Finalmente estate, fioriscono i traditori: 400 abbandoni di animali in un weekend, de profundis per la nostra etica

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Restiamo in Italia, per ragioni che saranno evidenti. L’orrore degli allevamenti intensivi, il trasporto di animali vivi, le specie estinte, i macachi accecati per ricerca, i beagle vivisezionati, le finte aggressioni inventate per poter sparare agli orsi, la caccia di frodo ad animali protetti come gli Ibis Eremita, la strage di animali sulle strade, quella di animaletti marini in spiaggia, gli habitat sconvolti per far posto ad un’edilizia inutile e selvaggia, veleni e pesticidi, bocconi con i chiodi e caramelle avvelenate nelle città, spuntoni di metallo per impedire le nidificazioni, nidi di rondine distrutti perché sporcano, cuccioli dati alle fiamme, cani strangolati, uccelli accecati per fungere da richiamo, il trasporto di animali vivi nel terrore e nella tortura di fame e sete, cuccioli presi a calci per gioco, a cui si spara per gioco, perché abbaiano, code e orecchie mozzate, abusi sessuali, gli allevamenti da pelliccia, mucche fistulate, cani uccisi a bastonate, lanciati contro i muri, trascinati legati alle auto, lasciati a cuocere nelle automobili sotto il sole.

E quant’altro: non si riesce a ricordare tutto, ma integreremo questo articolo col tempo, per completezza di informazione dell’orrore.

Questa, la norma.

Ma adesso è arrivata l’estate, e abbiamo i picchi. Di calore e di crudeltà.

Nel primo fine settimana d’estate, sono stati abbandonati quasi quattrocento cani, lungo strade e autostrade, liberi o legati ai guard-rail: sostanzialmente, nell’alternativa tra morire investiti da qualche automezzo, oppure di caldo, fame e sete. Ovviamente, 400 animali abbandonati sono quelli di cui si ha certezza e notizia, per logica il numero deve essere giocoforza più alto. 400. In un fine settimana. Senza motivo, perché è possibile, se proprio si è del tutto privi di coscienza, portare. il proprio animale in un rifugio. Spezzandogli il cuore, ma lasciandolo vivo.

Troppa fatica. Troppo noioso, probabilmente: vuoi mettere il brivido di un bell’abbandono in una strada di campagna? Quattrocento in un week-end, quattrocento fiducie cieche e assolute immolate sull’altre di una vacanza da turisti beoti. Questi sono i tempi del web, e nessuno può lecitamente dire di non sapere, di non immaginare la conseguenza di un abbandono di un animale, e la crudeltà intrinseca del gesto. Non c’è peggior delitto che ingannare chi si fida di te: per il nostro imprinting epistemologico, vediamo le cose attraverso un filtro letterario, e mescoliamo Dante che butta allo sprofondo i traditori di coloro che si fidano con Arthur Schopenhauer, che disse che «la pietà verso gli animali è talmente connessa alla bontà del carattere che si può tranquillamente asserire che chi è crudele con gli animali non può essere d’animo buono».

L’odio verso gli animali è la sconfitta dell’intelligenza umana – Gandhi

Che siamo destinati alla sconfitta, è evidente. Come italiani, e come esseri umani, ché nel mondo non mancano altrettanti esempi altrettanto eclatanti della ferocia umana. Ma è nella nostra natura, come ben sapevano Conrad, Golding e Mark Twain: «Tra tutti gli animali, l’uomo è il più crudele. È l’unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo».

Ed è questo il motivo per cui la poca intelligenza umana è destinata ad essere sconfitta. 400 abbandoni. Inutili. In un solo fine settimana. Se non è crudeltà questa, cos’altro lo è? Qualcosa di diabolico, verrebbe da dire se fossimo portati a credere in un universo manicheo in cui siamo noi i diavoli per gli animali, evidentemente: solo, non sarebbe comunque chiaro cosa queste povere creature potrebbero aver commesso di tanto grave da meritarsi l’inferno costituito dall’homo sapiens.

Ovviamente, se la crudeltà è connaturata all’essere umano, se l’uomo secerne disastro (Cioran) la battaglia è persa in partenza. Non servono articoli come questo, posto, fotografie, aforismi, associazioni, ragionamenti, meme, racconti, sentenze. Non vale nemmeno Indira Gandhi che disse «È tutto collegato, quello che accade ora agli animali accadrà in seguito all’uomo», o sapere che all’estinzione delle api avremmo solo quattro anni di vita sul pianeta –  

Quattrocento abbandoni, in un fine settimana.

E tanti saluti al progresso morale dell’homo sapiens.

 

Vieri Peroncini per MIfacciodiCultura

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