Oliviero Alotto, l’uomo che corre per salvare il pianeta dal cambiamento climatico

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Dal 3 al 6 giugno Oliviero Alotto ha percorso più di 200 km, tra corsa canoa in Groenlandia. Oliviero non è un uomo potente, e nemmeno uno di quei finti interessati abili a censurarsi dietro delle belle frasi d’apparenza o uscite ad effetto che poi non trovano riscontri nel mondo reale. Si tratta di un uomo comune, che al di là delle tante diffuse parole ha invece impiegato un mezzo assai più importante: il proprio corpo.

Sono nato a Torino il 27 febbraio 1983.

Questa frase è l’avvio della presentazione di sè nel suo blog. Si chiama Oliviero Alotto ed è responsabile dell’associazione Terra del fuoco oltre che di Slow Food a Torino. Ha accettato la sfida della Race against Time, dicharatemente orientata a un confronto-scontro con quello che è il tempo che rimane per salvare il pianeta. Nella sua corsa contro il tempo percorrerà Kangerlussuaq e passerà per Kelly Ville, Ice Cap e Sisimiut. Per la preparazione, segue un prpgramma fittissimo: corre mediamente 100km a settimana e, seguito dalla biologa e nutrizionista Felicina Biorci, consuma 2-3 pasti al giorno rigorosamente entro le 16 (per leggere il programma completo visitare il sito).

Più di mille persone avanzano oltre l’arco gonfiabile lasciandosi alle spalle tutti quei grandiosi artifici e si allargano lungo il percorso nel deserto. Mi muovo anche io, inizio a correre sulla terra battuta. Con lo zaino sulle spalle, gli occhiali da sole addosso e le borracce sugli spallacci, faccio partire il cronometro. Mi sono dato alcune regole: bere ogni 10 minuti e, dopo ogni borraccia d’acqua, almeno una pastiglia di sale (Oliviero Alotto, diario personale “Sulle note di Highway to Hell si inizia”)

Uno stile di vita e una dieta non semplici, che richiedono diversi sacrifici, ma resistono grazie alla forza di volontà di Alotto, il quale ha un obiettivo chiaro e valoroso: quello di salvare il pianeta che ci ospita.

Oliviero Alotto e Giorgio Napolitano

Forse il problema reale consiste nella mancata percezione del rischio a cui si va incontro, in quanto si è abituati a pensare a epiloghi distopici al culmine delle catastrofi solo nei film o nei libri di fantascienza, eppure il pericolo c’è ed è accompagnato da un’ampia schiera di documentazioni a riguardo. Il climate change è in atto e inesorabilmente sta coinvolgendo, anzi stravolgendo, l’ambiente, i suoi abitanti e gli ecosistemi.  E lo farà sempre di più. Greta Thunberg protestando a gran voce e Alotto correndo tra i mari ghiacciati e il calore di Kachwamba, città in Uganda presso la quale sono destinati i fondi di 10mila Orti in Africa, hanno udito la richiesta d’aiuto del pianeta e stanno cercando di aiutarlo.

Per quasi vent’anni sono stato uno Scout e, proprio grazie allo scoutismo, ho sviluppato una grande passione per i viaggi, in particolare per la montagna: le lunghe camminate, dormire sotto le stelle e la possibilità di scoprire nuovi territori un passo dopo l’altro. Quando non viaggio, corro: la corsa mi ha rapito e ha cambiato la mia vita, offrendomi una dimensione di consapevolezza del corpo e libertà della mente che sento ogni volta che corro in montagna, sulla strada, nel deserto o dovunque portino i miei viaggi (Oliviero Alotto)

Chissà se i suoi pellegrinaggi e le numerose avventure l’hanno condotto a incontrare la Volpe volante dagli occhiali (pteropus ocularis)? Un nome intrigante, vero? Pare evocare ricordi freddi d’arguzia misti a intelligenza sofisticata.

Ebbene, secondo il governo australiano è una specie a rischio estinzione. Un destino simile a quello toccato al Melomys rubicola, un piccolo roditore che abitava, insieme alle diverse specie di uccelli, le spiagge della sabbiosa isola di Bramble Cay. E che dire della tragedia sull’isola di Petrels, in in cui a causa di una rottura del ghiacciao Mertz i pinguini si ritrovarono a dover compiere percorsi troppo lunghi per trovare del cibo, con la conseguenza del salvataggio di solo due pulcini su tutta la colonia? E per cosa?

E di chi è la colpa? Dell’uomo, inevitabilmente.

Fortunatamente però, esistono anche persone come Greta Thunberg e Oliviero Alotto, i quali dimostrano che, volendolo, il cambiamento non è impossibile. Non quello climatico, ma quello quotidiano. Quello di tutti i giorni, che, se perseguito gradualmente e con perseverante convinzione, potrebbe apportare delle modifiche a una situazione che è unicamente frutto dell’egoismo umano che nemmeno comprende che porterà prima o poi all’estinzione del suo stesso ego. Ognuno può e deve fare la differenza, contribuendo a salvaguardare un pianeta che assomiglia giorno dopo giorno, sempre più a un libro di geografia incartapecorito e sgualcito dagli anni che passano e dalle speculazioni economiche e politiche.

Non si può che confidare in Oliviero Alotto, il quale potrebbe fungere da ideale per molti, aiutando le persona a ritrovare quella motivazione a voler bene a un pianeta che, dopo tutto, è casa nostra.

IsabellaGaranzini per MIfacciodiCultura

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