L’artigianato come espressione culturale e custode di antichi valori

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C’è una piccola bottega nel Villaggio Globale del rione Testaccio in cui oggetti in legno, abbandonati in giro per Roma, si trasformano in giocattoli. L’idea del riciclo e della produzione di nuovi manufatti d’artigianato è venuta a Sait Dursun, originario del Kurdistan, stabilitosi definitivamente in Italia nel 2002. La sua passione per la realizzazione di giocattoli in legno risale a quando era un bambino e li costruiva al riparo delle bombe che cadevano sul suo villaggio, osservando anche la manualità del padre che riparava gli attrezzi dei contadini del posto.

I giocattoli in legno hanno il profumo di una volta.

Sait Dursun

La semplicità e la praticità sono tutto. Legno, colla e qualche vite o chiodo: bastano questi pochi materiali per far riecheggiare in ognuno di noi quella spensieratezza e quella spontaneità dei tempi passati. Perchè grazie al contatto con il legno, i bambini riscoprono percezioni sensoriali sopite, alimentano la curiosità e l’inventiva, e anche i genitori riscoprono il piacere della condivisione del gioco, che diventa compagno di viaggio e di vita.

Lavorazione artigianale

La storia di Sait ci ricorda, in tempi in cui il lavoro è costrizione, in cui il consumismo ha massificato i desideri ed appiattito la creatività, in cui i prodotti che usiamo sono realizzati in serie, come la riscoperta dell’artigianato sia fondamentale. L’artigianato italiano è tra i più antichi e rinomati del Mondo. Conosciuto e ricercato da tutti per le sue caratteristiche di bello e ben fatto, ha una storia da far invidia; è qualcosa che va ben oltre un semplice lavoro, perchè da sempre è parte stessa del tessuto sociale di ogni città e paese. E così, chi si dedica a questa attività scopre che il lavoro può essere bello e gratificante se ci si rivolge ad esso non solo come mezzo per guadagnare denaro. Mentre chi fruisce i prodotti di questo tipo di lavoro, ha la consapevolezza di avere tra la mani un manufatto unico e con un valore intrinseco.
Botteghe, atelier, laboratori scelti portano avanti la grande eredità e il patrimonio degli antichi mestieri. A testimonianza che la ricchezza italiana non è rappresentata “solo” da opere artistiche e paesaggi fiabeschi che le città offrono ai visitatori, ma anche dalla possibilità di scoprire tradizioni artigiane tramandate di generazione in generazione e l’ineguagliabile bellezza del fatto a mano. Ogni regione possiede una sua speciale attività che risale a tradizioni antichissime perchè l‘artigiano è depositario di un sapere antico, di valori e tecniche professionali. Basti pensare alle vetrerie di Murano, attestate già nel 1200, o a Napoli dove esistono ancora botteghe in cui si creano mandolini, a Cremona, famosa in tutto il mondo per i suoi violini, o ancora a Fabriano, celebre per la produzione della carta.

Lavorazione artigianale

Gli artigiani in Italia da sempre sono i custodi di una tradizione che si tramanda di padre in figlio, tradizione intrisa di sacrifici, errori ed unicità. Quando si acquista un prodotto artigianale, si acquista una fetta seppur piccola di storia, simbolo di un sistema di relazioni in continuo scambio di esperienze culturali, sociali ed economiche.
L’artigianato italiano è frutto di anni ed anni di impegno e devozione verso il proprio lavoro. Moltissime di queste tradizioni sono state e continuano ad essere esportate all’estero, facendole apprezzare ed amare anche a chi non le conosceva.

Stringere tra le mani un manufatto artigianale significa impadronirsi di una piccola parte dell’anima di chi l’ha creato, significa avere in dono l’unicità che nasce dalla creatività. Sono più che oggetti fatti a mano: sono racconti emozionanti, veri e propri oggetti viventi. Questo perchè l’artigiano trasmette, con la sua maestria, la storia del suo territorio e le tradizioni che gli appartengono.

Perchè un manufatto è un oggetto creato, non semplicemente costruito; è un oggetto nato e non semplicemente prodotto.

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

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