perché comunque «Esistono misteri su cui gli uomini possono fare solo congetture e che, epoca dopo epoca, possono risolvere solo in parte»; e se appare poco plausibile, come leggenda vuole, che Dracula sia stato ispirato a Stoker da una cattiva digestione di una cena a base di granchi, altrettanto inverosimile è l’ipotesi che lo scrittore irlandese sia stato all’oscuro dell’operazione compiuta da Asmundsson. Se non altro perché la versione islandese è sensibilmente più corta e diversamente strutturata: da un lato il viaggio di Harker per giungere in Transilvania è del 67 per cento più lungo in Makt Myrkranna (il titolo in islandese de I poteri delle tenebre), dall’altro la conclusione della storia passa da 137.000 parole a sole 9000.

Stoker e Asmundsson

Possiamo ben dire che, come in un gioco di scatole cinesi, i misteri della storia di Dracula, in senso storico, si innestano su quello dell’elaborazione romanzesca di Stoker e a loro volta in quelli relativi alla rielaborazione di Asmundsson. In I poteri delle tenebre c’è abbastanza per una lettura di studio, e anche per una sinottica con Dracula di Bram Stoker, per chi non fosse così ferrato da cogliere al volo le innumerevoli differenze tra le due opere.

Linguistica, storia, relazione tra Stoker e Asmundsson, biografia dello scrittore islandese (morto a soli cinquant’anni), mitologica norrena, storia editoriale: ciò che rimane fondamentale, in questa versione del mito vampiresco ma soprattutto in questa edizione de I poteri delle tenebre, è che anche il Conte di Asmundsson rimane quello che in uno dei nostri Grandi Classici abbiamo definito un “vampiro psicosociopolitico”: l’avventura, il dramma, l’orrore sono presenti sia in Stoker che in Asmundsson, ma come in tutti i racconti del fantastico che assurgono agli onori della grande letteratura questi sono solo, si fa per dire, alcuni degli aspetti che rendono godibile la lettura e possibile lo svolgimento della trama. La quale è sviluppata sì più brevemente, ma in misura per certi versi più carica di suspence rispetto a Dracula; certamente in modo più erotico, e di un erotismo che è anche cerebrale, e quindi psicologicamente più introspettivo.

Uno degli aspetti più interessanti de i I poteri delle tenebre rimane però a nostro avviso una visione “darwiniana” (ad uso e consumo del Conte, ovvio) della società, che è interamente affidata al Conte, e che viene usata per giustificare il proprio “ruolo e posizione sociale”. Nonché come substrato programmatico per un nuovo ordine mondiale: sì, perché se nella versione di Stoker il terrore è un fenomeno emotivo ed individuale, ne I poteri delle tenebre diventa meno personale, visto che il Conte ed i suoi complici non sembrano tanto avere come scopo efferati delitti, ma addirittura un sovvertimento dell’ordine democratico in Europa.

Il conte di Asmundsson è quindi ancora più “politicizzato” di quello di Stoker, e in alcuni soliloqui che non riportiamo per riservare il piacere al lettore di scoprirli da sé, egli tiene dei veri e propri discorsi antropologico-programmatici sui quali varrebbe sicuramente la pena spendere, in sede diversa, più di una riflessione – in aggiunta agli spunti già proposti e ad altri ancora che soggiacciono alle volute della trama.

Vogliamo però chiudere con una singola citazione dal testo, (che ci ricorda lo Sturgeon di Cristalli Sognanti), primo indizio della brama di potere di Dracula che poi troverà ragione e sviluppo sia in senso erotico che in senso, come si diceva, antropologico-politico:

Dominare, amico mio, dominare: è questa la sola cosa per cui valga la pena vivere, che si tratti di dominare la volontà degli altri, o i loro cuori

Il che, potrebbe essere anche un indizio del perché Dracula, d’ora in poi grazie anche a I poteri delle tenebre, straordinario testo supportato da ricerche di valore ed una stupefacente operazione di lungimiranza editoriale, domina da oltre 120 anni la letteratura fantastica e soggioga la nostra immaginazione. 

Vieri Peroncini per MIfacciodiCultura

http://www.artspecialday.com/9art/2018/11/08/grandi-classici-dracula-bram-stoker/ 

 

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