“Oceano Mare”: Alessandro Baricco e le emozioni al profumo d’inchiostro

0 1.411

Oceano Mare: Alessandro Baricco e le emozioni al profumo d’inchiostro

Oceano Mare: con queste due parole ci viene in mente il grande scrittore Alessandro Baricco. Ci pervade immediatamente la sensazione di voler lasciare il posto in cui eravamo fino a quel momento, prendere il primo treno e andare alla Locanda Almayer, (non) luogo in cui è ambientato questo romanzo.

Oceano MareOceano Mare, scritto nel 1993, non è una storia tipica, ma è un intreccio di storie, di vite, di sentimenti nelle quali  il protagonista principale, quello a cui,in fondo, ruota tutto intorno, e quello in cui tutto sembra trovare una soluzione è il mare. Oceano mare: quante volte, in preda ai dubbi, alla tristezza, alla malinconia e alla confusione non abbiamo preso la macchina e viaggiato fino ad arrivare ad accarezzare questa distesa infinita che è il mare? Dove inizia e dove finisce il mare? Scrive Baricco:

Dove inizia la fine del mare? O addirittura: cosa diciamo quando diciamo: mare? Diciamo l’immenso mostro capace di divorarsi qualsiasi cosa, o quell’onda che ci schiuma intorno ai piedi? L’acqua che puoi tenere nel cavo della mano o l’abisso che nessuno può vedere? Diciamo tutto in una parola sola o in un sola parola tutto nascondiamo?

Le navi sono gli occhi del mare? L’amore vero esiste? Ci sta aspettando? Sono questi alcuni degli interrogativi che muovono le esistenze dei protagonisti del romanzo di Baricco.

Dialoghi poetici in cui sono le emozioni a tenerci sulle spine, non un vero e proprio accadimento. Sembra che ciò che accada nella Locanda Almayer sia proprio l’emozione. Ma cos’è un’emozione che prende vita? È il Professor Bartleboom che dopo una giornata passata a cercare i limiti della natura e scriverne in un’enciclopedia che nasce – paradossalmente – illimitata, si siede alla luce di una lampada e scrive delle lettere d’amore per la sua anima gemella, quella che in una parte del mondo sta aspettando solo lui. Troverà il suo amore? Riuscirà a consegnare quel cofanetto color mogano che custodisce dolci parole d’amore?

Oceano MareIn questa locanda, in questo (non) luogo fuori dal tempo, c’è empatia tra i personaggi che trovano riparo davanti la riva del mare. C’è il pittore Plasson, che diventerà un grande amico del Professor Bartleboom, che cerca gli occhi del mare e passa le sue giornate a trovare il modo migliore per rappresentare quelle onde infinite. Ce la farà a trovare i colori giusti? Nasce così la sua collezione “Oceano Mare”. E se nel nulla del bianco ci vedessimo tutto?

Nel mare c’è la forza di affrontare la vita, come per la giovane Elisewin, una ragazza dalla pelle candida, che accompagnata dal tutore Padre Pluche, cerca una soluzione per non essere schiacciata dalla sua stessa sensibilità: «una ragazzina troppo fragile per vivere e troppo viva per morire», la descrive dolcemente Baricco. Dovrà immergersi nell’amore per essere salvata e il mare sarà lì a testimoniare un momento magico di due anime che, scoprendosi un’anima sola, si salvano a vicenda.                                                                                                                                                            C’è poi Adams, un uomo misterioso che in realtà si chiama Thomas che porta con sé un segreto. Adams è uno dei superstiti del naufragio dell’Allance dove perse in modo orribile la sua amata Térèse. Una storia di dolore e vendetta, una storia di chi ha viaggiato tanto per riempire un vuoto provocandone un altro. Nella locanda senza tempo c’è anche una donna bellissima, Madame Devierà, mandata laggiù dal marito per farle dimenticare l’uomo con cui lo ha tradito. Ma il mare non fa dimenticare, al contrario, il mare riporta a galla tutti i desideri, i sogni, tutte le nostre aspettative e le speranze di una vita diversa, più simile a quella che volevamo.

Suddiviso in tre parti – Locanda Almayer, Il ventre del mare e I canti del ritornoOceano Mare non ha una trama lineare, ma come un cerchio che si apre all’infinito, apre storie, le richiude, le riapre, tutto con la stessa magia dell’emozione, quella per cui il lettore rimane incantato a leggere, soprattutto quei frammenti in cui, in una manciata di inchiostro, viene spiegata la vita: «Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri». E voi, noi tutti, stiamo andando dalla parte dei desideri? E i protagonisti di Oceano Mare?      Si susseguono colpi di scena, vite che si intrecciano, vendette e vite che vanno avanti o si perdono, ogni protagonista ha il suo destino tra le ultime pagine del libro.

Oceano MareVale la pena leggerlo per immergersi in un clima onirico in cui sembra non succedere nulla e invece succede tutto in quella distesa di acqua salata che a guardarla fa  venir voglia di vivere un po’ di più.

Ed è qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare. Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto il mare chiama.

Vanessa Romani per MIfacciodiCultura        

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.