A Terrasini spuntano panchine letterarie dedicate a Camilleri e ai grandi autori siciliani

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Sarebbe bello non dover interpretare ogni notizia come una sfida. Sarebbe ancora più bello non avvertire la sensazione impellente di trovarsi in un’arena dove due fazioni sono schierate una contro l’altra in un implacabile battibecco.

Per qualunque titolo, notizia o annuncio, ormai si sproloquiano considerazioni senza più accorgersi che le parole hanno un significato e si riferiscono a persone e non a oggetti inanimati. Ebbene, Andrea Camilleri è ricoverato all’Ospedale Santo Spirito di Roma da lunedì, e all’ombra dei suoi 93 anni sta lottando contro la morte. Dinanzi a un evento di tale impatto, occorrerebbe da ambedue le controparti urlatrici un rigoroso silenzio. Terrasini (Palermo) ha deciso di parlare, ma di farlo omaggiando una bellezza di per sè immortale: quella della scrittura. 

Le frasi di Andrea Camilleri, Rosa Balistreri, Giovanni Meli, Leonardo Sciascia e Giuseppe Tornatore sono distribuite su delle panchine a forma di libro. Vincenzo Cusumano, assessore al Turismo, commenta così l’iniziativa:

Abbiamo voluto dare un segnale di presenza reale nel mondo della cultura e abbiamo scelto di farlo accostando questi famosi siciliani alla bellezza del mare di Terrasini. Anche questo è, a nostro vedere, un servizio alla cittadinanza e ai turisti che ogni giorno vengono nel nostro paese:  accomodarsi su una panchina d’autore, annegando lo sguardo nell’infinito. Continuiamo quindi sulla scia del recupero delle radici, dopo i segni già lasciati con altre opere

Cusumano parla di recupero delle radici, probabilmente quelle stesse che al suono di titoli quali La luna di carta o Il ladro di merendine richiamano istintivamente alla memoria i sapori caldi degli arancini di Vigata e il sole cocente che s’abbatte sulla frizzantina acqua di mare che al crepuscolo bagna la spiaggia dove è intento a riflettere Salvo Montalbano. Ogni mattina una telefonata e un nuovo caso, con la celebre risposta «Montalbano sono!» accompagnata da quella Signorina Ironia che Camilleri ha reso magistralmente bene, senza mai farla pesare o percepire come noiosa. Probabilmente a lei si attribuisce il successo che ha conquistato i lettori e tenuto incollati  milioni di telespattatori davanti alla tv, con ascolti record persino durante le repliche.

L’iniziativa delle panchine letterarie non è nuova in Italia (a Procida ce ne sono alcune dedicate a Elsa Morante, variopintemente accese nel racconto di viaggi lontani, mentre a Montecatini Terme ve n’è una su cui, con fare serio sostenuto da sigaro e bastone, è adagiato Giacomo Puccini). Quella di Terrasini è stata gestita dall’associazione Aps ATuttaVita di Roberta D’Asta e Chiara Giordano ed è commentata dal sindaco della città Giosuè Maniaci con le seguenti parole:

Terrasini vuole crescere e noi stiamo dando la spinta per continuare a portare fuori dai confini territoriali il suo nome. Questi bravissimi artisti hanno dato un grosso contributo alla crescita culturale di Terrasini per omaggiare artisti di fama internazionale. Adesso aspettiamo di vedere questi luoghi frequentati da quanta più gente possibile

L’iniziativa di Terrasini è quanto mai apprezzabile, in quanto promulga un concetto fondamentale: la fascinazione che si genera dinanzi a dei capolavori ben scritti, con ingredienti quali il realismo ma soprattutto l’Ironia e la decomplessificazione di storie a prima vista senza uscita, è qualcosa di talmente unico che deve essere salvaguardato e diffuso con qualunque mezzo disponibile. Al di là di qualsiasi altro discorso superfluo.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

 

 

 

 

 

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